Mps chiuderà il secondo trimestre in rosso. Dal 2008 bruciati 23,5 miliardi

Affari italiani .it 4.8.21

Il valore delle azioni dell’istituto sono passate da 16,1 miliardi a 1,16 miliardi

Mps chiuderà il secondo trimestre in rosso. Dal 2008 bruciati 23,5 miliardi

Un secondo trimestre in lieve ‘rosso’ per il Monte dei Paschi, tra i 15 e i 20 milioni, secondo la media di un panel di analisti consultato da Radiocor. La banca di Rocca Salimbeni dopo il primo trimestre in utile per 119 milioni, risultato migliore degli ultimi tre anni, secondo gli addetti ai lavori dovrebbe registrare una perdita anche se nel panel di analisti c’e’ una netta spaccatura tra chi stima un ritorno del ‘rosso’ e altri che ipotizzano, invece, un risultato positivo, sebbene molto contenuto. Sul fronte dei ‘pessimisti’ ci sono gli analisti di Deutsche Bank che stimano una perdita superiore ai 150 milioni mentre sul fronte degli ottimisti ci sono quelli di Equita (+6 milioni). Le stime divergono molto per effetto delle valutazioni diverse sui nuovi accantonamenti che la banca presentera’ nel trimestre e che saranno parte della comunicazione sui numeri dopo l’approvazione dei conti da parte del cda in calendario giovedi’ prossimo.

Mps, 23,5 miliardi di risorse bruciate dal 2008

Ma intanto emergono dati che danno un’idea più precisa di quanto capitale abbia bruciato la banca negli ultimi 12-13 anni. Una stima data dal Sole 24 Ore, che quantifica in 23 miliardi e 472 milioni di euro le risorse perse da Mps a partire dal 2008. Una cifra monstre, tra aumenti di capitale e salvataggi pubblici, ai quali vanno aggiunti, spiega il quotidiano, i costi che deve affrontare lo Stato per chiudere la vendita a UniCredit.

Mps, il valore delle azioni da 16,1 miliardi a 1,16 miliardi

“Ai massimi del maggio 2007, il Monte in Borsa valeva 16,1 miliardi: ieri il valore delle azioni si era ridotto ad appena 1,16 miliardi”, spiega invece il Fatto Quotidiano. “La raccolta diretta è crollata dai 157,6 miliardi del 2010 ai 103,7 del 31 dicembre scorso: -34%. I ricavi sono passati da 5,83 miliardi nel 2008 a 2,92 l’anno scorso: -50%. Dal 2008 a fine 2020 l’istituto ha perso 21,3 miliardi, bruciando quasi integralmente i 21,9 miliardi raccolti nei sei aumenti di capitale dello stesso periodo. Rispetto ai 47 miliardi di sofferenze lorde a fine 2015, oltre un terzo dei 130 miliardi di crediti, a marzo scorso ne erano rimasti 1,5 miliardi. Il resto sono state ceduti o spesati a perdita. Il Governo Gentiloni ad agosto 2017 “mise in sicur e z za ” il Monte pagando 5,4 miliardi per diventarne primo azionista al 68,25%: ora quelle azioni valgono 796 milioni, hanno perso 4,6 miliardi”.