Veneto Banca, l’inchiesta si allarga Treviso ha avviato l’indagine per truffa a carico di ignoti, la Procura valuta ulteriori reati. Gli atti custoditi in un caveau – parte seconda

È stata formalmente aperta l’inchiesta della Procura di Treviso a carico di Veneto Banca per truffa e, come sottolineano gli inquirenti, «per altre ipotesi di reato attualmente al vaglio». Al Palazzo di Giustizia di via Verdi si stava aspettando l’arrivo del magistrato di supporto per poter materialmente procedere con l’apertura di un fascicolo e le relative indagini sulle circa 4 mila denunce per truffa firmate da altrettanti risparmiatori dell’istituto Montebelluna. Si tratta di migliaia e migliaia di documenti che dovranno essere ora esaminati dal pool di quattro investigatori della Guardia di Finanza, coordinati dal sostituto procuratore Massimo De Bortoli.

Il caveau. Il materiale d’indagine è custodito in una stanza riservata del tribunale trevigiano, una sorta di “caveau” capace di contenere tutti i documenti che per quantità non potrebbero trovare spazio sufficiente nell’ufficio del magistrato. Il fascicolo è per il momento a carico di ignoti; quanto ai reati contestati, gli inquirenti stanno valutando oltre alla truffa e al falso in bilancio (con cui gli atti sono arrivati dalla Procura di Roma) anche altre violazioni sulle quali c’è però il massimo riserbo. Sicuramente non si procede, almeno per il momento, per l’ipotesi di bancarotta che richiede prima una dichiarazione dello stato di insolvenza dell’istituto da parte del giudice civile. Un gruppo di risparmiatori, guidati dall’avvocato Luigi Fadalti, aveva chiesto che il tribunale fallimentare di Treviso procedesse in tal senso, ma il giudice si è dichiarato incompetente alla luce delle nuove disposizioni in materia e ha passato l’istanza alla Procura affinché decida se procedere con la richiesta in tal senso. Una soluzione che i risparmiatori, sia di Veneto Banca che di Popolare di Vicenza, caldeggiano da tempo.

Don Torta al Csm. Intanto don Enrico Torta, il parroco che è alla guida del Coordinamento delle associazioni di risparmiatori, è stato convocato a Roma dal Csm, l’organo di autogoverno della magistratura. Il sacerdote verrà sentito nei prossimi giorni dalla Prima Commissione che è competente in materia di incompatibilità ambientale dei magistrati. Le ragioni dell’audizione non sono precisate nell’atto di convocazione e don Torta, da parte sua, non ha mai presentato esposti al riguardo. La convocazione fa riferimento a sei diverse pratiche aperte dalla Commissione tra 2017 e 2016.

I risparmiatori a Roma. E ieri pomeriggio i risparmiatori delle banche popolari che si erano dati appuntamento a Roma per una manifestazione in piazza Montecitorio (circa 800 i partecipanti) sono stati ricevuti dalla Commissione bicamerale d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario presieduta da Pier Ferdinando Casini. Della delegazione faceva parte Patrizio Miatello dell’associazione Ezzelino III da Onara”. I risparmiatori hanno incoltre incontrato Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia e i senatori veneti del Pd Laura Puppato, Rosanna Filippin, Giampiero Dalla Zuanna e Giorgio Santini. «È stato un incontro basato sulla condivisa volontà di fare tutto ciò che è possibile per i risparmiatori», hanno detto i senatori, «abbiamo informato le associazioni sul lavoro che stiamo facendo, in particolare riguardo alla Commissione di conciliazione, che deve

vedere la luce quanto prima, così come la definizione del Fondo che deve supportare le decisioni della commissione affinché possa sostenere i risparmiatori che, con la perdita dei titoli, si trovano in una situazione di profondo disagio. Probabilmente sarà in capo all’Anac».