LO SCANDALOSO CRACK DI BANCA MB ANNO 2010

una piccola banca privata, che dall’estate scorsa è commissariata da Bankitalia, che è sinonimo di finanza cattolica lombardo veneta, di opus dei Pippo Garofano, di Gastone Colleoni, di Famiglia Burani, Di Fabio Arpe – la Banca potrebbe essere salvata e rilevata da Unicredit, il cui ex alto dIrigente Aramini è stato l’ultimo Presidente di Banca MB. Pare vi siano un po’ gli stessi grandi clienti coinvolti…

Banca MB, piccola banca privata che dall’estate scorsa è commissariata da Bankitalia, è forse un nome che dice poco al grande pubblico, e per fortuna: meno risparmiatori e picccoli azionisti sono travolti da questo fallimento bancario e meglio è.

Ma per gli addetti ai lavori MB è sinonimo di finanza cattolica lombardo veneta. E’ sinonimo di De Lucia Lumeno – il potente segretario (oggi ) di Assopopolari che la fondò e diresse per conto di una serie di cosiddetti bei nomi della finanza cattolica, amici suoi e del suo mentore Fratta Pasini, Presidente eterno del Banco Popolare e di Assopopolari.

E’ sinonimo di Pippo Garofano, di Gastone Colleoni, di Famiglia Burani. Di Fabio Arpe, altro fondatore, reduce dalle imprese non proprio commendevoli in AbaxBank. Quel che accadde, per la precisione, nel 2006, è che fondendo Novagest sim di Arpe Fabio con la MB di Garofano pensarono, tutti i cattolicissimi azionisti e manager, di rinforzare sia Banca MB sia Novagest. Che draghi. Draghi Mario, quello vero, la scorsa estate li ha poi svegliati tutti dai sogni.

Alcune cose sono rammentate bene da un articolo del Sole 24 Ore Plus , che però sulle origini di banca MB glissa un tantino.

Bankomat e Dagospia hanno notoriamente meno pudore di altri media. Volete sapere chi erano i soci di rilievo di Novagest sim che spinsero per la fusione con Banca MB? Fra gli altri la famigerata Arner Bank, l’immancabile e berlusconissimo Ubaldo Livolsi, Fonsai e Carlo Ciani storico ed eminentissimo top manager di Ligresti, Enrico Maria Fagioli potentissimo Amministratore Delegato di Efibanca per anni e da un anno a capo di Meliorbanca (dopo che Saviotti arrivato al Banco gli ha fatto notare che forse era il caso di andare a casa…).

E poi Credito Sanmarinese, Vittorio Coin, Camuzzi, Miro Radici… Basta rileggersi Finanza e Mercati del 9 agosto 2006. I nomi allora si facevano volentieri. Dopo il commissariamento di Bankitalia, neppure tre anni dopo, un po’ meno.

Anche se poi proprio il citato articolo del Sole di sabato  rende ai lettori un servizio: ci fa osservare che – praticamente senza gara – la Banca potrebbe essere tra poco tempo salvata e rilevata da Unicredit, il cui ex alto dIrigente Aramini è stato l’ultimo Presidente di Banca MB. Pare vi siano un po’ gli stessi grandi clienti coinvolti…

E’ significativo che i Burani non avessero i soldi per salvare la loro industria, ma fossero interventuti come soci fondatori di Banca MB, forse per ricambiare Efibanca (Banco Popolare) che li aveva finanziati, e nel cui board siedono Garofano e Faroni (direttore finanziario di Banco Popolare e dominus di banca Aletti (Banco popolare), una delle principali investment bank usate dai Burani per le loro manovre di borsa).

Sarebbe interessante vedere chi furono i grandi clienti di questa piccola banca MB. Il Sole non li nomina, ma le carte le deve avere. I Burani stessi, lo sappiamo per certo, a Banca MB chiesero poi in prestito qualche milione di euro. Come e perché è materia che interessa la Procura di Milano.

Banca MB dal 2006 al 2008 ha sempre perso soldi. In Italia una banca che perde soldi è un caso raro. E i suoi 112 dipendenti sono a rischio, oggi. Una loro manifestazione è prevista sabato 6 novembre al teatro Dal verme di Milano. Chissà se i cattolicissimi azionisti passeranno di là a far loro gli auguri.

Ma leggiamo cosa dice il sito di Banca MB per descrivere mission e caratteristiche di banca MB: “Banca MB, in qualità di banca di investimento, si pone l’obiettivo di fornire servizi finanziari e professionali ad alto valore aggiunto.Banca MB si propone quale interlocutore unico, diretto ed alternativo alle banche universali, in grado di rispondere in modo tempestivo ed efficiente alle esigenze del mercato. Banca MB fa dell’indipendenza ed assenza di conflitti di interesse i suoi fattori critici di successo.”

L’ultima frase è stupenda, nel Paese che fa del conflitto d’interesse la regola, dal Premier in giù, che poteva fare Banca MB? Rifiutare fra i soci persone cui avrebbe dato i soldi? O banchieri coinvolti su altri tavoli?

Banca MB pare abbia anche divorato alcuni miloni di euro del Comune di Parma e di alcune sue società controllate. A Parma se ne parla con ferocia da mesi. Una vicenda da seguire e su cui torneremo. In particolare la TEP, la municipalizzata dei Trasporti del Comune di Parma, pare si fidasse molto di Banca MB (oltre 8 milioni). Pare poi che tal Costa Presidente di un’altra municipalizzata di Parma “depositante” in Banca MB, la STT, di Banca MB fosse socio. Sempre a scanso di conflitti d’interessi.

ANCHE IN QUESTO CASO CI RITROVIAMO PERSONE CHE OGGI SIEDONO IN POSIZIONI IMPORTANTI DI  UNA DELLE PRIME BANCHE ITALIANE – LEGGENDO QUESTO VECCHIO ARTICOLO INTERESSANTE E DA APPROFONDIRE CAPIRETE CHI SONO.