Banco Bpm, sarà Cattolica partner bancassurance Il Cda della banca ha assegnato l’esclusiva. Superata la concorrenza dei francesi di Covéa. (come da copione -leggi il mio articolo del 9 ottobre 2017)

RIPORTO UNO STRALCIO DEL MIO ARTICOLO DEL 9 OTTOBRE

Non solo: il blitz del finanziere statunitense, secondo i commenti a caldo sull’asse Milano-Verona, ha anche messo in discussione il progetto di ampio respiro e di medio termine che Carlo Fratta Pasini, presidente di Banco Bpm , aveva in qualche modo abbozzato per arrivare a un’intesa bancario-assicurativa con Cattolica. È noto. infatti. che la compagnia veneta ha sciolto da un anno l’alleanza che la legava alla Popolare Vicenza (sono stati i commissari della banca berica a vendere il 9% di Cattolica a Buffett il 9,05% per 116 milioni), mentre l’istituto di credito guidato dall’amministratore delegato Giuseppe Castagna sta per scegliere il nuovo partner assicurativo dopo la fine dell’accordo con UnipolSai ed entro fine mese deve decidere se apparentarsi con la francese Covea o con la stessa Cattolica.

Quest’ultima pista piace molto all’ala veronese del Banco Bpm e sembrerebbe la soluzione più logica. Il progetto potrebbe poi comportare uno step successivo sul fronte della governance. Non è escluso che Fratta Pasini, veronese classe 1956, tra qualche anno possa puntare alla poltrona presidente di Cattolica, sponsorizzando al contempo l’ascesa al vertice del Banco Bpm di un imprenditore solido quale Sandro Veronesi. Mister Calzedonia (l’ad dell’azienda, Marisa Golo, siede già nel cda della banca), potrebbe essere quella figura di industriale con visione internazionale da portare ai piani alti dell’istituto di Piazza Meda.

Va ricordato che l’imprenditore, a capo di mini-impero da 2,15 miliardi di euro di ricavi, ha deciso di scommettere sulle potenzialità del Banco Bpm arrivando a detenere un pacchetto azionario pari allo 0,5% del capitale (da inizio anno vi ha investito 19,7 milioni). E tale shopping (magari sostenuto da Fratta Pasini, che lo vorrebbe socio forte della banca) potrebbe continuare, visto che pochi giorni fa è stata costituita la Calzedonia Investments.”

DECISIONE DEL CDA BANCO -BPM DEL 17 OTTOBRE 2017

Il consiglio di amministrazione di Banco Bpm ha indicato oggi il suo prossimo partner nella joint venture della bancassicurazione. L’esclusiva è stata assegnata a Cattolica Assicurazioni, che adesso ha quindici giorni per chiudere la trattativa. 

Dopo mesi di indiscrezioni l’istituto di Piazza Meda ha così compiuto un passo se non decisivo quantomeno importante per uno dei suoi dossier più delicati, quello relativo al nuovo accordo di bancassurance. Cattolica batte la concorrenza serrata dei francesi di Covéa, che vantavano da parte loro il rapporto di lunga data instaurato con la banca lombardo-veneta.

La proposta, fa sapere la stessa Cattolica, prevede anche la firma di un accordo di lungo termine con Banco Bpm per la distribuzione di prodotti vita e danni sulla rete ex-Banco Popolare. 

Dal punto di vista finanziario sembra che le due proposte, portate al tavolo dei consiglieri dal consulente Kpmg, non fossero molto lontane. Si parla di una cifra di circa 800 milioni per il 50% delle due joint venture Popolare Vita, ancora oggetto di arbitrato per definire l’uscita di Unipol, e Avipop, per la quale sono stati già da tempo risolti gli accordi con Aviva. Una discriminante di peso, al di là dei possibili rilanci dell’ultima ora, era rappresentata dalle prospettive industriali offerte dalle due compagnie a Banco Bpm. 

Da una parte i francesi hanno messo sul piatto i rapporti storici con Bpm. Covéa è socio della jv BpmVita dal 2011, quando ha rilevato l’81% del capitale da Fonsai per 243 milioni di euro, e non ha mai fatto mistero della voglia di espansione in Italia. Dall’altra i veronesi possono contare non solo sulla vicinanza geografica con quel Banco Popolare andato a fondersi con la Banca Popolare di Milano, ma anche le competenze sul fronte distributivo nonché ulteriori condizioni presentate alle ultime battute del rush finale. L’amministratore delegato Alberto Minali era stato chiaro recentemente nel parlare di una proposta migliorativa che “Banco Bpm non può non tenere conto” per ragioni finanziarie e “di affinità industriali, culturali e di crescita”.

La candidatura veronese, almeno per il mercato, si è rafforzata con i recenti sviluppi che hanno portato nella sua compagine azionaria un peso massimo come la Berkshire Hathaway di Warren Buffett, diventata azionista con il 9% nei giorni scorsi con una mossa del tutto a sorpresa e in precedenza protagonista di accordi di partnership nel campo della riassicurazione proprio con la compagnia veronese. 

A Cattolica sarà concesso un periodo di esclusiva con relativo accesso alla cosiddetta data room. In caso positivo la compagnia avrà il 51% della futura joint venture con la possibilità di arrivare all’80% sulla base di un accordo di partnership decennale con opzione per altri cinque. 

La partita, qualunque sia la scelta del Cda di Banco Bpm, non sarà però chiusa a breve.Sul nuovo matrimonio pesa infatti il divorzio dai toni accesi con Unipol.Per la valutazione di Popolare Vita sarà infatti necessario attendere quantomeno fino alla fine di novembre per avere il parere dell’arbitrato incaricato di dirimere le divergenze tra la banca e il gruppo bolognese. E non è detto che l’arbitrato sia risolutivo alla luce della possibilità che le parti ricorrano ad altre vie in caso di parere insoddisfacente. 

P.S. IL POLTRONIFICIO DI VERONA STA PREPARANDO UNA NUOVA POLTRONA  MODELLO”PRESIDENT” PER FESTEGGIARE IL VENTENNIO DEL CONTE CARLO FRATTA PASINI ………………………………………………………………………………………………