Banche: inchiesta parte da buco 1 mld di Vicenza

Partirà dalle operazioni “baciate”, in particolare quelle realizzate dalla Popolare di Vicenza (BpVi), l’indagine della Commissione di inchiesta sulle sette banche finite in crisi che dovrà fare luce sulle cause dei dissesti. Ma tra i 4.200 documenti che la prossima settimana verranno consegnati da Bankitalia in una chiavetta usb, ce n’è più d’uno che può accendere “una luce ambigua sulle attività di Vigilanza della banca centrale. Perché dalle carte -scrive Il Messaggero- emergerebbe che in alcuni casi Via Nazionale non ignorava quanto stava accadendo negli istituti e dei gravi rischi che correvano correntisti e titolari di prestiti, in particolare nel caso della BpVi”.

Per esempio, rivela il quotidiano, il 5 marzo 2013 la Banca d’Italia scrive a Vicenza di aver notato “azioni o quote proprie ricomprese tra gli elementi negativi del patrimonio di base” e che “tale importo complessivo risultava superiore al 5% del capitale sociale”. Dunque, “in considerazione di quanto sopra, codesta banca dovrà adottare ogni iniziativa al fine di assicurare uno scrupoloso rispetto dei limiti previsti per il riacquisto o rimborso di proprie azioni”.

Subito dopo, continua il giornale, una seconda missiva chiede alla popolare di vigilare proprio sulle operazioni baciate, che finanziando con i prestiti l’acquisto delle azioni sono particolarmente rischiose per i singoli clienti. L’operazione viene però autorizzata, pur avvertendo Bankitalia: “Sul piano prudenziale si rammenta che la normativa ricomprende tra gli elementi negativi del patrimonio di base “le operazioni di finanziamento destinate all’acquisto di azioni o quote di propria emissione” assimilate alle “azioni o quote di propria emissione rilevate in bilancio”. Anche la vigilanza della Bce, nel gennaio 2016, denuncerà 1.086,9 milioni “di finanziamenti erogati dalla banca e individuati come “correlati” – si legge nel verbale – all’acquisto e sottoscrizione di azioni della banca”.

Il capitolo delle operazioni correlate della Vicenza, finita in amministrazione straordinaria assieme a Veneto Banca e salvata con il decreto del governo del 25 giugno che ha consentito di mantenere integri i depositi e gli attivi grazie all’intervento di Intesa Sanpaolo, è uno dei primi che formano il lungo elenco consegnato nella serata di mercoledì 18 da Visco al presidente della Commissione Pierferdinando Casini e ai due vice Renato Brunetta e Mauro Maria Marino. L’incontro sarebbe stato sollecitato dallo stesso governatore probabilmente allo scopo di rendere “legittima” la consegna delle carte -essendo avvenuta quando ancora Visco è nel pieno delle sue funzioni- nell’eventualità del mancato reincarico. Circostanza, quest’ultima, che renderebbe complicata ogni testimonianza in assenza della documentazione “legittimamente” depositata.

Peraltro, prosegue il quotidiano, su quelle carte è in corso da settimane un’attività di assemblaggio da parte dei funzionari dell’ufficio legislativo della Banca dItalia, il cui compito è selezionare i documenti che possono essere liberamente utilizzati dalla Commissione separandoli da quelli che invece andranno maneggiati con grande cura onde evitare che la loro divulgazione dia origine fattispecie penali.

L’incontro a Palazzo San Macuto sarebbe durato circa un’ora, parte della quale dedicata allo scambio di informazioni operative (non si sarebbe parlato né di calendario delle audizioni né di modalità delle convocazioni) in presenza del tecnico informatico della Commissione e dei tre di Via Nazionale: il loro compito è mettere a punto i meccanismi di lettura della documentazione compressa nelle chiavette. Per tutte le sette banche finite in default sono in corso indagini o procedimenti giudiziari e dunque gli atti saranno raggruppati per insiemi – le due banche venete, Mps, le quattro banche in risoluzione (Etruria, Marche, Chieti, Ferrara) – e per livelli di segretezza: atti pubblici, atti riservati provenienti dalle banche e atti segreti perché parte di fascicoli giudiziari.

Il lavoro è immenso e i giorni per completarlo pochissimi. Entro l’inizio della prossima settimana dovrà essere tutto funzionante perché partiranno le audizioni.