Le 10 domande di Bivona a Padoan sulla nomina di Profumo a capo di Leonardo

Non basta lasciare Siena per liberarsi dei rilievi di Giuseppe Bivona, socio occhiuto di Mps e consulente per gli investitori che ha dato vita a battaglie epiche (con cause milionarie) contro gli ex vertici del Monte. Contro Fabrizio Viola, passato da tre mesi a guidare Vicenza e Veneto banca, il fondatore di Bluebell ha depositato una memoria di 40 pagine il 15 marzo, per opporsi alla richiesta di archiviazione dei pm milanesi per lui e l’ex presidente Alessandro Profumo dall’accusa di falso in bilancio sui vecchi derivati: per il piccolo socio, tra 2012 e 2015i vertici avrebbero dato ai mercati “dichiarazioni infondate, illogiche, consapevolmente false, inverosimili, contraddittorie e omissive, mirate a nascondere che le operazioni con Deutsche Bank e Nomura erano derivati”. Il giudice si è riservato di decidere e il verdetto è atteso entro Pasqua. Nel frattempo Profumo è stato indicato dal governo come amministratore delegato di Leonardo. Al ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, che domani verrà ascoltato dalla Commissione bilancio del Senato sui criteri usati per le nomine nelle partecipate, Bivona ha inviato 10 domande. Molto scarne e fattuali, tanto che chiede a Padoan di rispondere “sì” o “no”.

“Ritiene che l’assenza di competenza industriale nel settore da parte dell’ad di un’azienda possa tutelarne la sostenibilità e la competitività sul mercato globale e i livelli occupazionali? Ritiene corretto designare come ad di una società tecnologicamente
avanzata che si occupa di aerospaziale, difesa e sicurezza un manager che non ha maturato alcuna esperienza in nessuno di questi tre settori (mentre le cinque rivali internazionali sono guidate da manager con 24 anni di attività media nel settore), ma in carriera s’è occupato esclusivamente di banche e finanza? Ritiene corretto adottare requisiti di onorabilità per gli amministratori delle partecipate dello Stato meno stringenti di quelli indicati (e mai abrogati) dal Tesoro il 24 aprile 2013, che prevedevano l’ineleggibilità di un amministratore rinviato a giudizio per presunta violazione della legge bancaria (come l’usura bancaria, come accaduto a Profumo il 1° marzo a Lagonegro) o reati finanziari? Ritiene corretto designare ad di una partecipata dallo Stato l’ex presidente di una banca lasciata in condizioni prossime al dissesto, in attesa di conoscere la decisione di un giudice se archiviarne la posizione o chiederne il rinvio a giudizio per presunta manipolazione informativa e falso in bilancio?”. Difficilmente il ministro risponderà, anche solo con cenni del capo. La sfida tra Bivona – e soprattutto “il mercato”, di cui il consulente londinese è animatore dato che Leonardo ha perso il 7% in tre sedute dopo le nomine – e Profumo si aggiorna su nuovi campi aziendali.