GENNAIO 2011 – LA PARTITA FINALE DEL CONTE FRATTA PASINI: VUOLE LA FONDAZIONE CARIVERONA NEL BANCO POPOLARE, MA GLI ALTRI SOCI SONO D’ACCORDO? – DIVENTA SEMPRE PIU’ DIFFICILE SPIEGARE AD UN CLIENTE E SOCIO STORICO DI GENOVA O DI TORINO O DI MILANO PERCHE’ LE DECISIONI LE PRENDONO SEMPRE I SOLITI NOTI VERONESI – VISTO POI CHE I MEDESIMI HANNO PARTORITO O PERLOMENO AMPIAMENTE COPERTO IL DISASTRO FAENZA/ITALEASE CHE HA GENERATO TUTTO IL PROBLEMA DI CAPITALE DEL BANCO…….

Fratta Pasini
La mediocre storia, tutta veronese, che si sta snodando nei giorni precedenti e forse seguenti la pubblicazione dei termini dell\’aumento di capitale del Banco Popolare merita un piccolo sforzo di approfondimento, una chiave di lettura sapendo gia’ che a Verona si indigneranno e – come d\’uso – tramite i loro canali di intelligence (oddìo, la parola è grossa) faranno carte false per sapere chi informa.
Va fatta una premessa socio-psico-cultu: sull\’Adige sono molto stizziti per il fatto che se Milano avesse il fiume sarebbe una piccola Verona, ma i milanesi continuano a non saperlo…
Tosi Biasi e Profumo
Come in tutte le città di provincia benestante, questi simpatici veneti riccotti tendono ad atteggiamenti talora egocentrici e supponenti, \”selfish\” si direbbe a Londra. Ma, purtroppo per loro, gli affari fra Milano, Londra, Francoforte, Parigi e New York (tanto per citare alcune piazze oggettivamente più importanti) si continuano a fare lo stesso, anche senza il consenso del sindaco Tosi o dell\’eterno Presidente Biasi della Fondazione Cariverona o del Signor Conte Fratta Pasini Avv.to Carlo, che da un decennio abbondante presiede il Banco. Verona non è una piazza finanziaria così decisiva in occidente.
 Flavio Tosi
Detto questo, che molto spiega della pochade sull\’Adige, orbene accade che tutti sappiano sempre di più che il Banco non è affatto la derivata pari pari della vecchia e piccola popolare di Verona. Ha ampia base sociale in tutta la Liguria e Padania, da Ventimiglia a Cuneo a Verona, passando per Milano e Lodi e poi con forti radici in Toscana.
Questo perché il Banco è la risultante della ex popolare di Novara, della ex popolare di Lodi con le sue casse toscane e del Creberg. Non ce ne vogliano poi gli amici di Reggio e Modena se li ricordiamo per ultimi, soci e clienti della zona dove brillava la stella del vecchio banco di San Geminiano e San Prospero, prematuramente scomparso ma con i conforti della fede in pancia alla Verona per vie curiali, ante fusione Verona-Novara. Soci tuttora vivaci e presenti, ma di minor peso.
Paolo Biasi
Ora è evidente che questo Commonwealth bancario non trova in Verona la sua Londra. Anche perché la Nuova Zelanda non è mai stata più grande e più ricca della Gran Bretagna, mentre le Popolari di Novara e Lodi hanno invece storie importanti rispetto ai devoti soci cooperativi veronesi. e il Creberg è una bella banca quotata e non di rito veneto.
Spiegare ad un cliente e socio storico di Genova o di Torino o di Milano che le decisioni le prendono sempre i soliti quattro gatti veronesi diventa ogni giorno più difficile. Visto poi che i medesimi quattro gatti hanno partorito o perlomeno ampiamente coperto il disastro Faenza/Italease che ha generato tutto il problema di capitale del Banco.
Sicché da mesi si parla apertamente di ridiscutere le regole di un Banco che ha tante anime nel centro nord e che forse dovrebbe trovar sede naturale a Milano, per non offenderne nessuna ed essere in fondo meglio presente nella capitale degli affari, che tuttora è Milano e non Verona (Milano, Sindaco Tosi, Milano, non stiamo dicendo Crotone…) .
Contando poi che l\’aumento di capitale lo sottoscrivono i soci e i soci sono sempre meno veronesi, ed in più i veronesi sono arrabbiatissimi perché i dirigenti loro concittadini li hanno rimpinzati di titoli a 15 o 20 euro mentre l\’aumento si farà sotto i 2 euro… chiaramente il Conte si stava preoccupando.
GUZZETTI
Alle ultime assemblee i veronesi erano meno di un terzo. Allora si appoggia ad un suo amico parimenti claudicante, il Biasi poco imprenditore (disastri e fallimenti) e molto banchiere (a suo parere) che lotta per sopravvivere alla testa della fondazione Cariverona, come se fosse la sua azienda. E gli dice: amico dammi una mano, io la darò a te.
Metti \”i schèi\” nel Banco, terremo a Verona il baricentro e tutto si aggiusterà. Casomai esci da Unicredit, banchetta dove non conti più nulla. Il Sindaco Tosi, che pur dovendo normalmente occuparsi d\’altro ora che è un vip ama tanto occuparsi anche di banca, si aggiunge festoso e convinto al duetto di interessi. Peccato che la Legge e gli altri soci non prevedano affatto di avere un azionista dominante in una popolare. E poi chissà perché dovrebbe sceglierlo il presidente Fratta Pasini.
Poi accade che a Torino in Fondazione CRT qualcuno si sveglia promettendo di mettere qualche soldo nel banco, per una sorta di par condicio padana, ma senza voglie egèmoni, diciamo con quel solito sabaudo pudore silenzioso con il quale si è consentito ad Intesa di comprare il Sanpaolo senza sborsare un euro. E poi Comba e Palenzona hanno investito tanto in Generali ultimamente, ma proprio tanto, anche se a Torino qualcuno non capisce con quali logiche per il territorio piemontese.
ITALEASE
A questo punto della storia, la cosa divertente è che il Guzzetti Patròn di Fondazione Cariplo, tipo non certo uno uso star fuori dagli affari e dai giochi di potere a cavallo fra politica e finanza (ma come tutti i cattolici, sempre e solo per spirito di servizio)  si arrabbia  di fronte a tanta provinciale manovra. In sostanza dice: ragazzini, guardate che le Fondazioni di emanazione bancaria hanno oggi altri scopi e altre priorità, lasciate in pace le banche popolari.
Morale: il Signor Conte veronese, banchiere suo malgrado da un decennio, questa volta deve fare attenzione. A qualcuno fra Lodi, la Toscana, Novara e Genova comincia a venire il dubbio che lui non abbia capito ancora che il Banco non è faccenda sua né di cortile veronese. Qualcuno comincerà a volere davvero la sede a Milano, prima o poi, e cadrà la gran finzione.

P.S. BISOGNA PARTIRE DA MOLTI ANNI INDIETRO PER CAPIRE PERCHE’ OGGI SI E’ ARRIVATI A MILANO.