Il «casino» di caccia della tenuta Ca’ Tron riservato a De Poli

Il «casino» di caccia della tenuta di Ca’ Tron di Roncade, un piccolo gioiello nel verde, sarà a completa disposizione di Dino De Poli, presidente di Fondazione Cassamarca, per sei anni. Gratuitamente. Anche se De Poli dovesse perdere la carica di presidente prima della scadenza dei sei anni.

La concessione, non di poco conto, è individuabile tra i codicilli del contratto di vendita siglato il 12 marzo scorso tra Fondazione Cassamarca, ex proprietaria della tenuta, e la Cattolica Assicurazioni di Verona, la nuova proprietaria.

In Fondazione, in prima battuta, le bocche restano rigorosamente cucite. Ma poi un esponente del consiglio di amministrazione dice: «È così. E nella prima stesura del contratto si parlava esplicitamente di De Poli, poi nel testo definitivo è comparsa solo la dicitura “presidente”. Ma riferita sempre alla persona di De Poli». Insomma: la vendita di Ca’ Tron è stata una boccata di ossigeno per la fondazione, visto il calo di dividendi provenienti da Unicredit. E la fondazione cerca ora di vendere anche ex Distretto, palazzo dell’Umanesimo Latino e altro ancora, mentre ha già ceduto il Teatro Sociale (diventerà un garage): urgono soldi per non mandare a casa il personale della fondazione. 

Eppure, in questo contesto, spunta il privilegio del «casino» di caccia a disposizione di De Poli, che molti nel cda non hanno gradito: in un periodo di forte intolleranza da parte delle persone che non arrivano a fine mese nei confronti della Casta, la notizia fa storcere la bocca, anche perché De Poli, dall’ultima tabella diramata dalla fondazione, guadagna solo come presidente 575 mila euro lordi l’anno…

Dopo lunga trattativa, la tenuta di Ca’ Tron, la più grande del Nordest con i suoi 1.050 ettari, un mese fa è stata ceduta da Fondazione Cassamarca alla Cattolica Assicurazione di Verona per 80 milioni di euro. Un contratto firmato da De Poli e Paolo Bedoni, presidente della Cattolica. La tenuta si estende fra Roncade e Meolo. Comprende le sedi degli archivi contemporanei di storia politica e sociale, il nuovo auditorium realizzato dalla fondazione, i centri destinati ai master campus e tenute agricole. 

I due enti manterranno l’unità del compendio e getteranno le basi per una collaborazione per la «progressiva valorizzazione del territorio regionale». Fondazione aveva acquisito nel 2001 la tenuta dall’Usl 9, per 55 miliardi di lire.

E oggi la Cattolica intende recuperare i fabbricati ancora in degrado, riqualificando l’attività agricola dopo un passato recente in cui si studiavano invece gli Ogm. Un contesto ideale, per passare un pomeriggio nel «casino» di caccia…