LE FAMOSE TERME ITALIANE CAMBIANO PROPRIETARIO E PELLE: “FONDO AMERICANO YORK CAPITAL E LA SOCIETA’ FEIDOS” ACQUISTANO DALLA FAMIGLIA MANULI DI MILANO L’INTERO PACCHETTO AZIONARIO E SUBITO SI PASSA AL TOTALE RESTYLING. (IN MEGLIO)

TERME DI SATURNIA 

TERME DI SATURNIA 

Secondo una leggenda, le terme di Saturnia, care anche agli Etruschi e ai Romani, si sarebbero formate a Manciano, in Provincia di Grosseto, la zona sud della Toscana al confine con il Lazio, nel punto in cui cadde sulla Terra un fulmine che Giove scagliò contro Saturno, mancandolo, a seguito di un violento litigio scoppiato tra le due divinità mitologiche.

Dal mancato bersaglio olimpico sono spuntate dal sottosuolo un insieme di sorgenti termali che attirano fra i centomila visitatori all’anno anche personaggi dello showbiz capitolino e imprenditori e finanzieri, che si sollazzano nelle piscine di acqua sulfurea.

TERME DI SATURNIA   

Ora la notizia di ‘’Milano Finanza’’: le terme, da quasi trent’anni in mano alla famiglia Manuli di Milano, sono state acquisite da un fondo statunitense e subito la musica è cambiata per il resort. Dal 7 dicembre, per la prima volta in trenta anni, cancelli aperti a tutti e shopping natalizio.

TERME DI SATURNIA 

Terme di Saturnia, con un progetto di restart che si articolerà lungo 36 mesi, intende rilanciare l’unicità mondiale della sua acqua che sgorga da duemila anni da oltre mille metri di profondità. Ecco la Winery allestita dai migliori vinaioli della bassa Maremma (Montauto, Capua, Terenzi, ecc…), in cucina lo chef stellato Alessandro Bocci, in vetrina i grandi formaggi dei caseifici maremmani, i gioielli del famoso Eleuteri di via Condotti, i magici cappelli di Cristina, la champagneria della famiglia Lepri e, non potevano mancare né il campo da golf né le “uniche” creme per la cura della pelle.

Cedute le Terme di Saturnia

il sole 24 ore 
A rilevare la proprietà del colosso termale (180 dipendenti) il fondo americano York Capital (già nel capitale di Monte dei Paschi) e Feidos, la società di Investimenti e Advisory di finanza immobiliare nei settori del real estate guidata dal manager Massimo Caputi. Un’operazione da 40 milioni di euro.

La struttura comprende 70 ettari, un resort di lusso con 140 stanze e una mezza dozzina tra bar e ristoranti, più le piscine, gli impianti sportivi e il country club.

Negli ultimi quindici anni il business intorno a Saturnia ha fatto registrare una costante crescita e un aumento di presenze: solo nel 2016 le presenze complessive sono calate per la prima volta dell’1%, facendo registrare una perdita di esercizio di 1,17 milioni, contro l’utile di 475mila euro del 2015. 

TERME DI SATURNIA 

TERME DI SATURNIA - LA MAPPA 

TERME DI SATURNIA 

TERME DI SATURNIA 

TERME DI SATURNIA 

San Marino. Le opposizioni: ‘Il Governo divulghi i dati sul portafogli titoli di Bcsm dal 2016’

San Marino. Le opposizioni: 'Il Governo divulghi i dati sul portafogli titoli di Bcsm dal 2016'

Richiesti chiarimenti circa l’operazione d’investimento dei fondi pensione in presunti titoli spazzatura (f.te libertas s.m)

SAN MARINO. Comunicato stampa congiunto delle forze di opposizione che chiedono chiarimenti al Governo circa la notizia dell’operazione di investimento dei fondi pensione in presunti titoli spazzatura da parte della Banca Centrale di San Marino. ‘Vengano divulgati i dati sul portafogli titoli di Banca Centrale a partire dal 2016’.
Le forze di opposizione mostrano crescente preoccupazione per le continue bugie che il governo e la maggioranza divulgano nel tentativo di celare agli occhi dei cittadini i propri fallimenti politici che si sostanziano in centinaia di milioni di euro di raccolta bancaria persa in qualche mese. Le carenze governative aggravate dai continui sbagli in ambito bancario e finanziario hanno cominciato a suscitare perplessità anche all’interno della stessa maggioranza; a tal proposito le forze di opposizione si augurano che il grido di allarme lanciato dal capogruppo Giuseppe Morganti non sia liquidato dalla maggioranza stessa come uno sfogo personale, ma bensì rappresenti l’innesco per iniziare una nuova fase.
Le forze di opposizione non intendono esprimere solo preoccupazione per la contingenza economico-politica, ma intendono altresì chiedere pubblicamente al governo chiarimenti sulle notizie pubblicate in data 9 dicembre u.s. dalla Radiotelevisione di Stato in merito all’operazione di investimento dei fondi pensione in presunti titoli spazzatura da parte della Banca Centrale di San Marino. Infatti, il governo non ha mai fornito risposte alle interpellanze avanzate dall’opposizione, trincerandosi dietro al segreto di ufficio, che peraltro, per la prima volta nella storia di San Marino, viene utilizzato dalla maggioranza come arma politica. Se così non fosse, non si comprenderebbe la ratio che ha spinto il governo a pubblicare i dati sensibili sui debitori del credito di imposta, ma non i grandi debitori delle banche.

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San Marino. Asset Banca, scattano le richieste di risarcimento. ( scatta LCA)

San Marino. Asset Banca, scattano le richieste di risarcimento

SAN MARINO. Scattano le richieste di risarcimento per la messa in liquidazione coatta di Asset Banca. E’ questa l’azione portata avanti da un gruppo di azionisti, difesi dagli avvocati Domenico Amoruso, Stefano Valeriani, Alessandro Stolfi e Fabio Righi. Pubblichiamo, di seguito, il comunicato a firma dei legali. 

[c.s.] In ragione dell’analisi dell’intera vicenda che ha condotto Banca Centrale di San Marino a porre in l.c.a. Asset Banca Spa, numerosi azionisti hanno conferito mandato ai propri legali, Avv.ti Domenico Amoruso e Stefano Valeriani del Foro di Rimini, e Avv.ti Alessandro Stolfi e Fabio Righi di San Marino, di dar corso alle formali richieste di risarcimento di tutti i danni subìti a seguito delle condotte dei vari soggetti coinvolti, anche istituzionali, ivi compresi i vari Commissari succedutisi.
Tale azione civile si affianca alle azioni giudiziali già in essere avverso i provvedimenti di Amministrazione Straordinaria e di Liquidazione coatta amministrativa disposti da Banca Centrale di San Marino, che ha sin qui visto il Tribunale competente sospenderne sistematicamente l’efficacia.( f.te libertas s.m.)

E’ oro quello che luccica?

VIDEO “REPORT DEL 22/11/2015”

http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-a21a704f-5d6e-4e52-abdc-be000b621173.html

E' oro quello che luccica?

Ci siamo imbattuti per caso nel mondo dorato della Gsg Evolution, acronimo della Gold Sweet Gold, una società che ha i manager che vivono a Verona e che si occupano di fare formazione su piani di investimento in oro. Gira da due anni gli alberghi di tutta Italia e, nel corso di presentazioni effettuate rigorosamente a numero chiuso, informa i risparmiatori italiani sulla convenienza a investire in oro e nei preziosi di una società tedesca di nome Auvesta, di cui la stessa Gsg è partner. Il sistema di investimento di cui parlano è questo: il risparmiatore investe i suoi risparmi versandoli su un conto della banca di Trento e Bolzano del gruppo Intesa. Auvesta poi prende i soldi e li porta in Germania e li trasforma in lingottini, che vengono stipati in un caveau e secondo i promotori non sarebbero aggredibili dal fisco italiano. Grazie ai promoter Auvesta ha già raccolto decine di milioni tra i risparmiatori. Ma è tutto oro quello che luccica?

Il nuovo spot di Benetton mette tanta voglia di scuola privata.

Nella pubblicità, ambientata in una classe elementare statale di Milano, ci sono 28 bambini di 13 nazionalità (quella italiana in nettissima minoranza, pressoché invisibile).

Le scuole parificate, in crisi perché penalizzate fiscalmente, ringrazino Luciano Benetton e Oliviero Toscani: l’ultima pubblicita’ di “United Colors of Benetton”aumenterà le loro iscrizioni. Nella classe elementare statale di Milano fotografata da Toscani (28 bambini di 13 nazionalità, quella italiana in nettissima minoranza, pressoché invisibile), Benetton i suoi nipoti non ce li vorrebbe: spesso il moderno nichilismo è il vecchio classismo sotto mentite, presentabili spoglie. Sebbene i toni della campagna siano quelli della propaganda invasionista a cui l’azienda di Ponzano Veneto ci ha abituato da decenni, l’ennesimo parto della mefistofelica coppia ha un non voluto effetto nuovo: evidenziando lo stato della scuola statale, mette, anche nei genitori che non ci avevano mai pensato, una gran voglia di scuola privata.

Il caso. Le obbligazioni Steinhoff mettono la Bce nei guai

Il colosso dell’arredamento crolla in Borsa dopo uno scandalo finanziario, la Bce aveva comprato i bond a luglio. Adesso rischia di diventare azionista.

Le obbligazioni Steinhoff mettono la Bce nei guai
(cinzia arena per avvenire)

Scoppia lo scandalo Steinhoff International, colosso del mercato dell’arredamento nato in Sud Africa e diventato un gigante retail attivo in Australia, Europa e Stati Uniti. La società mercoledì ha avviato una indagine su presunte irregolarità contabili e l’ad Markus Jooste si è dimesso con effetto immediato. La notizia ha scatenato un crollo del valore delle azioni e dei bond. Ma soprattutto potrebbe avere ripercussioni pesanti sulla Banca centrale europea che ha acquistato il bond della divisione europea della società (la Steinhoff Europe AG con sede in Austria) la scorsa estate nell’ambito del suo programma di stimolo (il quantitative easing) all’economia europea. Un incauto acquisto che rischia di mettere in discussione tutta la politica della Bce. Il titolo è crollato sulla borsa di Francoforte, bruciando più di 7 miliardi di euro in un giorno. A rendere il collasso più clamoroso il fatto che queste obbligazioni sono state emesse appena sei mesi fa e con un rating investment-grade molto positivo. Il crollo dei corporate bond con scadenza nel 2025, torna ad alimentare diversi interrogativi sul piano con cui la Bce di Mario Draghi, oltre ad acquistare titoli di stato dei paesi membri dell’Eurozona, fa shopping di diverse obbligazioni societarie. Dai dati di UBS emerge che la Bce è il detentore numero uno di questi bond. Un funzionario della Banca centrale europea conferma che l’istituto detiene “alcuni” di questi bond, senza precisarne la quantità (il limite è comunque pari al 70% delle obbligazioni emesse). Li ha acquistati a luglio, il mese in cui è avvenuta l’emissione per un valore di 800 milioni di euro.

Tutto nella norma, in realtà. Ma quanto è costato alla fine alla Bce questo investimento? E potrebbero esserci altri casi di acquisti poco ponderati? La Bce detiene le obbligazioni “senior” di Steinhoff, le ultime ad essere svalutate o convertite in azioni. Il problema, oltre che economico, è anche etico perché potrebbe ritrovarsi ad avere delle azioni di una società accusata di illeciti finanziari. Si troverebbe suo malgrado a diventare un rilevante azionista del gruppo, senza avere nessun mandato per farlo. Un pasticcio che fornisce munizioni ai critici che chiedono alla Bce di adottare criteri etici nella scelta della obbligazioni societarie da acquistare. L’argomento era stato sollevato lo scorso anno quando la Volkswagen, di cui la Bce detiene le obbligazioni, era stata accusa di aver imbrogliato nei test delle emissioni.

Lo scandalo contabile travolge direttamente il presidente Christo Wiese, il quarto uomo più ricco del Sud Africa e principale azionista di Steinhoff. Wiese prenderà il posto del dimissionario ceo Jooste diventando ceo a interim. La notizia dell’indagine non è del tutto nuova. É dal 2015 che Steinhoff è caduta nel mirino delle autorità investigative tedesche per presunti reati di natura fiscale. La novità ora è che la società – a cui fanno capo diverse aziende, come la catena francese di mobili Conforama, Mattress Firm degli Usa, e Poundland nel Regno Unito, e che ha 130.000 dipendenti in tutto il mondo – ha avviato una “indagine indipendente” che ha portato alle dimissioni del suo ad Jooste.

Trapani, ex dipendente Banca Intesa rinviato a giudizio per truffa aggravata.(non bastavano i crack bancari)

 
http://www.tp24.it/immagini_articoli/10-12-2017/1512899613-0-trapani-dipendente-banca-intesa-rinviato-giudizio-truffa-aggravata.jpg

(tp24)

Avrebbe ingannato i clienti di Banca Intesa San Paolo per cui lavorava traendone profitti personali, per questo è stato rinviato a giudizio per truffa aggravata e continuata il 61enne trapanese Vito Catania, ex dipendente delle filiali di Mazara del Vallo e Erice Trentapiedi. 

Il raggiro di Catania ha avuto inizio a partire dal 2009, quando lavorava in corso Vittorio Veneto a Mazara del Vallo fino al maggio del 2014 quando è stato trasferito presso la filiale di Erice Trentapiedi.  A maggio del 2014 era stato denunciato dalla 69enne mazarese Lucia Cammarata.

Catania proponeva false forme d’investimento, che faceva credere più sicure e più redditizie, facendo sottoscrivere alla signora Cammarata cinque certificati nominativi della società Agricoleasing Spa di Alcamo per un totale di 500 quote per un valore di 250.000 euro, investimento fallimentare, per il quale ha incassato 91.700 euro. 

Tutto il patrimonio che la Cammarata aveva investito per diversi anni in un deposito titoli amministrato è stato sottratto presentandole regolarmente dei falsi prospetti e una falsa situazione contabile e patrimoniale, nonché effettuando allo sportello 346 prelievi di denaro in contante ad insaputa della pensionata. Prelievi mensili che si aggiravano dai 35ai 40mila euro e mediante contraffazione della firma della stessa per un totale complessivo di 1.095.510 euro. Dal 2009 al 2014 Catania avrebbe accumulato  un profitto pari ad almeno 1.345.510 euro con l’aggravante di aver commesso il fatto con l’abuso di prestazione d’opera e profittando dell’età della stessa signora.

Oltre alla signora Cammarata, Vito Catania avrebbe raggirato altre cinque persone fra le quali il mazarese Tommaso Sciacca, cliente della filale mazarese. Le altre persone che avrebbero subito il raggiro di Catania erano clienti della filiale di Erice dove ha lavorato da gennaio a maggio del 2014 fino a quando dopo la denuncia della signora Cammarata si era interrotto il rapporto lavorativo. Banca Intesa poi, denunciò Catania a dicembre dello stesso anno.

Anche i clienti della filiale di Erice sono stati raggirati con nuove forme d’investimento arrivando a fare per loro operazioni bancarie che gli hanno fruttato circa 25mila euro. In questo caso ad accorgersene delle anomalie è stata la direzione della filiale ericina. La prima udienza del processo è stata fissata per il 25 gennaio e vede assieme alle sei parti offese anche la banca.

Cattolica Assicurazioni colloca bond trentennale da 500 milioni

Le nuove obbligazioni subordinate Cattolica Assicurazioni (XS1733289406) offrono una cedola del 4,25% fino al 2047. Possibilità di richiamo dopo 10 anni-

Le nuove obbligazioni subordinate Cattolica Assicurazioni (XS1733289406) offrono una cedola del 4,25% fino al 2047. Possibilità di richiamo dopo 10 anni

Cattolica Assicurazioni ha collocato un prestito obbligazionario subordinato trentennale da 0,5 miliardi di euro, destinato esclusivamente a investitori qualificati. L’emissione, si legge in una nota, ha ricevuto ordini da oltre 250 soggetti per un totale superiore a tre miliardi di euro, ammontare che ha consentito di coprire il book circa sette volte. La nuova carta è stata accolta con favore e sottoscritta da primari investitori qualificati italiani (43%) ed esteri (57%).

A fronte di un prezzo di emissione alla pari, la cedola iniziale del bond sarà del 4,25% fino alla scadenza del decimo anno, data che coincide con la call date. In caso di mancato esercizio di quest’ultima, la cedola diventerà a tasso variabile, parametrata all’Euribor di riferimento oltre a uno spread di 100 punti base rispetto a quello rilevato alla data di emissione. Il regolamento è atteso per il prossimo 14 dicembre e l’obbligazione verrà quotata sul listino irlandese.

Il collocamento del bond (Isin XS1733289406) è stato curato da B.Imi in qualità di global coordinator & joint bookrunner insieme a Barclays, Nomura e Ubs che hanno agito come joint bookrunner. Intermonte sim e Banca Akros sono stati CoManager dell’operazione. Per il supporto legale, la compagnia veronese si è avvalsa dello studio Allen & Overy. Cattolica utilizzerà quanto raccolto per sostenere il profilo patrimoniale e finanziario di gruppo, in seguito al perfezionamento dell’accordo con Banco Bpm per rilevare il 65% di Avipop Assicurazioni e Popolare Vita e all’avvio di una partnership strategica con l’istituto guidato da Giuseppe Castagna per una durata di 15 anni. (investireoggi-galbusera)

Prestito obbligazionario subordinato 2017-2047

Determina notarile del 5 dicembre 2017 sulle condizioni definitive del prestito obbligazionario subordinato 2017-2047