Quando è un napoletano a salvare i posti di lavoro al Nord -crisi “Mondo Marine”

Firmato l’accordo per il fitto del ramo d’azienda tra la partenopea «Palumbo Group» e «Mondomarine», cantiere specializzato nella costruzione di mega yacht.

La «Palumbo Group Shipyard», leader nelle costruzioni navali, si appresta a prendere il controllo di un nuovo ramo aziendale, con accordo di sei mesi, a Savona. L’impegno di fitto del ramo d’azienda è con il cantiere «Mondomarine», specializzato nella costruzione di yacht di lusso. Mondomarine – come ha raccontato il «Secolo XIX» – vive un periodo di forte crisi col rischio imminente di un licenziamento di massa dei 61 dipendenti.

Il gruppo Palumbo, fondato nel 1967 e gestito dall’imprenditore napoletano Antonio e dai figli Giuseppe e Raffaele, potrebbe rappresentare la salvezza per il sito produttivo e per i lavoratori, considerato che il maggiore azionista di «Mondomarine», Alessandro Falciai, ha garantito la copertura di larga parte dei debiti dell’azienda. Secondo alcune indiscrezioni, il gruppo Palumbo vorrebbe riavviare l’attività con nove dipendenti nel giro di due settimane, con reintegro di 52 lavoratori a Savona, nel giro di 6 mesi, e lavorare inoltre all’acquisizione dei Cantieri di Pisa, altro sito produttivo coinvolto nella crisi di «Mondomarine».

I cantieri Palumbo – con sedi a Napoli, Ancona, Messina e Malta – nel giugno scorso hanno svelato la costruzione di «Columbus 80», un mega yacht di 80 metri. Un gigante che solcherà i mari come una nave da crociera, offrendo all’armatore e ai suoi ospiti sei ponti, balconate panoramiche, sette suite più l’appartamento principale, 8 cabine per le 19 persone dell’equipaggio, una piscina di sette metri, due garage, bar al chiuso e all’aperto, solarium, beach club, sala cinema, due palestre, eliporto.

Il progetto prevede, tra l’altro, la divisione del processo costruttivo in due fasi ben distinte: una assegnata a Napoli, l’altra ad Ancona. Lo scafo in acciaio è realizzato presso la storica sede all’ombra del Vesuvio; l’imponente scafo è stato poi spostato, in estate, su una piattaforma ad Ancona, dove sarà accoppiato alla sovrastruttura in alluminio realizzata nel sito produttivo delle Marche. In questo modo le due sezioni vengono costruite contemporaneamente, seguendo gli stessi requisiti di qualità ma accelerando i tempi, che si accorciano di circa otto mesi. Grande attenzione è stata dedicata anche all’autonomia di navigazione: secondo i dati anticipati dal cantiere sarà possibile navigare per 6000 miglia senza fare rifornimento.