Banche, è stata la Consob di Vegas ad autorizzare la truffa: questo documento lo prova

A seguire i lavori della “Commissione Banche” viene in mente una vecchia barzelletta sovietica. Stalin ormai sul letto di morte chiama a se il successore Nikita Kruscev: “Prendi queste due lettere, quando sarà in pericolo il Partito apri la prima, quando sarà in pericolo la tua posizione personale apri la seconda”. Dopo qualche anno l’URSS precipita in una crisi istituzionale e Kruscev apre la prima lettera: “Date a me la colpa di tutto. E quindi si denunciano i crimini di Stalin e la crisi viene superata. Passa ancora qualche anno e la posizione di Kuscev come segretario del Partito viene messa in discussione dai suoi avversari, e apre la seconda lettera: “Scrivi due lettere…”.

Ecco, la posizione di Maria Elena Boschi sembra quella della prima lettera: “E’ colpa sua! Sapeva tutto lei… noi dormivamo in piedi”. A scatenare la nuova bufera sulla Boschi è stata l’audizione del Presidente della Consob, Giuseppe Vegas (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa), che ha appunto il compito di regolamentare l’attività delle società quotate e la Borsa. E la “Commissione Banche” avrebbe proprio il compito di indagare sui dissesti finanziari delle banche e sul disastro per centinaia di migliaia di risparmiatori rimasti vittime di queste, quindi proprio materia di pertinenza e responsabilità di CONSOB e Banca d’Italia. Infatti la Commissione si chiama “Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario” e sembra diventata “Commissione Boschi”.

Lettera Consob
Documento Consob dove si autorizzano le banche ad omettere le informazioni
Due giorni fa al TG La7 Enrico Mentana ha mostrato un documento della Consob del 2011, già presente sul sito web di Report – link

http://www.report.rai.it/dl/Report/extra/ContentItem-8c430e2a-5c5f-4c2c-b30d-f6e1acb8dfe1.html

Dove al penultimo capoverso si legge:

– Ciò premesso, si rappresenta che, conformemente alle indicazioni fornite per le vie brevi dalla S.V. (Giuseppe Vegas, nda) al Responsabile della Divisione Studi Economici, fino a quando la commissione non avrà assunto le proprie determinazioni sugli esiti della citata consultazione, gli uffici, a prescindere da qualsiasi valutazione in merito all’opportunità, inviteranno gli emittenti (dei titoli tossici, nda) a non inserire le predette informazioni sugli scenari di probabilità nel prospetto e ne richiederanno l’eliminazione nel caso in cui il prospetto le dovesse comunque riportare per autonoma iniziativa del proponente.

Tradotto: la Consob dispone che nei prospetti informativi destinati ai potenziali acquirenti di titoli non sia indicato o addirittura venga eliminato il grado di “rischiosità” di perdere tutto o parte del capitale investito, e dei rendimenti futuri, calcolati secondo modalità probabilistiche (a dire secondo regole matematiche). E’ ovvio che un investitore tipico di quelli che abbiamo sentito in televisione, a leggere che aveva il 50/60% di probabilità di perdere tutto il capitale, non avrebbe investito su quei titoli.

E questa è “Truffa” art. 640 C.P., (R.D. 19 ottobre 1930, n.1398) che recita:

– Chiunque, con artifizi o raggiri, inducendo taluno in errore, procura a se o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno, è punito con la reclusione…. La chiarezza di Alfredo Rocco è esemplare.

Ma nel 2007 Consob non agiva in questo modo, come dimostra questa circolare. Comunicazione n. DEM/7105108 del 29-11-2007 – link 

http://www.seeninside.net/documenti/c7105108.pdf

OGGETTO: Raccomandazione relativa alle modalità di rappresentazione grafica e di esposizione dei contenuti del capitolo ” Fattori di rischio” del prospetto informativo. Con la presente Raccomandazione si forniscono indicazioni sulle modalità di esposizione dei contenuti e di rappresentazione grafica del capitolo “Fattori di rischio” dei prospetti informativi.

La circolare a firma dell’allora Presidente, Lamberto Cardia, definisce con precisione le modalità di inserimento dei “Fattori di rischio” nei prospetti informativi, ma il suo successore Giuseppe Vegas (dal 15/12/2010) le elimina. E quindi l’eliminazione dei fattori di rischio è una “decisione”, non una omissione fortuita o dalla mancanza di precedenti disposizioni che esistevano sia dalla precedente gestione Consob sia dalle direttive Ue. Di cosa stiamo parlando? Ad esempio dei titoli emessi dalle SVC (Società Veicolo di Cartolarizzazione) che in base alla Legge 130/1999 (Governo D’Alema) possono emettere “Titoli Finanziari senza copertura iscritta a bilancio” in deroga agli art. dal 2410 al 2420 del Codice Civile e usarli per il pagamento delle cessioni di crediti NPL (Non Performing Loans, Crediti deteriorati) fatte dalle banche.

E di che cifre stiamo parlando? Ne prendiamo due a caso.

– Unicredit, 17,7 miliardi (17 luglio 2017) link  http://www.finanzareport.it/Detail_News_Display/News-e-Analisi/unicredit-chiude-maxi-cessione-di-npl

– MPS, 28,6 miliardi (2 agosto 2017) – link – 

http://www.gonews.it/2017/08/02/mps-cede-cerved-quaestio-piattaforma-recupero-npl/

Si tratta di somme colossali, titoli il cui valore dipende dal “recupero di crediti” già inesigibili in partenza che direttamente o con le solite alchimie finanziarie vengono venduti agli ignari risparmiatori, avendo cura di occultare la “rischiosità”. La Gabanelli lascia Report sei mesi dopo aver pubblicato il suo documento Consob dove chiede le dimissioni del Presidente. Ufficialmente si dimette. Non è necessario avere in simpatia Maria Elena Boschi per pensare che la “Commissione Boschi” in questo modo stia eludendo il vero nocciolo del problema, perché proprio non sembra che i dissesti bancari, i disastri dei risparmiatori e quelli per i contribuenti dipendano da lei.

E ci si domanda se sia possibile considerare “legale” che circa 470 società finanziarie (di cui 170 hanno sede a un unico indirizzo: Via Vittorio Alfieri 1, Conegliano Veneto) possano emettere titoli finanziari senza copertura (leggi “Cambiali false”) derogando (solo loro) al Codice Civile, per poi in un modo o nell’altro rifilarli ai risparmiatori. E’ tutta colpa di Maria Elena! Sapeva tutto lei! Noi dormivamo in piedi!

Luigi Di Stefano il primato nazionale -http://www.ilprimatonazionale.it/economia/banche-e-stata-la-consob-di-vegas-ad-autorizzare-la-truffa-questo-documento-lo-prova-77170/

 

VIA DA VEGAS – IL PRESIDENTE CONSOB NEL CICLONE DOPO CHE LA GABANELLI NE HA CHIESTO LE DIMISSIONI: O SMENTISCE LA LETTERA, O HA SULLA COSCIENZA I RISPARMIATORI TRUFFATI DA POP.VICENZA, ETRURIA E SIMILI – GRASSO: ”MILENA DA SOLA SVOLGE UN COMPITO DEL SERVIZIO PUBBLICO CHE NON SI TROVA NELLE ALTRE TRASMISSIONI”

1. GABANELLI E IL RUOLO DEL GIORNALISMO NEL SERVIZIO PUBBLICO

Aldo Grasso per il “Corriere della Sera”

«Presidente, o è in grado di produrre la smentita a questa lettera a lei indirizzata, protocollo numero 11038690, altrimenti io credo che responsabilmente lei debba dimettersi», ha intimato Milena Gabanelli nel corso dell’ ultima puntata di «Report» in onda su Rai3.

Il presidente in questione è Giuseppe Vegas, presidente della Consob. Durante il programma è stato mostrato un documento della divisione emittenti della Consob che risale al 3 maggio 2011 e che riguarda i prospetti informativi delle offerte pubbliche di vendita e sottoscrizione. Nella lettera, la Consob invitava gli enti emittenti a non inserire le informazioni sugli scenari di probabilità nel prospetto degli strumenti finanziari come le obbligazioni che le banche hanno venduto alla clientela, e si citavano tra questi anche la Banca Popolare di Vicenza.

Traduzione: i risparmiatori che hanno perso i loro gruzzoli investiti nelle quattro famose banche salvate dal governo lamentano da tempo scarsità d’ informazione. Esempio: se su un’ offerta di una banca leggo che ho il 63% di probabilità di perdere il 50% del capitale, o lascio perdere o sono un po’ masochista. Qui si parla del ruolo del giornalismo del Servizio pubblico.

Lasciando perdere le dispute politiche (in quel campo la richiesta di dimissioni è sempre all’ ordine del giorno), se non ricordo male è la prima volta che una giornalista chiede in diretta le dimissioni di una personalità così eminente. Ultimamente la Gabanelli aveva ricevuto non poche critiche per il suo modo di condurre (Renato Brunetta la chiama sprezzantemente «l’ Oriana Fallaci della Brianza». Perché Brianza? Qualcuno l’ ha invitata a prendersi una pausa dall’ anticapitalismo e rimettere in piedi «Harem» sostituendo Catherine Spaak).

Eppure da sola svolge un compito che è raro trovare in altre trasmissioni, più propense alla chiacchiera. Succede così che le persone di carattere riescano sempre sospette agli altri.

2. UNA LETTERA HA TRADITO I RISPARMIATORI

Claudio Antonelli per “Libero Quotidiano”

Da ieri Giuseppe Vegas, numero uno della Consob, è sulla graticola. Milena Gabanelli, che quando si muove in genere viene seguita a stretto giro di posta da inchieste, ha chiesto le sue dimissioni. Con l’ accusa di aver consentito la vendita delle obbligazioni subordinate non scambiate senza un documento chiamato “scenario probabilistico”. Un testo che in modo molto semplice dice: acquistando la tal obbligazione si ha il 62% di probabilità di perdere metà del capitale.

Report ha mostrato una lettera datata 3 maggio 2011 nella quale il responsabile divisione emittenti Consob scrive a Vegas: «Le banche saranno invitate a non inserire le informazioni sugli scenari di probabilità nel prospetto e ne richiederanno l’ eliminazione nel caso in cui qualche banca dovesse farlo di propria iniziativa, conformemente alle indicazioni fornite per le vie brevi dalla signoria vostra», si legge nella lettera mostrata da Rai3.

Se il documento fosse stato reso obbligatorio, per capirsi, i bond subordinati emessi da Banca Etruria nel 2013 avrebbero riportato che il cliente aveva quasi il 63% di probabilità di perdere il 50% del capitale. Un linguaggio che chiunque sarebbe in grado di capire e afferrare. Non a caso il Codacons ha subito preso la palla al balzo. «Le dimissioni di Giuseppe Vegas non bastano.

La Consob e il suo presidente dovranno rispondere in tribunale dei danni arrecati agli obbligazionisti di Banca Marche, Banca Etruria, Carife e Carichieti, in relazione alle omissioni dell’ ente e alle responsabilità sul fronte delle carenti informazioni rese ai risparmiatori circa i rischi degli investimenti», ha sentenziato ieri l’ associazione a tutela dei risparmiatori. Come dire, ci sarebbe un sacco di cocci rotti che qualcuno dovrebbe rimettere a posto. Ma la questione non è solo rivolta al passato. Sarebbe bene guardare al futuro.

Come Libero ha già avuto modo di spiegare e raccontare meno di un mese fa, in questo momento ci sono sul mercato degli sportelli quasi 3,5 miliardi di euro di obbligazioni subordinate completamente illiquide. Negoziabili, cioè, solo dalle banche, le quali fanno il prezzo e ne decidono l’ eventuale riacquisto.

Di queste emissioni, 1,85 miliardi di euro sono ancora in mano ai clienti. In gran parte si tratta di Bcc, ma anche di piccole Popolari. Tutti questi bond dovrebbero avere il prospetto probabilistico con il quale capire che fetta di capitale è concretamente a rischio. Fidarsi delle banche ormai è troppo ottimistico, visto il conflitto d’ interessi che esiste nel caso in cui chi vende e chi acquisto sta dietro allo stesso sportello.

3. BUFERA SU VEGAS, SU PROSPETTI HA TOLTO TUTELE UTENTI

(ANSA) – All’indomani delle rilevazioni di Report su come il presidente della Consob avrebbe di fatto eliminato alcune importanti tutele a favore dei risparmiatori che hanno investito nei titoli delle quattro banche salvate, su Giuseppe Vegas si scatena la bufera. Con M5S e consumatori che partono all’attacco.

La trasmissione di Rai3 ha mostrato un documento del 2011 con cui è stata disposta l’eliminazione degli scenari probabilistici di rendimento dai prospetti relativi agli investimenti. “In pratica con tale azione – puntano il dito Federconsumatori e Adusbef – la Consob ha negato la possibilità agli investitori di conoscere quali sono i rischi a cui vanno incontro relativamente ai propri investimenti”

A loro parere invece, “se i risparmiatori di Banca Etruria o di Banca Marche avessero ricevuto tali prospetti, avrebbero saputo che esisteva un elevatissimo rischio di veder andare in fumo i propri risparmi”. Si parlava infatti di un 2-3% di probabilità di guadagno a fronte di un 70% di probabilità di perdita. Lo stesso vale per migliaia di altri risparmiatori, che avrebbero avuto “uno strumento chiaro e reale per valutare e conoscere le possibilità di perdita dei propri investimenti” affermano ancora. Le associazioni di difesa degli utenti definiscono perciò quella di Vegas “un’azione inspiegabile, immotivata” e chiedono che si dimetta.

Una secca richiesta di dimissioni viene, oltre che dalla conduttrice di Report, anche dagli esponenti del M5S. “Il presidente Consob ha privato di informazioni chiare i risparmiatori truffati dalle obbligazioni subordinate” affermano i deputati M5S. E sottolineano che “l’eliminazione, nel 2011, degli scenari probabilistici dai prospetti dei bond da banco rappresenta una vergogna che grida vendetta.

Oggi Vegas si autoassolve su tutta la linea. Eppure la sua complicità rispetto ai crimini bancari è evidente, oltre ai favori che ha riservato nel tempo a qualche suo protégé in seno alla Commissione”. Per il Codacons invece le dimissioni non bastano e l’associazione si spinge oltre citando in Tribunale sia Vegas sia i vertici di Consob per i danni agli obbligazionisti delle quattro banche salvate.

VIDEO PUNTATA REPORT DEL 5 GIUGNO 2016

http://www.raiplay.it/video/2016/06/Report-del-05062016-cf11d8e7-170d-474d-96af-73eb4efd9eee.html