Banca Carige: aumento capitale sottoscritto per oltre 544 milioni

Banca Carige, sottoscritto aumento da 544 milioni (Ansa)Banca Carige, sottoscritto aumento da 544 milioni (il sole 24 ore)

anca Carige ha comunicato che l’aumento di capitale (inclusa la tranche riservata), è stato sottoscritto per un importo complessivo di oltre 544 milioni tramite l’emissione di 54.435.699.840 nuove azioni ordinarie della banca. Il risultato, spiega l’istituto genovese in una nota, supera il target Bce di 500 milioni e si inserisce nel piano di rafforzamento patrimoniale da oltre 1 miliardo annunciato lo scorso 14 settembre. In tale contesto, i sub-garanti di prima allocazione (Chenavari, Fondiario, Sga e Gabriele Volpi) hanno sottoscritto tramite Equita sim che ha agito in qualità di co-garante, 11.925.301.640 nuove azioni ordinarie per un controvalore complessivo pari ad 119,25 milioni, in via proporzionale sulla base delle garanzie rilasciate. Ad esito dell’operazione, Equita sim non ha sottoscritto alcuna azione di Banca Carige.

Nuovo capitale sociale a 2,8 miliardi 
All’interno dell’operazione di Lme (liability management exercise, lo scambio tra bond di vecchia e nuova emissione) è scattato il regolamento delle 4.638.000.000 nuove azioni ordinarie rivenienti dalla Tranche riservata, per un controvalore di 46,38 milioni oltre alla consegna delle nuove obbligazioni senior, il cui valore nominale complessivo è pari a 188,8 milioni. Lo Studio Clifford Chance ha agito in qualità di Advisor legale di Banca Carige per l’intera operazione di rafforzamento patrimoniale. Il nuovo capitale sociale di Banca Carige risulta quindi di oltre 2,8 miliardi suddiviso in 55.265.855.473 azioni ordinarie e 25.542 azioni di risparmio, prive dell’indicazione del valore nominale. L’attestazione della sottoscrizione dell’aumento di capitale della banca è stata depositata per l’iscrizione presso il registro delle imprese di Genova nei termini di legge.

Giornata no in Borsa, il titolo crolla del 12% 
Prima dell’aumento, comunque, la giornata in Borsa è stata decisamente nera visto che la banca genovese è affondata perdendo il 12% e i suoi titoli sono
rimasti sospesi per gran parte della seduta
. Il tonfo è avvenuto proprio nel giorno in cui Malacalza Investimenti ha annunciato di aver sottoscritto azioni inoptate dell’aumento di capitale di banca Carige per 25 milioni di euro. Con questa sottoscrizione, Malcalza Investimenti ha aumentato la sua partecipazione in Banca Carige di una quota pari a circa il 5% del capitale. La partecipazione della holding della famiglia piacentina in Carige si dovrebbe attestare dunque attorno il 22% del capitale. Malacalza Investimenti aveva la facoltà di salire fino al 28%. 

Malacalza Investimenti, pur rimanendo al di sotto di quel 28% indicato come obiettivo da più parti e a più riprese nel corso delle operazioni per l’aumento del capitale, ha fatto sapere che «continuerà a sostenere la Banca nel suo ruolo di azionista al fine di valorizzare il proprio investimento e continuare a supportare il ruolo della Banca nel tessuto economico e sociale ligure». La famiglia Malacalza, principale azionista della banca, evidenzia di avere «contribuito» in ogni caso «al successo dell’aumento di capitale». La mossa della Holding però non ha affatto tranquillizzato i mercati che hanno visto il titolo sprofondare a 0,0088 euro, anche se secondo fonti vicine alla banca il tracollo in borsa è
legato solo a forti manovre speculative. Nella sede di via Cassa di Risparmio a Genova si evidenzia come nel nuovo capitale sociale siano presenti ora soci industriali forti come Chenavari, Credito Fondiario, Sga e si siano consolidati altri azionisti come Gabriele Volpi.

Carige, Malacalza primo azionista. Ma sale soltanto al 22 per cento

Vittorio Malacalza

Vittorio Malacalza

Genova – Malacalza Investimenti ha sottoscritto azioni inoptate dell’aumento di capitale di banca Carige per 25 milioni di euro. Lo comunica l’istituto ligure in una nota. Altre azioni inoptate per un controvalore di 119,9 milioni di euro saranno allocate da Equita Sim agli altri investitori che si sono impegnati a sottoscrivere l’inoptato della ricapitalizzazione.

Sottoscrivendo l’inoptato dell’aumento di capitale di Banca Carige per 25 milioni di euro, Malcalza Investimenti ha aumentato la sua partecipazione in Banca Carige di una quota pari a circa il 5% del capitale.

La partecipazione della holding della famiglia piacentina in Carige si attesta dunque al di sopra del 20% (vicino a quota 22). Malacalza Investimenti aveva la facoltà di salire fino al 28% .

«Malacalza Investimenti ha così parzialmente usufruito del proprio diritto a salire contribuendo al successo dell’aumento di capitale. – si legge in una nota di Malacalza Investimenti – Si precisa che Malacalza Investimenti aveva un diritto e non un obbligo di incrementare la quota già detenuta in Carige. Malacalza Investimenti continuerà dunque a sostenere la Banca nel suo ruolo di azionista al fine di valorizzare il proprio investimento e continuare a supportare il ruolo della Banca nel tessuto economico e sociale ligure».

Segnale negativo per i mercati: crollo in Borsa

Il fatto che Malacalza non abbia esercitato l’intera opzione e che l’aumento di capitale da 560 milioni sia stato completato solo grazie a un intervento – peraltro programmato – della rete di garanti e subgaranti organizzata dall’ad Paolo Fiorentino, non è stato interpretato in modo positivo dai mercati. Questa mattina Carige in Borsa il titolo è crollato fino a essere sospeso per eccesso di ribassso. Carige è poi riuscita a tornare agli scambi dopo essere rimasta sospesa per gran parte della seduta, arrivando a a fine giornata a perdere il 12,87%.

Complessivamente la ricapitalizzazione, costata a Carige circa 52 milioni di euro in commissioni, dovrebbe aver raccolto circa 544 milioni di euro, di cui 498 nell’aumento di capitale in opzione e 46 milioni nella tranche riservata agli ex obbligazionisti subordinati.

D’altra parte, il bilancio dell’operazione-aumento non può essere considerato negativo e non solo perché è comunque riuscita. C’è stato infatti un impegno dei piccoli azionisti forse superiore al previsto, anche se a questo punto il loro peso si è dimezzato scendendo al 25 per cento.

Chi sono i nuovi padroni della banca?

Al momento la quota maggiore resta a Malacalza, con il suo 20 per cento. Dietro di lui Gabriele Volpi, che sale dal 6% al 9,99% investendo 20 milioni. Quindi i tre investitori istituzionali che si sono impegnati a garanzia: 40 milioni Chenavari (che entrerebbe al 4,5%), 30 milioni Credito Fondiario (3,2%) e 30 milioni la Sga del Tesoro (3,2%). Tra Volpi e i tre istituzionali sarà ripartito, pro quota, ciò che resta delle nuove azioni dopo la mossa di Malacalza.

Il capitale sociale: 2,8 miliardi 
Il nuovo capitale sociale di Banca Carige risulta pari a 2.845.857.461,21 di euro, suddiviso in 55.265.855.473 azioni ordinarie e 25.542 azioni di risparmio, prive dell’indicazione del valore nominale. Lo scrive la banca in una nota. L’attestazione della sottoscrizione dell’aumento di capitale della Banca è stata depositata per l’iscrizione presso il Registro delle Imprese di Genova nei termini di legge. Lo Studio Clifford Chance ha agito in qualità di Advisor legale di Banca Carige per l’intera operazione di rafforzamento patrimoniale. Nel contesto dell’operazione di LME, spiega infatti Carige, è avvenuto oggi il regolamento delle 4.638.000.000 nuove azioni ordinarie rivenienti dalla Tranche riservata, per un controvalore di 46.380.000 di euro, nonchè la consegna delle nuove obbligazioni senior, il cui valore nominale complessivo è pari a 188.807.000 milioni.

L’aumento di capitale supera il target Bce 
Banca Carige ha annunciato che l’aumento di capitale, inclusa la tranche riservata, è stato sottoscritto per un importo complessivo pari a 544.356.998,40 euro (di cui 54.435.699,84 a titolo di capitale e 489.921.298,56 a titolo di sovrapprezzo) tramite l’emissione di 54.435.699.840 nuove azioni ordinarie della Banca, sopra il target Bce che chiedeva di arrivare almeno a 500.000.000 entro la fine del 2017. L’aumento, ricorda Carige in una nota, si inserisce nell’ambito del piano di rafforzamento patrimoniale da oltre 1 miliardo annunciato lo scorso 14 settembre”. (il secolo xix)