Svezia, centinaia di donne in piazza: “Basta con gli immigrati stupratori”

Centinaia di donne sono scese in piazza a Malmo, in Sveziaper protestare contro i continui stupri perpetrati da immigrati. L’ultimo terribile episodio riguarda una ragazza di 17 anni che è stata stuprata e orrendamente seviziata, gli stupratori hanno tra l’altro dato fuoco alle sue parti intime, da una gang di immigrati. Si tratta del terzo caso nell’ultimo mese ed è la terza volta che gli autori degli stupri vengono identificati in bande di immigrati.

“Non avventuratevi da sole in città dopo il tramonto”. La polizia non ha avuto altro da dire, una dichiarazione che le donne svedesi non hanno preso affatto bene, giudicandola come un attestato di fallimento da parte delle forze dell’ordine scandinave. Anders Nilson, portavoce della polizia di Malmo, ha poi affermato di essere stato “maldestro” nel chiedere alle donne di non uscire da sole.

bandiera svedese Foto Gratuite

Le manifestanti di Malmo hanno avanzato una serie di richieste al governo svedese: punizioni più severe per gli stupratori, un ministro della giustizia con competenza in materia di violenza sessuale e un commissario di polizia nazionale “che si preoccupi delle donne”. E dire che la Svezia viene spesso definita, soprattutto dai media di sinistra, un modello di integrazione e di convivenza.(il primato nazionale)

Giappone da record, zero immigrazione e disoccupazione ai minimi dal 1993

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Tokyo, 26 dic – Il Sol Levante quasi non conosce immigrazione e gli ultimi dati ci dicono che praticamente tutti i cittadini nipponici lavorano. Il tasso di disoccupazione in Giappone a novembre è sceso infatti al livello più basso dal novembre 1993. Nessun Paese economicamente sviluppato al mondo va meglio, perché guardando nel dettaglio i dati pubblicati dal governo di Tokyo, si può facilmente notare come lo scorso mese i disoccupati si sono attestati al 2,7% della forza lavoro, mentre il rapporto tra posti di lavoro e richiedenti a novembre è anch’esso migliorato toccando il livello più alto da quasi 44 anni.

Il Giappone di Abe, sempre più nazionalista e fortemente legato alla politica delle porte chiuse agli immigrati, gode quindi di ottima salute. Si tratta della più lunga corsa positiva da 16 anni, con le Olimpiadi in programma nel 2020 che hanno dato all’economia un ulteriore impulso positivo. “Si prevede che l’economia giapponese continui a espandersi nella prima metà del prossimo anno“, ha affermato Masaki Kuwahara, senior economist presso Nomura Securities. Secondo il sondaggio della banca centrale poi, la fiducia tra i maggiori produttori giapponesi si trova ai massimi da 11 anni e la terza potenza economica mondiale continua a premere sull’acceleratore senza conoscere freni. “Come è dimostrato dal basso tasso di disoccupazione e dal numero di posti di lavoro in espansione – ha specificato Kuwahara – le condizioni del mercato del lavoro sono favorevoli e il reddito delle famiglie continua a salire gradualmente”.

I dati ufficiali insomma ci dicono che la crescita del Sol Levante è continua, esattamente il contrario di quanto sostenuto ad esempio da un settimanale particolarmente avvezzo a incensare le politiche pro immigratorie come Internazionale, che lo scorso anno titolava così un’accurata inchiesta sull’economia nipponica: “Il Giappone senza immigrati è a corto di forza lavoro”. Per poi scrivere: “La combinazione di dure leggi sull’immigrazione e di una forza lavoro in calo ha generato un mercato nero del lavoro”. Purtroppo per la patinata rivista radical chic, in Giappone gli immigrati sono meno del 2% della popolazione. E con tutta evidenza, a meno che qualcuno non osi obiettare che le statistiche non contano, una politica restrittiva sui flussi migratori paga eccome in termini di crescita economica.

(Eugenio Palazzini per il Primato Nazionale)

Bandiera Giapponese