Cercasi collegio sicuro per Madonna Boschi. Sfuma l’ipotesi Lucca?

di barbara pavarotti la Gazzetta di Lucca 

Che peccato. Già pregustavamo a Lucca un bel duello fra madonna Boschi e la vestale berlusconiana Bergamini (responsabile della comunicazione di Forza Italia), come scritto qualche giorno fa da La Nazione, e invece pare proprio che il Pd ci abbia ripensato. Niente gara lucchese insaporita dal fascino femminile. La candidatura di Maria Elena nel collegio di Lucca alle prossime elezioni avrebbe avuto come ispiratore Denis Verdini, il gran consigliere di varie mosse del Pd, a cominciare dal patto del Nazareno.

 

Ad Arezzo, la terra natia, una candidatura Boschi è improponibile, date le note vicende di banca Etruria. E lei, la madonnina, ha detto chiaramente che spera di essere candidata nuovamente in Toscana. Quindi Lucca poteva andar bene. Ma con di fronte una come la Bergamini, viareggina, con molte ramificazioni nel territorio lucchese, no, probabilmente non l’avrebbe spuntata. Quindi ora l’ipotesi che circola è di piazzare Maria Elena in qualche listino proporzionale sicuro, purtroppo fuori regione, magari in Emilia Romagna.

Chi si ricandida sicuramente nel collegio uninominale di Lucca (che comprende anche Viareggio, parte della Piana, Mediavalle e Garfagnana) è il senatore Marcucci. Lo ha annunciato su Facebook prima di Natale:

“Bella festa di auguri natalizi stasera. Ho detto ai tanti amici ed amiche che erano con me, che ho dato la mia disponibilità al Pd ad essere candidato nel collegio uninominale di Massa- Carrara Lucca. #avanti”.

E qui probabilmente non ci sarà storia né battaglia. L’elezione appare scontata. Il territorio è suo da quando è sceso in politica, un quarto di secolo fa, come riconosce lo stesso Verdini.

Insomma, le grandi manovre sono già cominciate. I partiti si stanno ponendo il problema di dove collocare le pedine da eleggere, stanno analizzando lo scacchiere Italia per garantire ai propri fedeli un felice travaso nel nuovo Parlamento. Ci siamo. Cin cin per il nuovo anno e per l’imminente scioglimento delle Camere che il presidente della Repubblica potrebbe firmare già giovedì 28. Nello stesso giorno, al massimo venerdì, il Consiglio dei ministri varerà il decreto che dovrebbe fissare le elezioni il 4 marzo. Quindi si aprirà ufficialmente la campagna elettorale, mai interrotta in verità come tutti vediamo ogni giorno. Una campagna in mobilitazione permanente e che da gennaio affilerà le armi ancora di più, finché gli italiani non arriveranno stremati alle Idi di marzo. Che sarebbero il 15, secondo il calendario romano, il giorno in cui venne ucciso Giulio Cesare. Con queste elezioni marzoline, che faranno vittime e feriti, la resa dei conti nazionale viene anticipata.