Il mistero di fine anno: c’è la Russia o la Cina dietro il contrabbando di petrolio con la Corea del Nord?

PECHINO, CINA, MAGGIO 2017 – Il presidente cinese Xi Jinping e il presidente russo Vladimir Putin – foto di Damir Sagolj-Pool/Getty Images

E’ ormai un giallo quello che riguarda l’approvvigionamento di petrolio della Corea del Nord. I fatti sul tavolo sono chiari: da un lato ci sono le Nazioni Unite che hanno emanato una serie di severissime sanzioni che di fatto tagliano fuori da ogni commercio la Repubblica Popolare di Nord Corea: nessuno scambio è possibile, tanto meno quelli che riguardano armi e petrolio (indispensabile per far viaggiare i missili che tanto il mondo teme). Dall’altro c’è l’evidenza del fatto che in qualche modo la Corea del Nord sta continuando ad approvvigionarsi e, evidentemente, qualcuno, in qualche modo, questo petrolio dovrà pur venderglielo.

 

Il leader nordcoreano Kim Jong Un –
STR/AFP/Getty Images
 

Il problema, ora, è capire chi. La Corea del Sud ha diffuso alcune immagini satellitari nelle quali si vede una petroliera avvicinarsi in mare aperto a una nave Nord Coreana e traferire del petrolio. Di chi è questa nave? Opera per conto proprio o per conto di uno Stato vicino alla Corea del Nord come Cina o Russia? A chi giova questo contrabbando?

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Secondo il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, la questione è chiara come il sole: la petroliera ripresa dalle immagini sudcoreane sarebbe cinese, e le foto sarebbero solo la prova del doppio gioco cinese e della scarsa affidabilità di Pechino come mediatore con Pyongyang. Una certezza che Trump ha espresso ieri in un “fumantino” tweet nel quale dice che la “Cina è stata presa con le mani nella marmellata”, e che, dal canto suo, la Cina ha prontamente smentito.

Il presidente Usa Donald Trump e quello russo Vladimir Putin in un incontro a latere del G20 di Amburgo. SAUL LOEB/AFP/Getty Images

Secondo l’agenzia Reuters, invece, l’origine di quelle petroliere e di quel petrolio sarebbe russa. L’agenzia cita fonti di intelligence e sicurezza europee che riferiscono di traffici e contrabbandi tra la Russia (nel senso di armatori privati e senza scrupoli, che potrebbero anche operare senza la benedizione dello stato centrale) e la Corea del nord. Secondo le fonti citate da Reuters petroliere russe hanno fornito carburante alla Corea del Nord in almeno tre occasioni: “Le navi russe hanno effettuato trasferimenti nave-nave di prodotti petrolchimici verso navi della Corea del Nord in più occasioni quest’anno”, dice Reuters citando una fonte di intelligence che ha chiesto di rimanere anonima.

Le immagini fornite dal Tesoro Usa mostrano un trasferimento “da nave a nave” – Fonte il Tesoro Usa

Anche se l’agenzia mette le mani avanti dicendo di non aver potuto verificare quanto scritto, perché i documenti di intelligence citati sono rimasti segretati, qualche puntino da unire in attesa di prove concrete c’è. In primo luogo occorre citare il fatto che negli scorsi mesi, circa 8 navi nordcoreane sono partite dalla Russia cariche di petrolio: la loro destinazione ufficiale era quella di altri porti russi, ai quali però sembra non siano mai giunte, facendo verosimilmente rotta verso la madrepatria. Un altro elemento interessante riguarda il fatto che le navi russe sospettate del contrabbando avrebbero l’abitudine di spegnere il transponder (un apparecchio che serve a localizzare le navi e a tracciarne la rotta, come fosse un gps) quando si trovano in mare aperto e, dunque, a far perdere le loro tracce.

 

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Emblematico, in tal senso, sarebbe il caso della nave russa Vityaz: ha lasciato il porto di Slavyanka vicino a Vladivostok in Russia il 15 ottobre con 1.600 tonnellate di petrolio, diretta verso il mar del Giappone; arrivata in acque aperte ha spento il transponder e lì, pare, avrebbe incontrato la nave cisterna Sam Ma 2 della Corea del Nord, rifornendola di circa 1200 tonnellate di petrolio. Contattato da Reuters l’armatore russo titolare della nave ha rifiutato ogni commento.(LUCIANA GROSSO – BUSINESS INSIDER)

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