Missione compiuta su BPVi e Veneto Banca; la Repubblica: Fabrizio Viola pronto a lasciare il ruolo di commissario

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Entro la fine di gennaio il commissario della Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca farà un passo indietro

L’ultimo atto formale di un certo rilievo – la firma del decreto ministeriale – è atteso entro i primi dieci-  quindici giorni di gennaio. A quel punto i 18 miliardi di crediti difficili – sofferenze e incagli – passeranno dalla liquidazione delle banche venete alla Sga. E, secondo rumors insistenti, a quel punto i tempi saranno maturi perché il commissario Fabrizio Viola consideri conclusa la parte più “manageriale” del suo lavoro e lasci l’incarico. Dal lato dell’attivo, infatti, la liquidazione ha messo a segno vari obiettivi: è stato venduto il 9% di Cattolica, sono state cedute le due banche (Bim e Farbanca), per Prestinuova e Claris sono in corso le procedure (ma non si tratta di partite enormi). Restano da vendere Arca, gli immobili e le opere d’arte.

Ma, soprattutto, bisogna gestire il passivo, che in una procedura di liquidazione è forse la parte più lunga e complessa. Proprio per questo, il profilo più adatto sembra quello di un esperto legale piuttosto che di un banchiere. E infatti, chi conosce Viola è convinto che entro la fine di gennaio lascerà l’incarico anche se al momento non si conoscono futuri approdi del manager (che potrebbe anche prendersi un periodo lontano dai riflettori e dedicarsi a consulenze non in prima linea).

L’ultimo passaggio a questo punto è il decreto ministeriale, necessario anche a far partire la macchina operativa della Sga, diretta da Marina Natale. Che a sua volta deve individuare altri servicer per trattare gli Npl e i partner bancari (Intesa è il candidato naturale ma non l’unico) per gli Utp, gli incagli.

di Vittoria Puledda, da la Repubblica (estratto da vicenzapiu’)