Borsa, le dritte di Libero per diventare ricchi. I titoli che vi faranno guadagnare nel 2018

 

«Quant’ è bella giovinezza, che si fugge tuttavia! Chi vuol esser lieto, sia: di doman non c’ è certezza», Lorenzo il Magnifico, magnifico come questo irrefrenabile rialzo. Vi piacerebbe tornare a 9 anni fa, alla giovinezza di questo Toro?
Purtroppo, come nella vita, le occasioni passano, e se non sai riconoscerle, non aspettano, scappano. Oggi siamo al Toro maturo, con tutte le paure dell’ età. Ma in questo caso, paura e scetticismo, non faranno altro che alimentare il fuoco di questo rialzo ancora irresistibile. Di seguito trovate le 10 previsioni 2017 (in grassetto), sia il risultato finale. Cosa avevo previsto e com’ è andata in realtà: OK ITALIA: Italia, come canta Bennato, a volte sei un rischio da evitare, o un rapido sempre in ritardo. Ma a volte, come questa, sei un grande sogno da attraversare. Italia, riprovo e rilancio con un certificato sull’ indice leva 7, codice: DE000SG409M1. Finalmente l’ Italia torna sul podio dei rialzi. 
Il certificato, che nel corso dell’ anno ha cambiato codice ha avuto rialzi a 3 cifre! Esatto.

RITORNO ALLA MAGNA GRECIA: la Grecia potrebbe aver visto il peggio. Compro Etf sull’ indice di riferimento, codice: FR0010405431. La volevano estromettere dall’ Euro.
Atene: miglior Borsa d’ Europa!
Esatto.
VUOI UN GUADAGNO ASSICURATO? COMPRA LE ASSICURAZIONI: è il momento della riscossa. Scelgo AXA, VITTORIA ASSICURAZIONI, MUENICH RE e GENERALI.
AXA +8%, VITTORIA ASS.
+19%, MUENICH +5%, GENERALI +13%. La media è +11%, il settore europeo ha fatto +10%.
Guadagno assicurato. Esatto.
ENERGIA! Il petrolio tornerà a salire (scordiamoci i massimi), più delle energie alternative. Confermo ALERION e FALCK, aggiungo SAIPEM. ALERION +1%, FALCK +145%, SAIPEM -29%, grazie a Falck abbiamo dato energia al nostro portafoglio! Esatto.

TUTTI CONTRO IL BUND: mi aspetto crescita dell’ inflazione e dell’ economia, anche europea. Vado al ribasso sul Bund con Etf codice: BUND2S e al rialzo su Europa con ETF codice: SX5E3L.
La crescita c’ è, ma l’ inflazione manca. Gli Etf short sono in perdita, continuate l’ accumulo nel 2018. Sbagliato.
E QUINDI USCIMMO A RIVEDER LE STELLE: tutto sull’ indice STAR ITALIA, scelgo: ESPRINET, VITTORIA, IT WAY, EUROTECH e PRIMA INDUSTRIE. ESPRINET -41%, VITTORIA +19%, IT WAY -24%, EUROTECH -11%, PRIMA INDUSTRIE +115%.
Media +11%, abbiamo scelto l’ indice migliore d’ Europa, anche se potevano trovare titoli migliori. Esatto.
SULLE ALI DEL LEONE: le GENERALI spalancheranno i cancelli di Piazzetta Cuccia? L’ ebrezza è durata lo spazio di un inverno e poi è sfumata. Sbagliato.
LA GRANDEUR È TORNATA: e la Le Pen fa meno paura. Compro: BOUYGUES, RENAULT, BNP e etf: FR3L.
BOUYGUES +32%, RENAULT +3%, BNP +7%, ETF Francia +32%. Questo nonostante le paure politiche di inizio anno. La Grandeur è tornata! Esatto.
THE GOLDEN AGE: l’ età dell’ oro delle banche è tornata, compro: MORGAN STANLEY, SOC GEN, BPER e Etf: 3BAL.
MS +26%, SG -4%, BPER -16%, ETF +33%. Avrei dovuto scegliere solo banche Usa o solo l’ Etf, niente oro per il mio portafoglio. Sbagliato.
I MAGNIFICI 7: confermatissima BE e poi: VITTORIA, EUROTECH, TENARIS, CARIGE, CEMBRE, RETELIT.
BE +48%, VITTORIA +19%, EUROTECH -11%, TENARIS -20%, CARIGE -70%, CEMBRE +61%, RETELIT +55%. Carige ha rovinato tutto, i 7 samurai non sono stati super. Sbagliato.

L’ ANNO CHE VERRÀ Ecco le 10 previsioni di Buddy Fox per il 2018: ITALIA PENISOLA DEI TESORI: Ha ragione Alberto Angela. Niente paura né per le elezioni politiche e né per lo Spread. Rilancio su Italia,tra le grandi bellezze “made in Italy” scelgo PRYSMIAN, DIGITAL MAGICS, SALVATORE FERRAGAMO, BANCA MEDIOLANUM + certificato sull’ indice cod. isin: LU1490163091; BITCOIN: È BOLLA? Penso al Blockchain come alla rivoluzione Nasdaq, Old contro New. Dove la Old economy sono le valute tradizionali e la New Economy le valute digitali. Il Blockchain vivrà, ma il Bitcoin?
BANCHE ITALIANE, I GRANDI MATRIMONI. Sono state per anni le cenerentole di Piazza Affari, oggi, dopo un grande make up, sono diventati attraenti. Punto su: UNICREDIT, CARIGE, BPER; GOD SAVE THE QUEEN.
Mentre tutti scappano da UK, io ci vado e punto su Sterlina, FTSE100 e DIRECTA PLUS.

GRANDI FILM: CANDIDATI ALL’ OSCAR: matrimonio FCA (francese o coreana?
), Opa su TWITTER, scalata GENERALI; VOLATILITÀ, AL LUPO AL LUPO! C’ è chi grida per paura che ritorni, e chi come al mercato, urla come richiamo, per farla tornare. Anche per il 2018, assenza di volatilità; RITORNO DEI MORTI VIVENTI, 3 titoli insabbiati e dimenticati per anni, quest’ anno, grazie a potenti ristrutturazione potrebbero vivere grandi rialzi: TISCALI, CHL e RISANAMENTO; HOTEL CALIFORNIA: Un mondo di tassi bassi, inflazione bassa e azioni. Dall’ Hotel California il chek out è ancora lontano.
PIÙ PIR PER TUTTI. Per Piazza Affari i Pir rappresentano la Red Bull: mette le ali! Persino ai mattoni. Titoli preferiti: AEDES, DIGITAL MAGICS, CLABO, VETRYA, DIGITAL360 I MAGNIFICI 7: i 7 samurai del mio portafoglio: BE (confermatissima), TWITTER, PRYSMIAN, DIRECTA PLUS, FCA, CARIGE, DIGITAL MAGICS Se il FTSEMIB supererà quota 24.500 inizierà una cavalcata al rialzo. Che fare in quel caso? Ancelotti per motivare i suoi successi disse: «Il mio segreto, fare meno danni che posso». Dovesse partire la grande corsa, non toccate e lasciate fare tutto al Toro.

di Buddy Fox – LIBEROQUOTIDIANO

Gli interrogatori a Gianni Zonin del 22 marzo e a Samuele Sorato del 6 aprile: gli originali senza virgolettati parziali. Perchè la “storia” giudichi anche i cronisti sul flop BPVi

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Pubblicato il 29 luglio alle 20.50, aggiornato con Sorato il 30 luglio alle 8.55. A commento della foto delle insegne che cambiano nella ex sede centrale della ex Banca Popolare di Vicenza leggiamo il commento in prima pagina dell’ex… nerista del GdV, ora diventato “fondista” col nuovo direttore che ha l’arduo compito di far dimenticare le passate, decennali “istigazioni” a comprare e sottoscrivere azioni della BPVi, “le migliori e più sicure del mondo” come dettava la linea del locale quotidiano confindustriale che rispondeva all’ex presidente di Confindustria Vicenza Giuseppe Zigliotto, membro eccellente del cda di Gianni Zonin che ha ricevuto la notizia della chiusura delle indagini dai pm Luigi Pipeschi e Gianni Pipeschi.

Cambio insegne della Banca Popolare di VicenzaCambio insegne della Banca Popolare di Vicenza

I due titolari delle indagini, oltre a sindaci e revisori, hanno, comunque, “graziato” un’altra decina di membri del cda tra cui Roberto Zuccato, anche lui per due volte presidente dell’associazione padronale vicentina prima di arrivare al vertice di quella regionaleEbbene, il “collega” scrive, richiamando anche «le teste dei potenti fatte rotolare per mano dei “liberatori”», che «le insegne della BPVi affastellate davanti all’ex sede stringono il cuore a quanti hanno legato le sorti – professionali economiche umane – all’istituto fondato nel 1866… Certificano visivamente il fallimento della finanza vicentina coltivata da Gianni Zonin, che ha tradito chi ha perso molto, se non addirittura tutto: l’idea di “credito facile” a un territorio straordinario, che dopo la Grande Crisi è ritornato locomotiva. Le insegne staccate (e sostituite con quelle del nuovo corso), al di là della facile retorica, parlano con rinnovata forza all’arroganza del superuomo nicciano che si pensa eterno. Un monito per il futuro, oltre che una sentenza inappellabile per il passato. Quella della storia». 

Giovanni Zonin

Anche se non lo ha firmato, per decenza o per opportunismo del nuovo direttore?, l’imbonitore ufficiale e pluridecennale di Zonin, l’economista di ruolo… marino, questo miscuglio di frasi di circostanza, in cui chi ha governato dal Cda o dal seggio più altro la banca per 36 anni, di cui 20 da presidente, pare colpevole solo di “credito facile” e di arroganza da “superuomo nicciano” (per Treccani: “nicciano, adattamento fonetico, oggi poco comune, di nietzschiano…”), non assolve né il diretto destinatario (dopo quella etica dei soci truffati, ora anche secondo un altro dei “convertiti”, Pierpaolo Baretta, lasciamo alla magistratura la sentenza, se mai ci sarà) né l’autore odierno, il cronista di mille inchieste giudiziarie, vere, fasulle o a comando, né tantomeno Il Giornale di Vicenza.

Gianni Zonin nel suo vecchio ufficio alla Popolare di Vicenza (archivio)Gianni Zonin nel suo vecchio ufficio alla Popolare di Vicenza (archivio)Su questo mezzo, come su politici, imprenditori e rappresentanti di un qualunque potere complice o colluso, pende, leggete per quello che il GdV poteva ma non ha voluto scrivere anche “Vicenza. La città sbancata“, una «sentenza inappellabile per il passato. Quella della storia».

Se entro fine anno vi “proporremo” un dossier al riguardo della storia che ci e, peggio, vi hanno propinato oggi cominciamo a pubblicare integralmente e senza commenti le parti fondamentali dei “verbali di interrogatorio” ad esempio di Gianni Zonin e Samuele Sorato e i documenti dell’indagine appena chiusa.
Questi documenti, il 29 luglio abbiamo iniziato col verbale del primo interrogatorio di Gianni Zonin (clicca qui) e il 30 abbiamo inserito quello a Samuele Sorato del 6 aprile 2017 (clicca qui), ci sono arrivati per vie anonime, ma sentiamo il dovere di renderli noti, se non bloccheranno in qualche modo un giornalismo, il nostro, fatto di “integralità” della documentazione o non di estrazione dal contesto, contestabile anche in base alla legge e alle norme deontologiche della nostra professione, di alcune frasi, per giunta virgolettate, per due motivi fondamentali:

Gianni Zonin, ultimo brindisi 
per l'ex banchiere rampante della Popolare di VicenzaGianni Zo1 – perché ne siate informati e formuliate un vostro giudizio sulla vicenda senza le interpretazioni di parte o anche solo parziali anche nsotrev e di altri colleghi, che ora stanno subissando le pagine dei media, oppure confrontando quello che vi proponiamo senza filtri con le valutazioni di terzi, che per essere “professionali” dovrebbero studiarsi un milione e centomila pagine di interrogatori e riscontri documentali e 400 ore di intercettazioni;
2 – perché i lettori e, soprattutto, quelli che hanno perso soldi, i loro risparmi, con le azioni della BPVi, conoscano la verità, per lo meno quella dell’accusa, e possano tutelare i propri interessi azzerati senza doversi tassare singolarmente per una cifra enorme (oltre 70.000 euro) per avere dalla Procura di Vicenza tutto il mare magnum della documentazione o per migliaia di euro per ottenerne le parti fondamentali che l’associazione “Noi che credevamo nella BPVi” sta provando ad avere a favore dei propri associati grazie ad una sottoscrizione proposta ad altre associazioni che, però, a parte quella di don Enrico Torta, pare siano restie ad aderirvi, nel momento in cui scriviamo, con la motivazione che la raccolta di documentazione ottenibile con l’importo inizialmnete “consorziabile” sarebbe minima rispetto a quella totale.
Chiedendoci e chiedendo chi mai, e in quanto tempo, potrà leggere tutto (anche i giudici avranno difficoltà) noi proviamo a fornire da oggi, col primo verbale di interrogatorio di Gianni Zonin (da domani gli altri verbali e non solo…), il nostro “servizio” in trasparenza.

Banca Popolare di Vicenza, la procura presenta il conto agli indagati con le richieste di rinvio a giudizio

E ci rendiamo, ovviamente, disponibili a pubblicare anche i documenti (documenti ma non chiacchiere di “facile retorica“, come scriveva il nostro Ivanhoe senza l’h e senza il cavallo che lo renderebbe cavaliere) a difesa degli indagati.

Ad oggi ancora non imputati, ricordiamo anche questo per onestà intellettuale a Il Giornale di Vicenza, che oggi risponde, è un segno della crisi post Zuccato & Zigliotto, abLuciano Vescovi.

Che è stato, ahi la storia!, vice presidente di Banca Nuova prima di salire sul seggio più alto (oggi in effetti… meno basso) di Confindustria Vicenza. (GIOVANNI COVIELLO VICENZAPIU’)

Il presidente Gianni Zonin e l'ex ad Samuele Sorato
Gianni Zonin presidente della Popolare di Vicenza

Padoan e Mps-Spelacchio

PADOAN E MPS-SPELACCHIO 

di Gianni Dragoni

A proposito di fake news. Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha detto che l’investimento dello Stato italiano nel Monte dei Paschi di Siena “sarà un affare per lo Stato oltre che per il risanamento della banca”. Sia chiaro a tutti, l’investimento dello Stato nelle azioni del Monte dei Paschi è costato 90 euro in media a ogni italiano.

marco morelli mps jpmorgan bmps vignette caricature

La banca di Siena come sapete è tornata pubblica, dopo oltre 20 anni. Siccome non c’erano investitori privati disposti a mettere soldi in Mps, lo Stato ha fatto il salvataggio con la ricapitalizzazione precauzionale, autorizzata dalla Bce e dall’Unione europea. Adesso lo Stato possiede il 68,2% di Mps.

GUARDA > MICHELE SANTORO TORNA IN ONDA: ‘M’ DALL’11 GENNAIO 2018 SU RAI 3

Mettere soldi dentro Mps è un atto di grande fiducia, perché la banca viene da una serie di bilanci in forte perdita. Solo dal 2011 al 2016Mps ha bruciato 10 miliardi di euro, soldi che erano stati versati anche dai risparmiatori con tre aumenti di capitale. Per questo salvataggio lo Stato ha speso in totale 5,4 miliardi. Siccome Padoan ha detto che sarà un affare proviamo a vedere come sta andando l’investimento fatto appena pochi mesi fa.

Il ministero dell’Economia possiede 778,2 milioni di azioni di Mps. In Borsa ogni azione adesso vale 3,89 euro. E quindi il pacchetto azionario posseduto dallo Stato vale 3,03 miliardi, secondo la Borsa. Questo però vuol dire che per lo Stato c’è già stata una perdita di valore di 2,37 miliardi rispetto a quanto ha speso, cioè un calo del 44 per cento. E quindi i 90 euro messi in media da ogni italiano, stando al valore attuale delle azioni Mps, si sono già ridotti a 50 euro.

Nardi

 

LEGGI > Fake News: Bruno Vespa, Mps e Veneto Banca

Padoan ha detto che bisogna avere pazienza, che l’investimento in Mps “sicuramente non va valutato oggi a valore di mercato”. Secondo il ministro, invece, ha senso spostare la valutazione più avanti, al momento in cui lo Stato dovrebbe vendere la sua partecipazione in Mps. L’uscita dello Stato è prevista entro il 2021, se tutto va bene. “Alla fine del processo in cui lo Stato uscirà da Mps – ha detto Padoan – vedremo quale valore di mercato avrà. Io sono convinto che sarà un affare”.

A vederlo oggi Mps assomiglia a Spelacchio. Ma Padoan ci assicura che è vivo. E quindi gli auguri glieli possiamo fare. Solo che il Buon Anno lo vedremo nel 2022, se lo vedremo.

E sottolineo se. (MICHELE SANTORO)

VIDEO :

http://www.michelesantoro.it/2017/12/padoan-e-mps/

Oroscopo, come sarà il 2018: dopo Branko, Fox e Simon, le previsioni di Biasin segno per segno

 

Oroscopo, come sarà il 2018: dopo Branko, Fox e Simon, le previsioni di Biasin segno per segno

Siccome ci sono molti oroscopi ma ancor più oroscopanti (nel senso di “affezionati all’ oroscopo”), anche noi di Libero scegliamo furbescamente di proporvi il nostro oroscopo-collage del 2018. Trattasi di clamorosa scopiazzatura e relativa sintesi dei tre mammasantissima del cielo stellato: BrankoPaolo Foxe, ultimo ma non ultimo, Simon & The Stars. Partiamo anche noi – come quelli che ne sanno – dall’ Ariete, anche se in tutta onestà non abbiamo capito perché.

ARIETE Per Branko il 2018 segna l’ inizio di una fase impegnativa per una questione di Saturno che «transita» fino a dicembre 2020. Questo porterà gli arieti a una fase di «analisi del passato» e li renderà più saggi e maturi.
Per Paolo Fox l’ ariete lavorerà molto nella prima metà dell’ anno per raggiungere i suoi scopi e troverà diversi ostacoli. Fox consiglia «impegno» così da raccogliere i frutti di cotanto sbattimento nella seconda parte dell’ anno.
Da giugno bene amore e lavoro grazie a Giove in posizione favorevole.
Per Simon & The Stars il 2018 sarà un anno di grande crescita per i nati dell’ Ariete («Bello, ricco e importante»), con un autunno straordinario. Consiglio ai single: «Sceglietelo perché lo volete, non perché ne avete bisogno».
La sintesi di Libero. Cari arieti, il vostro sarà un anno impegnativo, difficile, troverete diversi ostacoli, ma sarà anche un anno facile, meraviglioso e, pare, ricco di trombate «ma solo se lo volete davvero». Praticamente tutto e il suo contrario.

TORO Per Branko il 2018 del Toro sarà un buon anno, anche se talvolta accuserete «la mancanza di Venere alla vostra attivissima vita». In amore «avete a disposizione uno dei transiti più passionali».
Per Paolo Fox il Toro dovrà risolvere diverse questioni finanziarie. Ci saranno tanti ostacoli nella prima parte dell’ anno, ma poi «con Saturno si risolverà tutto». Cruciale maggio: Urano sarà favorevole per chi ha grandi responsabilità. In amore sarà l’ anno delle scelte.
Per Simon & The Stars Giove spinge le coppie a fare un bilancio, per i single «nuovi amori». Sul lavoro è il momento di dare sostanza a un desiderio di cambiamento.
La sintesi di Libero. Cari tori: vi mancherà Venere, ma avrete Saturno e un tocco di Urano che non guasta. In più Giove. Ci pare di capire che in definitiva anche per voi («transiti passionali») come per gli arieti, si tromba abbastanza (ma forse a pagamento, viste le «questioni finanziarie»).

GEMELLI Per Branko «scenari di straordinario interesse». Giove in Scorpione «l’ avete già assaporato in ottobre, ma solo ora è pronto a dare i risultati promessi».
Per Paolo Fox ci saranno tensioni all’ inizio. Un po’ meglio da febbraio. A fine anno occhio alla sfera finanziaria.
Per Simon & The Stars è l’ anno della «grande rivoluzione», liberazione degli anni terribili di «Saturno contro».
Urano spazza via le paure e il pessimismo.
La sintesi di Libero. Siccome per Branko è una meraviglia, per Fox una mezza schifezza e per Simon sarà «grande rivoluzione» (che vale sia nel bene che nel male), vi consigliamo di vivere alla giornata. In generale ci sembra di intuire che si faccia poca “zumba”, ma tanto ci pensa Urano a spazzare via il pessimismo.

CANCRO Per Branko si inizia con una spettacolare Luna Piena nel vostro segno, «mesi frenetici, possibilità di riscossa e felicità».
Giove ottimo per le questioni affettive.
Paolo Fox conferma l’ ottimo Giove, ma ci mette dentro un Saturno a disturbare.
Decisioni nette sia in amore che nel lavoro.
Per Simon & The Stars il Cancro gioca finalmente in attacco, cambiano le amicizie e ci si libera di alcuni pesi: via il vecchio lavoro e «una relazione diventata una stampella».
La sintesi di Libero. Siccome c’ è buona concordanza tra i tre, ci piace immaginare tutti questi cancri che mollano i rispettivi fidanzati e lavori e si ritrovano a fare conoscenza tra loro («ciao, piacere, di che segno sei?». «Cancro. Tu?». «Anche io! Ho appena cambiato lavoro». «Anche io! Tra l’ altro ho appena lasciato la mia metà». «Anche io!». E così via).

LEONE Per Branko sarà «un anno particolare» con «un’ altalena di transiti planetari» che portano il Leone «all’ apice del successo, ma che lo costringono anche a fermarsi».
Per Paolo Fox «tante spese per la casa, la famiglia, o per eventi importanti. Si chiudono situazioni lavorative sfavorevoli, ma se ne aprono di nuove. In amore stabilizzerete una vecchia passione, o ne aprirete una nuova».
Per Simon & The Stars nelle coppie «c’ è voglia di chiarezza», i single troveranno «la determinazione per ripartire». Ma tutto questo «solo se penserai in pieno a chi ti ama veramente, oltre le soglie del sacrificio».
La sintesi di Libero. Fate tutto, ma anche il suo contrario. E fateci sapere cosa c’ è «oltre le soglie del sacrificio», noi – ci perdonerete – preferiamo aspettarvi di qua.

VERGINE Per Branko «il sole sorge ancora» e «la notte di Saturno è passata». Dovrete però affrontare con energia alcuni problemi.
Per Paolo Fox «non perdete tempo, via sfiducia e pessimismo, nuovi amori tra maggio e agosto». Da settembre «non sarà un granché».
Per Simon & The Stars «non sei destinato a stare single, ti senti più bello, tutto riprende alla grande. E te lo sei guadagnato».
La sintesi di Libero. Se fossimo nei panni dei Vergine compreremmo il libro di Simon & The Stars.

BILANCIA Per Branko sarà un 2018 con un bagaglio di esperienze importanti, «ma dovrete essere pronti ad accogliere il nuovo».
Per Paolo Fox il 2018 non inizierà benissimo, meglio la seconda parte dell’ anno.
In amore per i single novità tra febbraio ed aprile.
Per Simon & The Stars quest’ anno «inizia a mostrarti i frutti tangibili di una serie di conquiste che già dallo scorso anno si muovono dentro di te». I tasselli della tua nuova immagine ti portano «sicurezza».
La sintesi di Libero. Accogliete il nuovo, ma meglio nella seconda parte dell’ anno, nella prima state a casa che avrete spesso mal di pancia («frutti che si muovono dentro di te»). 

SCORPIONE Per Branko Saturno in Capricorno «talvolta ci ricorderà errori commessi negli Anni 90».
Marte in Acquario vi darà «occasioni irripetibili».
Per Paolo Fox tutto molto positivo «tranne febbraio».
Per Simon & The Stars «conquisti il centro della scena» ma «a maggio un nuovo amore può arrivare e potresti spaventarti».
La sintesi di Libero. Se sei nato dopo il 2000 puoi star bel sereno. Solo una cosa: stai attento a questo cesso che ti farai una sera di maggio, perché poi rivedendolo al mattino potrebbe farti impressione.

SAGITTARIO Per Branko «finalmente giunge l’ inizio di una nuova vita» e «le vostre capacità dialettiche saranno riconosciute» ma «bisogna stare attenti a non innervosirsi troppo».
Per Paolo Fox nella prima parte sarà un anno impegnativo per la preparazione di progetti che andranno in porto nella seconda parte. «Pazientare fino a settembre, poi tutto in discesa».
Per Simon & The Stars i single «non aprono più la porta di casa e del cuore al primo che arriva» e dopo tanti anni torni a dirti: «Io valgo e merito il meglio».
La sintesi di Libero. Valium, 10 gocce, almeno fino a settembre. E niente pizze a domicilio.

CAPRICORNO Per Branko «nasce un nuovo germoglio che diventerà albero». La sfera del successo vi favorisce!
Per Paolo Fox «cambiamento di vita, in meglio se ci si impegnerà a dovere, sia in campo lavorativo che sentimentale».
Per Simon & The Stars «il tuo razzo accende i motori», «nuovo progetto di vita», «voltare pagina in tutti i campi e magari dare vita a un desiderio di libertà».
La sintesi di Libero. Quelli del Cancro pensavano di cambiare fidanzati e lavoro solo loro e, invece, possono fare l’ ammucchiata con i Capricorno che («il tuo razzo accende i motori») pare siano anche parecchio ingrifati.

ACQUARIO Per Branko «è una stagione di Saturno in letargo» e camminate verso un «amore che finisce in un groviglio di intense emozioni».
Per Paolo Fox «passi avanti rispetto al difficile 2017, ma non da subito, il meglio dall’ autunno».
Per Simon & The Stars «le paure si dissolvono appena arriva la luce e quello che sembrava complicato di colpo appare soltanto bello. Basta fare quel passo, quello decisivo».
La sintesi di Libero. Fate questi benedetti passi, che tanto Saturno dorme e non si accorge.

PESCI Per Branko il 2018 inizia con la luna piena in Cancro e «sarà un anno meraviglioso e indimenticabile dopo 3 anni di Saturno contro».
Per Paolo Fox è il segno più fortunato, l’ estate porterà «nuovi amori o salde conferme». Ottime opportunità lavorative.
Per Simon & The Stars «goditi le mille luci e le mille occasioni di una vita che riparte».
La sintesi di Libero. Se per sbaglio vi dovesse citofonare uno di Equitalia, rispondetegli: «Cazzo vuoi? Io sono dei Pesci, eventualmente ripassa nel 2019».

(LIBEROQUOTIDIANO)

Oroscopo 2018, Paolo Fox, Branko, Simon & The Stars, Marco Pesatori, Rob Brezsny: le previsioni per l’anno nuovo

Ecco chi potrà tirare un sospiro di sollievo nel 2018: l’oroscopo segno per segno:

Cosa ci riserverà il 2018? È tempo di guardare le stelle e di cercare qualche risposta. Se la fine del 2017 è stato il momento della liberazione da Saturno e dalla sua forza distruttiva per Sagittario, Gemelli, Vergine e Pesci, il prossimo potrebbe benissimo essere l’anno della ricostruzione, e non solo per questi segni. Secondo gli astrologi Paolo FoxSimon & The StarsBrankoMarco Pesatori e Rob Brezsny, risveglio, cambiamento, consapevolezza saranno le parole chiave (e portafortuna) dell’anno a venire. Nuovi transiti e spostamenti degli astri sono pronti a regalarci delle belle sorprese. Ma ecco l’oroscopo, per tutto lo Zodiaco.

 

ARIETE

AGF

Paolo Fox: Il 2018 per l’Ariete è l’anno della riscossa, ma nella prima parte di esso, ci sarà anche molto da lavorare. Per qualcuno significherà rimettersi in piedi, per altri l’inizio di nuovi progetti: il percorso non sarà privo di ostacoli e a volte sarà necessaria tanta energia e positività per affrontare la fatica. Nella seconda parte dell’anno, invece, si raccoglieranno i frutti: molti problemi saranno superati e diverse situazione si sbloccheranno.

 

Simon & The Stars: La parola d’ordine è ricostruzione. Il viaggio di risveglio e di cambiamento intrapreso negli anni precedenti giunge a una svolta decisiva: la consapevolezza diventa azione. Ciò che rispecchia pienamente i desideri e le aspirazioni si accinge a ricevere una conferma piena e solenne, mentre quello che, invece, non è più in linea con il proprio essere va in qualche modo “smontato”, corretto, aggiustato, rimesso in linea. Più in generale, è un anno nel quale l’Ariete lavora alla costruzione di una nuova concretezza e di radici più sicure.

 

Branko: Per l’Ariete il momento “impegnativo” continua nel 2018. Dallo scorso Natale è cominciato il transito di quadratura di Saturno, destinato a proseguire fino a dicembre 2020. Le stelle però sono benevole: spingono ad analizzare le scelte del passato e rendono più saggi e maturi.

 

Marco Pesatori: Qualcosa sta cambiando ed esige nuova forma di consapevolezza. La cosa vale più per i nati in marzo (prima decade), perché i nati in aprile (seconda e terza), hanno andamenti più fluidi e scorrevoli. Saturno riguarderà i nati in aprile nei due anni successivi, quindi è importante cominciare a sintonizzarsi su nuove onde, riuscendo a rispondere con sincerità alla domanda attorno al proprio reale desiderio e ai propri bisogni eventualmente trascurati.

Brezsny: Anche la previsione dell’astrologo di Internazionale ha al centro un invito a concretizzare: “Nella prima metà del 2018 la tua vita sarà come un centro di addestramento psicologico destinato a rafforzare la tua intelligenza emotiva. Un altro modo per vedere le tue prossime avventure è immaginarle come un invito amichevole del cosmo a essere energico e ingegnoso nel forgiare il tipo di alleanze che desideri per il resto della tua lunga vita”.

TORO

AGF

Paolo Fox: Nel 2018 il Toro dovrà fare i conti con l’opposizione di Giove, che inviterà a mettere a posto alcune questioni, che siano legali, lavorative o d’amore. Saturno supporterà tutto l’anno i nati nel segno e allevierà loro la fatica: è arrivato il momento di stringere i tempi, di cambiare, di avviare nuovi progetti o trasferimenti.

Simon & The Stars: Secondo l’astrologo, la conquista del 2018 per il Toro sarà l’elasticità. Dopo una lunga palestra di preparazione personale, quest’anno arriva il momento di entrare nel vivo delle grandi trasformazioni. La mappa si fa più chiara, indica progetti, interessi o attività sempre più a fuoco, e occorre iniziare a tirarlo fuori, il tesoro.

Branko: Per Branko si tratta di un buon anno per i Toro. Soprattutto per l’amore, perché si avrà a disposizione uno dei transiti più passionali. Talvolta accuserete la mancata partecipazione di Venere alla vostra attivissima vita: la stella dell’amore attraversa lo zodiaco in fretta, quasi a spronarvi ad agire in maniera più energetica.

Marco Pesatori: Pesatori avverte la seconda decade che, in primavera e in estate, avrà a che fare con l’uggiosa opposizione di Giove: “Ma questo non impedisce di andare a passeggio per i boschi con un cappellino di paglia ornato di fiordalisi, anche se qualcuno avrà da lamentarsi per amori non sempre ottimali e presenti, oppure perché attorno girano esseri noiosi che poi stazionano in orbita troppo stretta”.

Brezsny: Grandi opportunità e avventure nel 2018, secondo l’astrologo di Internazionale: “Sei disposto a comportarti in modo spontaneo e affrontare l’imprevedibile? Spero di sì. Può sembrare una gran fatica, ma ti assicuro che sarà per una buona causa. Se arriverai preparato, nelle terre di confine potrai raccogliere dolci segreti e biscotti magici”.

GEMELLI

AGF

Paolo Fox: Il 2018 è l’anno del recupero delle forze. Se nel 2017 la presenza in opposizione di Saturno non vi ha permesso di affrontare dei cambiamenti e di portare avanti dei progetti, il 2018 potrà essere l’anno giusto. L’inizio non sarà facile per qualcuno che ha già cambiato strada o ha bloccato un lavoro, ci saranno ancora delle tensioni, le cose non cambiano subito e ripartire da zero destabilizza, ma poi la situazione migliorerà. In generale, è arrivato il momento di abbandonare ciò che faceva del male e di ritrovare un po’ di serenità.

Simon & The Stars: La conquista del 2018 sarà proprio la costruzione. Dopo tre anni con Saturno è arrivato il momento di riprendersi, rialzare la testa. Come una barca che ha attraversato una tempesta, ora che le acque si sono calmate bisogna fare il “punto-rotta” e ritrovare nuove coordinate. È un momento di “ri-calibrazione”, per capire se alcuni obiettivi sono rimasti uguali o se – dopo l’uscita di Saturno dall’opposizione – siano cambiati. E, soprattutto, bisogna darsene di nuovi.

Branko: Sarà un anno pieno di progetti interessanti, soprattutto in ambito lavorativo. Giove in Scorpione si troverà in aspetto fantastico con Saturno in Capricorno ed è pronto a dare i risultati promessi.

Marco Pesatori: Liberazione: Saturno non è più con i Gemelli. “Una buona notizia è che Saturno non è più in opposizione, come negli ultimi tre anni. Gaudio. Potete respirare. Potete evitare di girare con la punta dell’ombrello spianata per infilzare tutta una serie di nemici, antipatici, appiccicosi, deliranti, pericolosi che con Saturno erano diventati una minaccia. Soprattutto questo 2018 è meno stancante, depressivo, pesante dei recenti due anni”.

Brezsny: È possibile costruire un vantaggio da un apparente svantaggio? Secondo Brezsny, sì. E sarà questa la forza dei Gemelli nel 2018: ottenere successo, a partire da un apparente insuccesso.

CANCRO

AGF

Paolo Fox: La buona notizia è che Giove sarà favorevole e quindi propizierà nuove occasioni e progetti vantaggiosi. La cattiva notizia è che Saturno sarà in opposizione: dunque, c’è la voglia di fare cose nuove, ma ci sono anche decisioni (drastiche) da prendere, fatica, stress. È giunto il momento di dare un taglio a situazioni che hanno esaurito il loro apporto positivo.

Simon & The Stars: Secondo l’astrologo, sarà un anno importante, positivamente decisivo, che consentirà ai Cancro di fare “grandi cose” e muovere finalmente quei passi nella direzione dei loro desideri, per i quali in passato non hanno talvolta trovato la determinazione necessaria. La conquista dell’anno sarà una: il coraggio.

Branko: Il vostro primo anno di Saturno in opposizione inizia con una spettacolare Luna Piena nel vostro segno, presagio di mesi frenetici in certi periodi di Marte contro, ma sempre con un’improvvisa possibilità di riscossa e felicità. Godete dell’aiuto di Giove, in postazione vincente per le questioni affettive.

Marco Pesatori: Ci sarà una situazione diversa, da decade a decade: i nati in giugno (prima decade) sono alle prese con “quel Saturno frontalmente contro, che non va combattuto nascondendosi sotto la sabbia o rimuovendolo come se la questione non esistesse”. La seconda decade vola, con un trigono di Giove che significa successo, genialità, simpatia e vibrazione d’amore ininterrotta. Più tranquilla la terza decade, per la quale non c’è più quell’estenuante Urano negativo, a costringere a guerre di trincea faticose e nevrasteniche.

Brezsny: Il 2018 è l’anno della fioritura. L’astrologo di Internazionale è ottimista: “In questa situazione statica, Cancerino, tu stai cominciando a sbocciare. Prima gradualmente, ma poi con sempre maggior impeto, ti stai imbarcando in una fase di crescita senza precedenti”.

LEONE

AGF

Paolo Fox: L’astrologo consiglia di far attenzione alle spese nel corso del 2018: nessuna decisione sbagliata sarà irrimediabile, ma con Giove sfavorevole, meglio non fare il passo più lungo della gamba. Nel lavoro, per coloro che hanno intrapreso da poco una strada non molto soddisfacente, alle porte c’è una chiusura tra aprile e maggio che lascerà un po’ interdetti. Le cose miglioreranno decisamente a partire da luglio fino a tutto settembre nel campo professionale. Il mese più interessante nella sfera dei sentimenti sarà Agosto.

Simon & The Stars: Il 2018 ripaga gli sforzi di chi non ha mai mollato. Da una parte c’è la voglia di dare spessore alla vita, di esprimersi attraverso progetti e attività in grado di riflettere ciò che si ha dentro. Arriva il momento di dare un senso a tutti gli sforzi degli ultimi anni: servivano a scavare fondamenta solide. L’occasione giusta arriverà in maniera inaspettata: i Leone lasciano il 2017 un po’ stanchi e demotivati. Perciò sarà prezioso l’incoraggiamento delle persone che “conoscono la tua palestra degli ultimi anni e sanno bene quanto ti stiano a cuore alcuni obiettivi”.

Branko: È giunto il momento di esaltare le proprie capacità di iniziativa per i Leone. Sarà un anno altalenante: i transiti planetari che ora portano il Leone all’apice del successo, ora lo costringono a fermarsi. È la caratteristica di Saturno, che da supervisore impone agli altri pianeti le sue regole di puntualità, serietà e impegno.

Marco Pesatori: Inizio un po’ faticoso e rallentato per i nati nella prima e seconda decade. Buone notizie per la terza: nemmeno l’ombra di un transito negativo. “I nati tra 19 e 22 agosto in qualche momento avranno ancora quel”Urano rivoluzionario ed esaltante dalla loro parte, a prospettare altre modalità di lettura del reale e a consentire anche qualche exploit di quelli memorabili”.

Brezsny: Per l’astrologo di Internazionale, è meglio nel 2018 dedicarsi ad indagare: “Se pensi di sapere tutto delle persone con cui sei cresciuto e della tua storia, ti aspetta qualche sorpresa”.

VERGINE

AGF

Paolo Fox: Combattere per vincere nella prima parte del 2018: visto che gli ultimi tre mesi dell’anno non saranno particolarmente interessanti, secondo l’astrologo è meglio abbandonare ogni sorta di pessimismo e sfiducia e rimboccarsi le maniche per raggiungere gli obiettivi nella prima parte dell’anno. Il quadro astrale del 2018 dà forza alla Vergine, sia nella sfera amorosa, sia in quella lavorativa.

Simon & The Stars: La parola d’ordine è prosperità. “Dopo tre anni di Saturno contro, ora te ne spettano tre con Saturno a favore. Fino al 2020, infatti, il pianeta con gli anelli formerà un bellissimo trigono dal Capricorno che consente di consolidare ciò che hai costruito finora e, soprattutto, di raggiungere nuovi traguardi con maggiore costanza e coerenza al tuo impegno”, scrive l’astrologo. Dal momento che la Vergine ha la capacità di far sentire bene anche coloro che la circondano, quest’anno il suo benessere farà prosperare anche gli altri.

Branko: La notte di Saturno è passata e il 2018 si apre, come segno di buon auspicio, con la protezione degli amanti dello zodiaco, Marte e Venere, e il definitivo trasloco di Saturno in Capricorno, segno per voi consacrato all’amore.

Marco Pesatori: “Siete uno dei segni più fortunati. Vi si può dare sicuramente la medaglio di bronzo, ma non sbaglia se qualcuno vi mette al collo addirittura quella d’argento. Un anno davvero bello, fortunato, che promette significativi salti di qualità. Per ogni decade c’è un buon motivo per brindare all’anno nuovo”.

Brezsny: Il messaggio dell’astrologo per i nati nel segno della Vergine è, come al solito, criptico: “Una risorsa che finora hai sottovalutato si dimostrerà particolarmente preziosa e potrebbe perfino farti cambiare idea su che cosa sia veramente prezioso”. Questa la previsione per il 2018.

BILANCIA

AGF

Paolo Fox: Il 2017 è stato un anno stancante che vi ha svuotato spesso di ogni energia. Nel nuovo anno, subirete gli effetti di disagi e delusioni provocate da persone che vi hanno circondato, e nonostante una vittoria, non siete rassicurati. Tra Febbraio e Aprile, per via della posizione di Saturno, potrete porvi delle domande in ambito lavorativo, se quello che svolgete fa davvero per voi. I più fortunati avranno la possibilità di cambiare. Dopo una prima parte del 2018 non facile e serena, le cose migliorano nella seconda parte dell’anno, tra revisioni di programmi e progetti. Prudenza consigliata anche in amore.

Simon & The Stars: La conquista della Bilancia nel 2018 sarà l’indipendenza: “Ha le scarpe giuste per andare lontano ma, quando vuole, sa anche toglierle per camminare a piedi nudi nel parco”, afferma l’astrologo. L’anno inizierà col mostrare i primi frutti tangibili di una serie di nuove conquiste che già dallo scorso anno si muovono dentro: “I tasselli della tua nuova immagine iniziano ad andare al posto giusto: grinta, coraggio, lucidità, realismo, ma prima di tutto autorevolezza e sicurezza in te stesso”.

Branko: È tempo di andare incontro al nuovo, solo così ci si assicureranno delle esperienze importanti. Non ci saranno necessariamente ostacoli da Saturno, ma qualche critica in più-

Marco Pesatori: I nati in settembre dovranno fare i conti con Saturno in quadratura: questo, secondo Pesatori, significa che tutto procede come prima, ma bisogna aumentare i livelli dell’attenzione, ben sapendo dove si vuole arrivare e senza farsi trascinare dalla tendenza ad amplificare le sensazioni.

Brezsny: Come i personaggi delle favole che per la loro gentilezza ricevono qualcosa in dono, anche la Bilancia potrà ricevere qualcosa indietro per la sua gentilezza: “Troverai più facile e naturale del solito esprimere gentilezza, empatia e compassione. E se sfrutterai questa tendenza, la vita ti fornirà prontamente le risorse che ti servono”.

SCORPIONE

AGF

Paolo Fox: Con Giove in transito e Saturno molto favorevole, il 2018 sarà un anno molto positivo, con l’eccezione di Febbraio, soprattutto in ambito sentimentale. Anno fortunato che va aiutato, di conseguenza è necessario mettersi in gioco con ottimismo.

Simon & The Stars: Per gli Scorpione, il 2018 è l’anno dell’inizio di una nuova vita. Molto si deve a Giove: “Questo nuovo anno, come avrai capito, è un bellissimo viaggio di riscoperta. Già dallo scorso autunno, infatti, il tuo cielo è illuminato da Giove, che ti resterà accanto fino alla fine del 2018. Ci sono tantissimi termini per descrivere il transito di questo pianeta nel segno, ma quello che mi convince di più è ‘inizio'”, scrive l’astrologo. Per progredire però è necessario riconoscere ciò che deve essere lasciato andare.

Branko: Il 2018 metterà di fronte gli Scorpione a qualche occasione irripetibile. Saturno in Capricorno diventa il grande giudice di tutte le azioni, presenti e passate: talvolta potrebbe mettere di fronte ad errori commessi negli anni Novanta.

Marco Pesatori: Per l’astrologo, il cielo è ottimo: “Una lunga sfilata di pianeta in posizione favorevole per un anno che può rivelarsi anche esaltante. Starà a voi scegliere le linee di una serietà costruttiva e consapevole o la liberazione quasi dionisiaca e gioviale, di passaggi che spingono con decisione anche nella direzione del piacere e di atteggiamenti meno tormentati e incerti”.

Brezsny: Secondo Brezsny, è il caso di ringraziare in anticipo lo Scorpione perché aiuterà i suoi alleati ad aprire porte che da soli non riescono ad aprire. “Come tutti noi scrive Brezsny – anche tu attraversi fasi di mediocrità in cui non sei al massimo dell’efficienza. Ma credo che nel 2018 non avrai molti di questi periodi. Sarai spesso al tuo meglio”.

SAGITTARIO

AGF

Paolo Fox: L’imperativo è attendere con fiducia, per poi andare a segno. Sarà un 2018 diviso tra semina e raccolta, tra preparazione di qualcosa e realizzazione, a differire saranno i tempi. I primi sei mesi dell’anno, infatti, sono dediti a preparazione di progetti, magari a portare avanti relazioni amorose senza prendere decisioni importanti. Tutto viene rimandato ma a ragione: negli ultimi mesi dell’anno potrà anche esserci una grande opportunità da sfruttare e che potrebbe anche stravolgere la vita.

Simon & The Stars: La conquista del 2018 per il Sagittario? Il rinnovamento. Dopo aver salutato Saturno, il Sagittario torna a essere protagonista del proprio cielo. Come un direttore d’orchestra, lascia la buca, si accinge a dirigere il suo grande concerto e a raccogliere il giusto applauso. “Quello entra nel 2018 è un Sagittario che ritrova piano piano il fuoco della sua grinta e della sua intraprendenza. Non ha più intenzione di farsi ingannare: ha riscoperto la bellezza di dare fiducia, ma ha imparato l’arte di guardarsi le spalle. È tempo di accordare gli strumenti: tra breve avrà inizio il concerto. L’applauso sarà caloroso e scrosciante, ed è solo l’inizio: da qui, tutto riparte, più bello e maestoso che mai”

Branko: Anche secondo Branko, per il Sagittario il 2018 è l’anno della ripresa, dopo aver trascorso anni in compagnia di Saturno e della sua forza “distruttiva”.

Marco Pesatori: “È come se, essendo uscito Saturno dal vostro segno, tutto l’universo diventasse di colpo più leggero – scrive l’astrologo -. Le stelle, specchio del nostro animo e di come noi viviamo la realtà, non hanno più un’espressione incomprensibile, sprezzante, provocatoria. Il cielo, dopo le cupe riflessioni saturnine, torna di lucente colore azzurro. Quello che provate non avete più bisogno di nasconderlo, né a voi stessi né agli altri, che di colpo sembrano diventare compresivi e duttili”.

Brezsny: Secondo l’astrologo di Internazionale, per crescere e progredire è necessario che il Sagittario si perdoni, che compia degli atti di “risanamento”. Il 2018 sarà l’anno ideale per far sì che questi gesti vengano portati avanti.

CAPRICORNO

AGF

Paolo Fox: Vi attende un 2018 all’insegna dell’energia, forza e grandi propositi, gli ingredienti necessari per cambiare la vostra vita. Potreste rendervi conto che una strada che avete intrapreso è quella errata e cambiarla, oppure dare un cambio di passo alla vostra attività. Saturno governa i nati sotto questo segno positivamente.

Simon & The Stars: Il 2018 è un anno che ricompensa i Capricorno per gli sforzi del passato e che, finalmente, gli fa spiccare il volo. Secondo Simon & The Stars, è anche il segno che “nel passaggio dal 2017 al nuovo anno attraversa il portale di trasformazione più bello e positivo dell’intero Zodiaco! Quello che inizia adesso è un processo di rifondazione radicale che si riflette positivamente sia sul lavoro sia sugli affetti, ma parte da dentro”.

Branko: Il portafortuna è proprio Saturno: il saggio pianeta del tempo, vostro governatore, si trova a suo agio nel vostro segno e crea un legame quasi paterno, costruttivo e illuminante. La sfera del successo favorisce i Capricorno.

Marco Pesatori: “Finite sul podio dei segni più fortunati malgrado la congiunzione di Saturno – che per altro riguarda solo i nati in dicembre – perché voi siete ‘saturnini’, vale a dire logici, riflessivi, rigorosi, seri, consapevoli, ben controllati sul piano emotivo – scrive l’astrologo -. Per voi la dura lex di Saturno non è sacrificio, ma opportunità, e allora è probabile che il pianeta della crisi e della critica, diventi il pianeta dei grandi raggiungimenti, delle responsabilità e della conquista di posizioni di potere”.

Brezsny: “Nel 2018 una delle tue missioni più importanti sarà praticare quello che predichi, fare quello che dici, essere ambizioso e autoritario in tutti i modi in cui un essere umano sensibile può e deve esserlo. Nei prossimi mesi dimostrati all’altezza di quello di cui ti vanti, Capricorno! Fai quello che hai promesso!”.

ACQUARIO

AGF

Paolo Fox: Uscite da un difficile 2017, soprattutto nei suoi ultimi mesi. Il 2018 è più confortante da questo punto di vista, soprattutto sul lato emotivo. Polemiche e malumori vi hanno fatto stare male, è necessario mettere da parte il recente passato che vi ha visto anche spettatori. Ma i cambiamenti non sono immediati, per cui non dovete avere grandi aspettative all’inizio del nuovo anno. La seconda parte dell’anno è più fortunata.

Simon & The Stars: Inizia un processo di trasformazione che durerà tre anni e ti consentirà di approdare in una nuova vita. La prima parte di questo percorso è dedicata alla ristrutturazione del tempio interiore e alla pulizia delle “scorie” che ormai non servono più. La conquista del 2018 è proprio la maturità.

Branko: Il 2018 sarà un anno che non deluderà gli amanti delle sfide: sarà ricco di emozioni e dalle mille sfaccettature. Anche l’amore fiorisce.

Marco Pesatori: “Non è un anno in cui si sonnecchia nella frescura ombrosa e beata di un boschetto dell’Arcadia, ma in cui è probabile che si inneschi il frullatore di ulteriori mille idee e progetti, qualcuno anche abbastanza utopistico, in un mondo che di utopie non vuol più nemmeno sentir parlare”, scrive l’astrologo.

Brezsny: Spazio all’interiorità. “Il 2018 ti offrirà l’opportunità di diventare più potente occupandoti della tua salute mentale, di diventare più ricco coltivando le tue aspirazioni spirituali, e di generare più amore dando prova di saggezza e di rigore morale nella tua ricerca del denaro e del potere”.

PESCI

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Paolo Fox: Sarà un 2018 con tante luci e poche ombre, queste ultime dovute prevalentemente ai vostri stati umorali. Siete emotivi e recettivi, dunque come una spugna assorbite tutto, ma nel nuovo anno non dovete farvi condizionare da situazioni o persone che possono rappresentare un intralcio nel vostro percorso, con riferimento soprattutto alla sfera sentimentale.

Simon & The Stars: La parola d’ordine è “serendipità”: “Dopo questi cinque anni di preparazione, sei ‘pronto’ e puoi permetterti di seguire il flusso di un anno che metterà sul tuo cammino le più belle occasioni di crescita e di miglioramento in maniera del tutto naturale e spontanea”.

Branko: Il 2018 inizia per voi con una fortunatissima Luna Piena in Cancro, promette di concedervi finalmente tutte quelle opportunità che sono state negate negli ultimi tre anni con Saturno contro.

Marco Pesatori: “Da quanto tempo non vincevate la medaglia d’oro del segno più è fortunato? Da secoli. Premio d’alleggerimento, svuotamento dei gomitoli bagnati di pensieri che finalmente liberano la mente, cuore che torna a battere senza ritmi grigi dell’abitudine che mai avete sopportato”.

Brezsny: Secondo l’astrologo di Internazionale, per i Pesci sarà l’anno della liberazione: “Cosa ti lega? Cosa ti tiene chiuso a chiave? Ti invito a riflettere su queste domande. Una volta che avrai trovato le risposte, il passo successivo sarà meditare su come sciogliere quei nodi”. (ILARIA BETTI – HUFFPOST)

 

BRANKO

paolo fox

SIMON AND THE STARS

La settimana di Pesatori

Discorso di fine anno: Einaudi da record, lunghissimo Scalfaro

Discorso di fine anno: Einaudi da record, lunghissimo Scalfaro

(Foto Adnkronos)

Dai mini discorsi alla Nazione di Luigi Einaudi ai fiumi di parole di Oscar Luigi Scalfaro. Come da tradizione, ieri si è tenuto il consueto discorso di fine anno del Presidente della Repubblica, poco più di 10 minuti che sono serviti a Sergio Mattarella per parlare di futuro, giovani e lavoro. Un discorso conciso che ne fa uno dei più brevi nella storia del Quirinale, con sole 1.085 parole.

Le lezioni (svizzere) di Luigi Einaudi
 

 Ma quali sono stati i ‘tempi’ di tutti i Capi di Stato italiani dal primo discorso ad oggi? A cronometrarli ci ha pensato Openpolis, che ha stilato una lista di minuti e parole. Scoprendo che negli anni si sono fatti man mano più lunghi, più semplici, ma con più riferimenti politici. E consegnando lo scettro di ‘Presidente prolisso’ a Scalfaro per un discorso di ormai 21 anni fa.

 

pertini

Il primo discorso di fine anno di un Presidente della Repubblica è stato quello di Luigi Einaudi nel 1949, secondo anno del suo mandato, che ha inaugurato questa consuetudine non prevista dalla Costituzione. Sintetico, ha battuto ogni record di brevità l’anno successivo con sole 148 parole. Il suo discorso più lungo? 256. E se Gronchi, Segni, Saragat e Leone hanno di poco superato il predecessore (dalle 240 a un massimo di 1500 parole), Sandro Pertini ha quasi da subito dovuto rinunciare alla sintesi. E’ del 1978 il rapimento Moro, dell’80 il terremoto in Irpinia, e poi gli omicidi di mafia dell’82 e la strage del rapido 904 nel 1984, otto giorni prima del discorso di fine anno: minimo 1186 parole, massimo 3354 in mezz’ora nel 1983.

 
 

Nel 1985 è poi la volta di Francesco Cossiga che, contrariamente a quanto si possa pensare, non è riuscito a rompere alcun record: si va infatti da un massimo di 3542 parole pronunciate nel 1990 in poco più di mezz’ora a un minimo di 418 nel sibillino messaggio del ‘parlare non dicendo’ targato 1991, nel suo ultimo anno di mandato prima delle dimissioni avvenute 4 mesi più tardi.

Mi dimetto per servire la Repubblica, 25 anni fa l'addio di Cossiga

Francesco Cossiga, Presidente della Repubblica 1985- 1992 (dal sito del Quirinale)

Tre quarti d’ora e 4912 parole: a superare tutti è il successore di Cossiga, Oscar Luigi Scalfaro, nel 1997. Suo il mandato più prolisso, fra Tangentopoli e Par Condicio, con un minimo di parole nel messaggio di fine anno mai scese sotto le 2041. Mai sopra le 2000 invece Carlo Azeglio Ciampi, il cui consueto incipit ‘Care italiane e cari italiane’ è rimasto tuttavia nel cuore e nella mente dei cittadini.(Ansa)

In carica per quasi 10 anni, dal 2006 al 2015, Giorgio Napolitano non si è certo risparmiato nei tempi, classificandosi fra i più loquaci Presidenti e piazzando fra i primi dieci più lunghi discorsi di fine anno, quello in chiusura del 2012, composto da 2601 parole per oltre 20 minuti di tempo. 1930 parole, invece, per il primo anno di settennato per Mattarella, che nel 2015 ha esordito nel suo primo discorso di fine anno alla Nazione per circa 15 minuti. (ADNKRONOS)

Sergio Mattarella (Lapresse)

A Capodanno in diecimila sfidano il mare d’Olanda alla ricerca della fortuna perduta

Capodanno bagnato, anno fortunato. Per assicurarsi 365 giorni di buona sorte, in Olanda ogni primo dell’anno si sfidano le gelide acque del Mare del Nord. Ci sono più di duecento posti nei Paesi Bassi da cui si può tuffare. Ma in migliaia anche questa volta si danno appuntamento sulle spiagge di Scheveningen, a venti chilometri da L’Aia.  

Il tuffo di Capodanno è una tradizione nata nel 1920 in Canada. In Olanda il primo tuffo di gruppo «ufficiale» si è svolto nel 1960 a Zandvoort. A Scheveningen ha avuto inizio cinque anni più tardi, quando un intero club di nuoto ha deciso d’iniziare l’anno con un bel, gelido, tuffo in mare. E il loro pazzo gesto è diventato una tradizione prima locale poi nazionale, soprattutto dopo la sponsorizzazione di una marca di zuppa. 

 

 

 

L’appuntamento in spiaggia è alle 10,30. Il tempo di spogliarsi e prendere coraggio non sarà mai abbastanza. E al via, alle 12 in punto, si corre verso il mare, sfidando il freddo e le onde. Un gesto liberatorio e coraggioso, insomma: «Il miglior modo per iniziare l’anno belli freschi», citando le parole di chi ha provato l’ebrezza del tuffo. 

 

L’acqua è gelata, è inutile negarlo. Proprio come l’aria. Ma non c’è meteo che tenga: che piova o ci sia il sole, da 53 anni il tuffo di Scheveningen è garantito. Proprio come il divertimento. L’iscrizione, che include una zuppa fumante, costa 2 euro, di cui la metà viene devoluta in beneficenza. 

 

AP

 

«Immagina la situazione: con i postumi della sbornia per il troppo champagne bevuto la sera prima, il primo gennaio scosti le tende e guardi fuori. Sembra che faccia molto freddo, e ti chiedi con preoccupazione quanto possa essere gelida l’acqua del Mare del Nord. Il pensiero di doverlo sperimentare di persona ti fa inorridire, ma hai preso un impegno: per la prima volta nella tua vita, tra un paio d’ore farai un tuffo di Capodanno», ha scritto una ragazza sul blog ufficiale di Holland.com.  

 

«Non molto più tardi mi trovo, tremante dal freddo con indosso solo il bikini, sulla spiaggia della località balneare di Scheveningen, dove ha luogo il tuffo più famoso d’Olanda. Per l’occasione porto in testa, come tutti gli altri 10 mila partecipanti, una ridicola cuffia arancione. Orribile! Poi tutti cominciano a correre come dei pazzi e ad immergersi in acqua, e io con loro. L’acqua è ghiacciata e subito mi chiedo perché diavolo lo sto facendo. Non mi diverte per niente. Prima che l’acqua mi sia arrivata alla vita ho già deciso: questa è l’ultima volta!». 

 

 

«Il mio vicino ovviamente non la pensa come me, infatti si immerge completamente da una decina di anni. Quando gli domando perché è tanto felice in quell’acqua gelida, mi risponde con noncuranza: “Per me è una sfida bagnarmi nel mare gelido. Mi dà una sensazione fantastica. Devo ammettere però che nel mio corpo scorre ancora parecchio alcol, quindi non sento quasi il freddo”. Strana gente, questi olandesi…». (NOEMI PENNA LA STAMPA)

 

 

SPY FINANZA/ Il ballo sul Titanic del nuovo governo

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Questo è il classico articolo che meriterebbe davvero poche parole. E molti grafici, cui preoccuparsi soltanto di fornire adeguate didascalie. Poche righe, insomma. Perché, piaccia o meno, l’economia rimane scienza inesatta fatta di numeri, tabelle e percentuali. Mi scuserete, quindi, se tradirò questo principio e mi dilungherò un pochino più del necessario e partirò citando Ferruccio De Bortoli sul Corriere della Sera di sabato: nel suo editoriale dedicato alla campagna elettorale appena cominciata ufficialmente, di fatto poneva al centro della discussione quello che riteneva un tema dirimente. Ovvero, al netto di diverse ricette in campo economico e schermaglie sulle cifre, tutti gli attori politici sulla scena avevano un minimo comun denominatore: l’amore per il deficit e l’odio per il debito, inteso questo come accettazione di quel vincolo chiamato Fiscal compact che pare essere diventato il babau generale della politica italiana.

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De Bortoli ha ragione, quel minimo comun denominatore esiste. Ed è pericoloso, perché l’Europa – come vi dico da tempo – non ci garantirà più né flessibilità, né tantomeno margini per manovre non strutturali: da qui a un mese, la Germania avrà un nuovo governo e a quel punto smetterà di nascondersi a livello europeo, sancendo una linea di condotta che diverrà quella ufficiale di Bruxelles. Se così non sarà, ovvero se la Spd non accetterà una nuova Grosse Koalition con la Cdu di Angela Merkel, si tornerà al voto e lo si farà a ridosso proprio del nostro appuntamento con le urne del 4 marzo prossimo. Come dire, instabilità assicurata. E certamente, non sarà il Bund a ballare. Ce lo mostra questo grafico relativo al rendimento del nostro Btp decennale di venerdì scorso, quando è tornato per la prima volta sopra il 2% da ottobre.

Come mai quel movimento al rialzo? Timori sugli Npl per l’addendum della Bce? Qualche novità dalla relazione finale della Commissione sul sistema bancario? Qualche soggetto politico è tornato a mettere in discussione la nostra adesione all’euro? No, solo quanto si nota in quest’altro graico: ovvero, il fatto che l’unico acquirente di debito italiano ormai sia la Bce, gli altri stanno tutti vendendo. E noi non ce ne accorgiamo proprio per questo: ovvero, chi scarica lo fa – di fatto – direttamente nel bilancio dell’Eurotower onnivora, facendo unicamente cambiare titolare a quel debito senza prezzatura, né premio di rischio nella transazione. E i tassi di quel debito, giova ricordarlo, nel mondo reale senza Qe non sono certo quelli attuali, al netto dell’aumento di venerdì.

Cosa accadrà, quindi, quando il Qe sarà finito davvero? Davvero possiamo pensare di continuare a piazzare debito sul mercato, quello vero, ai tassi attuali accettati senza battere ciglio dalla Bce? E il costo del suo servizio, conseguentemente, che dinamica conoscerà? Non serve certo una laurea in economia per rispondere a queste domande: si tornerà a ballare. Quando? A settembre, se davvero la Bce manterrà la parola. O prima, magari in concomitanza del voto di marzo? Quello di venerdì è stato un segnale chiaro, nemmeno troppo in codice: le criticità italiane del 2011 sono rimaste tutte, ratio debito/Pil in testa. E, anzi, oggi sono aggravate dagli Npl, una pesante liability non presente nel cahiers de doleances di ormai sette anni fa. Ecco cosa attende il nuovo governo, al netto di proclami su carreggiate o ripartenze della nostra economia e, soprattutto, dei nostri conti pubblici. Capite perché Gentiloni è rimasto al suo posto? Capite perché la necessità spasmodica del Colle di giungere a questa conclusione di legislatura senza scossoni? Capite perché il Rosatellum-bis, ovvero la legge dell’ingovernabilità garantita? Capite perché, soprattutto, l’ipotesi di un governo di salute pubblica con guida Gentiloni appare già oggi lo sbocco naturale e ineluttabile del voto di marzo?

Anche perché c’è dell’altro e ce lo mostrano questi due ultimi grafici: le Banche centrali hanno un serio problema di liquidità, Bce compresa. I tassi repo cinesi a 7 giorni hanno toccato un premio di rischio del 6%, il massimo da fine anno del 2013. Non a caso non solo la Pboc ha permesso alle banche di usare le riserve della Banca centrale fino al 2% durante le celebrazioni del nuovo anno lunare di febbraio, di fatto un altro diluvio di liquidità nel sistema, ma nessuno esclude che qualcuno possa arrivare a un’altra moratoria sui cali di Borsa, simile a quella imposta a ottobre durante il Congresso del Partito.

Ma il secondo grafico ci mostra come le dinamiche di tensione monetaria siano presenti ovunque: nello yen, nell’euro e nella sterlina britannica. E sono i volumi a far pensare, visto che la Bce ha sfruttato le swap lines monetarie della Fed per 21 giorni e per un controvalore di 11,9 miliardi di dollari all’1,89% di interesse, il massimo da dicembre 2012, mentre negli ultimi 9 giorni la Bank of Japan ha fatto lo stesso per un controvalore di 101 milioni di dollari all’1,91%,massimo dal 4 ottobre.

Non è un bel segnale, fidatevi. Puzza molto di 2007. E questo è il mondo in cui andremo al voto, al netto di ricette miracolistiche, proclami e altre armi di distrazione di massa. Al netto di tutto questo, posso dirvi solo una cosa: i destini del nostro Paese non passeranno da Palazzo Chigi o via XX Settembre, chiunque prevalga il 4 marzo prossimo. Dipendiamo da altri e il nostro Paese sa cosa significa questa condizione. Per ora, limitiamoci a prendere atto di questo. Da parte mia, in più, buon anno a tutti. E speriamo bene. (MAURO BOTTARELLI – SUSSIDIARIO.NET)

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SPILLO/ Papa Francesco e il dono che vale più dei “comandamenti” della Borsa

La sofferenza non colpisce solo le minoranze perseguitate come i Rohingya o i giovani che faticano a trovare un lavoro, probabili poveri del domani.

Lapresse

Gesù Cristo oggi si chiama Rohingya. Tu parli di loro come fratelli e sorelle: lo sono. Penso a san Pedro Claver, che mi è molto caro. Lui ha lavorato con gli schiavi del suo tempo… e pensare che alcuni teologi di allora – non tanti, grazie a Dio – discutevano se loro avessero un’anima o no! La sua vita è stata una profezia, e ha aiutato i suoi fratelli e le sue sorelle che vivevano in una condizione vergognosa. Ma questa vergogna oggi non è finita. Oggi si discute tanto su come salvare le banche. Il problema è la salvezza delle banche. Ma chi salva la dignità di uomini e donne oggi?

La gente che va in rovina non interessa più a nessuno. Il diavolo riesce ad agire così nel mondo di oggi. Se noi avessimo un po’ di senso del reale, questo dovrebbe scandalizzarci. Lo scandalo mediatico oggi riguarda le banche e non le persone. Davanti a tutto questo dobbiamo chiedere una grazia: quella di piangere. Il mondo ha perso il dono delle lacrime. Sant’Ignazio, che faceva questa esperienza, chiedeva il dono delle lacrime. La faceva anche san Pietro Favre. Una volta esisteva il formulario di una Messa proprio per chiedere il dono delle lacrime. E la preghiera era: «Signore, tu che hai fatto scaturire acqua dalla roccia, fai sgorgare lacrime dal mio cuore peccatore». La sfacciataggine del nostro mondo è tale che l’unica soluzione è pregare e chiedere la grazia delle lacrime. Ma io questa sera davanti a quella povera gente che ho incontrato ho sentito vergogna! Ho sentito vergogna per me stesso, per il mondo intero! Scusate, sto solamente cercando di condividere con voi i miei sentimenti…“.

Sarà perché lavoro in Piazza Affari a Milano, ma questa volta le parole del Papa a un gruppo di Gesuiti del Myanmar e del Bangladesh, sono state un pugno nello stomaco, segno palese che ha ragione (la verità in fondo comincia a lavorarti dentro facendoti male). La city milanese, pur non godendo, diciamo, dello statuto speciale della gemella londinese, rappresenta una specie di isola nel cuore di Milano: a due passi da Piazza Cordusio e dal Duomo che, da mattina a sera, sono attraversate da un ritmo così frenetico da contagiare anche il più tranquillo turista. La piazza, invece, è dominata da una calma, a tratti piatta: pochi transiti, in certi momenti quasi un silenzio irreale, teatro ogni tanto di manifestazioni di lavoratori in sciopero, appartenenti per lo più a organizzazioni autonome, che vengono doverosamente a sfogare la loro rabbia contro i banchieri, ma dopo qualche (raro) fumogeno e qualche coro non benevolo, tutto ripiomba nella normalità, prova che il vero scompiglio non lo fanno le urla e i fumogeni, peraltro spesso lanciati da gente dai capelli grigi, o almeno non così giovane da protestare forse con più ragione.

A Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa Italiana, avvengono transazioni finanziarie di ogni genere, oltre a parecchi eventi mondani, come durante la settimana della moda o in occasione dell’avvio della quotazione di società, per i quali vengono spesi ingenti cifre; è il senso generale del primo comandamento: “non farai mancare il dividendo agli azionisti”, anche a costo di tagli impopolari. Sulla piazza o nei paraggi si affacciano anche alcuni tra i più rinomati studi legali che, naturalmente, traggono lauti profitti dal mondo sempre più articolato e complicato della finanza. Quasi tutti “colletti bianchi” rigidamente abbigliati, smartphone alla mano per non perdere ogni singola mail, o collegati via cuffie alle orecchie per discutere o negoziare anche durante la pausa pranzo. Eppure sempre più isolati e più soli, in un’apatia profonda, come se un’operazione chirurgica avesse asportato la capacità di sentire.

Emerge, in fondo, anche nel rapporto sul benessere equo-sostenibile (Bes) presentato a metà dicembre: pur in un clima generalmente positivo, dovuto all’uscita dalla crisi – benché non per tutte le fasce di popolazione -, la qualità delle relazioni sociali tende a peggiorare. Tra il 2015 e il 2016 sono diminuiti quanti si dichiarano soddisfatti per i rapporti familiari e sociali, basati sulla fiducia reciproca, con l’eccezione di alcune regioni, mentre è assai negativa la capacità dell’Italia di creare opportunità di lavoro per i giovani laureati, che sempre più frequentemente lasciano il Paese (nel 2016, il fenomeno ha riguardato circa 16 mila laureati).

I timori appaiono confermati da altre analisi: secondo una ricerca del Credit Suisse – citata da organi di stampa – i nati dopo gli anni ’80 (i cosiddetti “millennials”) faticano molto a costruire un proprio patrimonio rispetto alle generazioni nate fra il ’46 e il ’64, che hanno beneficiato di un lungo periodo di crescita, per certi aspetti unico, del ciclo economico; le ragioni possono essere varie: anni di crisi, minore disponibilità di posti di lavoro, retribuzioni basse, per non dire in molti casi da fame, contratti solo a tempo determinato o saltuari che alimentano precarietà e discontinuità contributiva previdenziale, tutte premesse che, salvo eccellenti profili (ma devono lavorare tutti e non solo i migliori), ne fanno verosimilmente i nuovi poveri di domani.(foto Osservatore Romano)

Il Papa parla dei Rohingya, ma non sono soltanto le minoranze o i poveri a soffrire. Si soffre a tutte le latitudini geografiche e umane; capita, ad esempio, che nella solitudine uno si perda del tutto e, a due passi dalla city, vicino alla centralissima Piazza San Babila, una donna salga in ufficio, posi la borsetta, avvii il PC e poi si suicidi buttandosi dall’ultimo piano, senza disturbare troppo. Davvero, il dono delle lacrime è forse il regalo più grande.GIAN LUCA BARBERO SUSSIDIARIO.NET)

 

Correntisti nel caos: Intesa chiede scusa

Prato, il direttore regionale della banca Luca Severini, che ha inglobato la Popolare di Vicenza, chiarisce quanto sta accadendo in questa fase di transizione.

PRATO. Prima sono rimasti scottati dai comportamenti quantomeno “disinvolti” della Banca Popolare di Vicenza (al centro di inchieste giudiziarie), ora si trovano a vivere giorni d’inferno per il passaggio dei propri conti correnti dall’ex Bpvi all’Intesa Sanpaolo. Alle sacrosante proteste dei correntisti, di cui si è interessato anche il sindaco Matteo Biffoni, risponde Luca Severini, direttore regionale Intesa Sanpaolo. «In merito ai disagi che alcuni clienti possono aver incontrato recandosi in questi giorni presso la propria filiale – risponde Severini – Intesa Sanpaolo vuole ricordare che l’operazione di integrazione della clientela delle ex banche venete ha riguardato 1, 5 milioni di conti correnti e oltre 2, 2 milioni clienti. Le problematiche legate alla migrazioni sono state minime e per la maggior parte dovute ad una inevitabile maggiore affluenza, anche solo per motivi informativi, della clientela che ha influito, in queste prime fasi, sulla consueta operatività bancaria. Ci scusiamo per questi disagi e vogliamo rassicurare la nostra clientela che eventuali disservizi saranno tempestivamente risolti, riducendo al minimo i disagi e attivandoci per la sistemazioni delle operazioni». Nel dettaglio, ecco come Intesa Sanpaolo ricostruisce quando è accaduto nelle ultime settimane a causa dell’operazione di migrazione dei sistemi informatici delle ex banche venete sulla piattaforma di Intesa Sanpaolo.Carlo Messina : "Senza di noi lo Stato avrebbe perso subito dieci miliardi di garanzie"

Codice Iban cambiato. «A fine settembre tutti i clienti – chiarisce la banca – hanno ricevuto una lettera che li informava dell’operazione e segnalava i passaggi operativi sui principali prodotti. Il codice Iban è stato cambiato, il cliente ha tempo di recedere dal contratto di conto corrente fino al prossimo 28 febbraio. Poiché la lettera informativa è stata mandata ai clienti a fine settembre, i clienti hanno quindi un ampio lasso di tempo, ben superiore ai 60 giorni canonici, per decidere se chiudere il proprio conto. Il cliente può continuare a utilizzare i moduli di assegni a sue mani fino ad esaurimento».

Carlo Messina, Ceo di Intesa SanpaoloCarlo Messina, Ceo di Intesa Sanpaolo
 

Accrediti e addebiti. Gli accrediti che perverranno in Intesa Sanpaolo con le vecchie coordinate, compresi quelli continuativi (es. stipendi e pensioni), saranno automaticamente indirizzati sulle nuove coordinate bancarie. Gli addebiti domiciliati, saranno automaticamente aggiornati affinché ogni addebito pre-autorizzato che pervenga in Intesa Sanpaolo sia eseguito con le nuove coordinate. In tutti i casi, i clienti sono invitati comunque a comunicare entro e non oltre qualche mese il nuovo codice Iban sia a chi dispone pagamenti a loro favore (ad es. al datore di lavoro) sia ai beneficiari dei pagamenti domiciliati (ad esempio al fornitore di energia elettrica)».

Del Vecchio: Messina  

Home banking. «Per quanto riguarda il servizio di home banking – specifica la banca –, il cliente riceve tutte le informazioni che gli occorrono per usare il nuovo Internet banking. È chiesto di effettuare alcune semplici azioni che gli consentiranno di gestire l’accesso con il suo smartphone, o se ne è sprovvisto, potrà ritirare in filiale una chiavetta fisica

Portafogli titoli. Il portafoglio titoli viene trasferito.

Carte di debito. Le carte di debito continueranno a funzionare fino al 31/03/2018, se pure con limitazioni relativamente all’importo massimo del singolo prelievo giornaliero (massimo 250 euro). Qualora il cliente lo vorrà, può sostituirle con le carte di pagamento Intesa Sanpaolo che consentono prelievi di 500 euro giornalieri. «L’evento di migrazione informatica – si sottolinea – non ha comportato alcuna conseguenza sul funzionamento e sull’operatività delle carte di credito detenute dai clienti. Le carte prepagate continueranno a funzionare fino al 30 marzo, anche se con alcune limitazioni». (Il Tirreno edizione di Prato) (LEGGI ARTICOLO DEL 30.12.2017 -CAOS AD INTESA SAN PAOLO EX BANCHE VENETE CON DUE FILMATI CONFERENZA STAMPA DI CARLO MESSINA A VICENZA)

 

Kim: “Pulsante nucleare su mio tavolo”

Kim: Pulsante nucleare su mio tavolo

 

Il dittatore nordcoreano Kim Jong-un apre il 2018 con una minaccia: il pulsante nucleare “è sempre sul mio tavolo”, i nostri missili possono raggiungere il territorio degli Stati Uniti, questa “è la realtà”, ma con Seul si può avviare un dialogo e la Corea del Nord potrebbe mandare una delegazione ai Giochi invernali del mese prossimo in Corea del Sud. Queste le parole di Kim nel messaggio di fine anno alla nazione, un messaggio durante il quale ha confermato i toni di sfida e minacciosi nei confronti degli Stati Uniti di Donald Trump, mentre si è mostrato più conciliante con Seul.

“Abbiamo raggiunto l’obiettivo di completare la nostra forza nucleare nel 2017 – ha scandito Kim nel discorso trasmesso in diretta tv – Noi abbiamo bisogno di produrre testare nucleari e missili balistici e accelerare il loro dispiegamento. Gli Stati Uniti devono sapere che il pulsante per le armi nucleari è sul mio tavolo. Questo non è un ricatto, ma la realtà”. Come realtà, ha proseguito il leader nordcoreano, è il fatto che il territorio degli Stati Uniti possa essere raggiunto dai missili lanciati dal ‘remo eremita’.

 

L’intera area del territorio degli Stati Uniti – ha minacciato Kim, vestito con giacca e cravatta e non con la tradizionale divisa nordcoreana – si trova nel raggio di un nostro attacco nucleare. Gli Stati Uniti non potranno mai iniziare una guerra contro di me ed il nostro Paese. Queste armi saranno usate solo se la nostra sicurezza sarà minacciata”. Alla richiesta di un commento sulle dichiarazioni del leader nordcoreano, il presidente americano Donald Trump ha risposto con un laconico: “Vedremo, vedremo”.

Conclusa la parte del discorso di sfida agli Stati Uniti, Kim si è rivolto alla Corea del Sud, dicendosi “aperto al dialogo”. “Il 2018 è un anno significativo per il Nord e per il Sud, con il Nord che celebra il 70mo anniversario della sua nascita e il Sud che ospita i Giochi invernali – ha detto Kim – I Giochi saranno una buona occasione per il Paese, speriamo sinceramente che abbiano successo. Siamo pronti a prendere varie misure, tra cui l’invio di una delegazione e, a questo scopo, le due Coree devono incontrarsi immediatamente”. (Adkronos)

Olimpiadi

Corea del Sud. Si atterra a Seoul per andare a PyeongChang

Perché nessuno è riuscito a fermare Kim Jong Un e il sogno nucleare della Corea del Nord

Per il dittatore celebrerà il 2018 sarà l’ano del trionfo definitivo. Grazie ai missili con cui tiene in ostaggio il mondo. Ma anche per la nuova crescita economica e un Pil aumentato del 3,9 per cento nonostante l’embargo

DI MAARCO RESTELLI – FOTO DI MAX PINCKERS       

L’ESPRESSO

Perché nessuno è riuscito a fermare Kim Jong Un e il sogno nucleare della Corea del Nord
Un parco a Pyongyang; Kim Il-sung e Kim Jong-il
Chi ha permesso al “Piccolo Kim” di giocare con una fionda nucleare? Salito al potere nel 2011 a soli 27 anni, Kim Jong-un è il più giovane capo di Stato del mondo e il 28 novembre 2017 ha fatto l’upgrade alla sua fionda. Che ora ha tredicimila chilometri di gittata e lanciando il missile Hwasong 15 può colpire il territorio degli Stati Uniti. Ma anche l’Europa. Ovviamente, questa inedita capacità offensiva costituisce un giro di boa, un punto di non-ritorno nelle relazioni fra la Corea del Nord e il mondo.

A fronte di ciò, l’Occidente ha collezionato una serie di figure penose. Donald Trump è già il quarto presidente americano ad aver giurato solennemente: «Bloccherò il programma nucleare nordcoreano». Ma prima di lui avevano fatto la stessa vana promessa Bill Clinton, George W. Bush e Barack Obama, tutti alternando sanzioni economiche, minacce più o meno esplicite, pressioni sulla Cina e trattative multilaterali. Risultato? A partire dal 1984 i “tre Kim” succedutisi al potere hanno realizzato una continua escalation militare: 16 lanci di missili nucleari durante il regno del “Grande Leader” Kim Il-sung; 47 missili durante il regno del figlio, il “Giovane Leader” Kim Jong-il; 92 lanci effettuati dal nipote, il “Supremo Leader” Kim Jong-un, nel breve lasso di tempo dal 2011 al 2017. Così, ora, Kim può tenere l’intero pianeta col fiato sospeso.

La situazione attuale ha origine nel contesto della disastrosa politica asiatica perseguita dai servizi segreti americani fra la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta del secolo scorso. Alcuni errori di questa politica sono ben noti, come quello di fornire ai mujaheddin afghani armi pesanti in chiave antisovietica, senza considerare la possibilità che poi quelle armi venissero rivolte contro l’Occidente. Ma altri errori, altrettanto gravi, sono assai meno noti. Per esempio il fatto che i servizi americani permisero a una nazione alleata (ma con catene di comando instabili e inaffidabili), cioè il Pakistan, di vendere tecnologia nucleare e segreti militari a numerosi soggetti. Si scatenò un vero festival del contrabbando, il cui protagonista fu per lungo tempo Abdul Qadeer Khan: il padre stesso della bomba atomica pachistana, lo scienziato che collaborava con la Cia, ma che al contempo riforniva di tecnologie pericolose vari “Stati canaglia” nemici degli Usa. Fra cui la Corea del Nord. Fu così che, grazie all’aiuto pachistano e agli occhi chiusi degli americani, il “Grande Leader” Kim Il-sung poté iniziare nel 1984 il lancio di missili. L’attività di Khan fu poi ammessa e denunciata ufficialmente, nel 2005, dal presidente pachistano Musharraf. Troppo tardi.

Dopo avere ottenuto ciò che le serviva sul mercato nero globale, oggi la monarchia post-comunista di Pyongyang mostra di avere imparato bene le regole del gioco e si pone nel ruolo del venditore. Più volte nel corso del 2017 ha cercato di recapitare armi chimiche (fortunatamente intercettate) a quel che resta del regime siriano di Bashar Assad e nel settembre 2017 un rapporto Onu segnalava «cittadini nordcoreani in Siria intenti a sviluppare traffici di tecnologie missilistiche… con il rischio che alcune armi di distruzione finiscano nelle mani di gruppi terroristici». Un legame di collaborazione, quello fra Pyongyang e Damasco, consolidato da molti anni e che portò alla realizzazione dell’impianto nucleare siriano di al-Kibar (“clonato” da una centrale nordcoreana), che venne poi distrutto nel 2007 da un blitz dell’aviazione israeliana. Dopo il blitz, in Siria furono ritrovati i cadaveri di parecchi tecnici nordcoreani.

Una fermata della metropolitana di...
Una fermata della metropolitana di Pyongyang

Ma nell’ultimo decennio i rovesci sono stati molti meno dei successi, per la Corea del Nord. E adesso il regime ha dettato alla Tv di Stato un annuncio, tanto sibillino a orecchie occidentali quanto in realtà denso di significati: «il Juche 107 sarà l’anno in cui festeggeremo il settantesimo anniversario della fondazione dello Stato e in cui il mondo riconoscerà il trionfo definitivo del glorioso popolo nordcoreano».

Questo breve passaggio tv richiede, per rivelare le sue implicazioni, una traduzione culturale. Anzitutto si sta parlando del 2018, ma Pyongyang segue un calendario – politico – diverso dal nostro. La Repubblica Popolare Democratica di Corea fu fondata ufficialmente nel 1948, per cui il 2018 vedrà fastose celebrazioni per i Settanta anni dello Stato. Ma la parte più significativa dell’annuncio televisivo sta nelle due parole «trionfo definitivo». Esse alludono al completamento del programma nucleare conseguito con il missile intercontinentale lanciato il 28 novembre 2017. Il perfezionamento dell’arsenale nucleare diventerà così, l’anno prossimo, il vessillo della vittoria del regime nordcoreano di fronte alle «falsità e minacce» del mondo occidentale. La miglior prova dell’efficacia del regime. Che nel 2018 potrà celebrare se stesso in barba alle mille accuse di violenza e totalitarismo provenienti dall’Occidente: basti pensare che l’edizione 2017 dell’Indice Mondiale della Libertà di Stampa, curato da Reporter Senza Frontiere, attribuisce alla Nord Corea l’ultimo posto in classifica, cioè il centottantesimo su centottanta Paesi considerati.

Ma queste accuse non arrivano ai coreani. E al “Piccolo Kim” è sufficiente controllare la Tv di Stato. Tornando dunque a quell’annuncio televisivo, l’altra parola-chiave su cui porre l’attenzione è «Juche». Che significa «nell’anno Juche 107?». L’ideologia di Stato fa coincidere l’anno uno della Nuova Era con l’ anno di nascita del “Grande Leader” Kim Il-sung, il 1912: il 2018 dunque sarà il 107° anno della «Juche». La parola si può tradurre con «autosufficienza» e identifica l’ideologia ufficiale illustrata nel 1955 da Kim Il-sung in un discorso con questo accattivante titolo: «Eliminazione del dogmatismo e del formalismo e costituzione della Juche nel lavoro ideologico». Si trattava di un mix di marxismo-leninismo, autarchia economica ed esasperato nazionalismo. Un mix in cui, col tempo, alcuni elementi hanno perso importanza – il comunismo in particolare, sparito dall’edizione 2009 della Costituzione nordcoreana – mentre altri sono diventati più centrali.

Telefoni in vendita in un grande...
Telefoni in vendita in un grande magazzino di Pyongyang

Al primo posto oggi c’è un nazionalismo intrecciato a un culto della personalità dei “tre Kim”, culto che sconfina apertamente nella mistica. I tre Kim vengono infatti ufficialmente chiamati (in barba alle origini comuniste dello Stato) «Dinastia del Monte Paektu», un vulcano attivo che la mitologia coreana venera come montagna sacra abitata da esseri semi-divini, Figli del Cielo, fondatori del primo Regno di Corea in epoche antichissime. Ebbene, l’ideologia ufficiale della Corea del Nord, la «Juche», associa in vario modo i tre Kim a questa montagna sacra, ricca di poteri magici e personaggi mitologici, e attribuisce solo alla «linea di sangue del Monte Paektu», cioè ai discendenti di Kim Il-sung, il diritto e la capacità infallibile, «per sangue», di guidare il popolo nordcoreano.

Così, fra culto mistico del capo e parate di missili nucleari, il regime fra un mese comincerà a festeggiare i successi della «Juche» in campo politico, militare e anche economico. Lasciate alle spalle le spaventose carestie alimentari del passato, Pyongyang si è trasformata nella scintillante e ingannevole vetrina del regime: grattacieli, automobili e smartphone in città, relativa arretratezza nelle campagne, ma ovunque disciplina ferrea e nessuna pietà per i dissidenti. E oggi la Corea del Nord sorprende anche per la sua performance economica. I numeri – come tutto il resto nel Paese – sono coperti dal segreto, ma secondo la Banca Centrale di Seul il Pil della tetra Corea del Nord nel 2016 è cresciuto del 3,9 per cento, mentre quello della libera Corea del Sud soltanto del 2,8.

Agli attoniti occidentali resta da tirare alcune conclusioni. Intanto, il tramonto della «teoria del pazzo», così cara a Trump, che aveva variamente definito «uomo-razzo» e «cane bagnato» Kim Jong-un, il quale si è rivelato invece un politico abile (basti pensare a come ha saputo mantenere i rapporti con la Cina, pur senza piegarsi alle sue richieste) e nient’affatto irrazionale.

In secondo luogo, il tramonto della teoria del «first strike». Giunti a questo punto, un’azione militare americana contro la Corea del Nord è impensabile, perché la capacità di risposta di Pyongyang sarebbe di tale scala da provocare un immenso bagno di sangue. Come ha dichiarato il generale Jan-Marc Jouas, ex comandante delle truppe americane nell’area, «contro la Corea del Nord si potrebbe perdere».

Guida turistica
Guida turistica

Infine, alla domanda «cosa spera di ottenere la Corea del Nord dotandosi di armi nucleari e minacciando il mondo?» bisogna darsi la risposta che sin dall’inizio appariva come la più logica. Lo fa per autoconservazione.

I monarchi post-comunisti della Dinastia del Monte Paektu non vogliono che il loro Paese faccia la fine della Germania Est, assorbita senza sparare un colpo dalla Germania capitalista. E tantomeno vogliono, per se stessi, la fine che fece Muammar Gheddafi. Nel 2003 il leader libico, ascoltando promesse e lusinghe di George Bush, accettò di rinunciare al suo arsenale di armi nucleari e chimiche. Ma le promesse americane non furono mantenute e otto anni dopo gli Usa e la Nato fecero la loro parte nell’abbattere il leader libico, lasciando che una banda di ribelli lo uccidesse. Quasi nessuno, allora, fece caso al commento della Corea del Nord: «La caduta di Gheddafi costituisce una grave lezione per chiunque pensi di poter rinunciare alla propria capacità di difesa». Era il 2011 e il “Piccolo Kim” aveva appena preso lo scettro del potere nella Corea del Nord.

Quand’era un ragazzino e studiava in Svizzera sotto falso nome, il “Piccolo Kim” si sentiva un pacifista. Scrisse fra l’altro una poesia intitolata «Il mio mondo ideale», in cui sognava di bandire le guerre, le armi nucleari, e di combattere il terrorismo insieme al suo eroe dell’epoca: l’attore americano Jean-Claude Van Damme, esperto di arti marziali. Poi il Piccolo Kim divenne il Supremo Leader. E chissà se oggi, nelle ovattate stanze del potere di Pyongyang, gli arrivano gli echi dello strazio dei contadini che hanno figli deformi con malattie orribili perché vivono nelle aree dove il regime compie i suoi esperimenti nucleari.