Borsa: i titoli da monitorare nel 2018 (2a parte)

Quali saranno le storie di Borsa da seguire nell’anno nuovo? Ecco una breve rassegna dei titoli non finanziari da tenere sott’occhio nei prossimi mesi…

Il 2018 si prospetta come un anno impegnativo per la Borsa di Milano tra nuove quotazioni, elevate incertezze di natura politica e grandi problemi ancora da risolvere per alcuni dei principali protagonisti delle cronache finanziarie. Quali saranno i titoli da osservare con attenzione l’anno prossimo? Finanza Report ha cercato di rispondere a questa domanda anche sulla base di quanto avvenuto durante il 2017. Si è partiti con i titoli finanziari e in particolare con quelli del settore bancario, già grandi protagonisti, nel bene e nel male, di Piazza Affari negli ultimi mesi. La rassegna si conclude oggi con le azioni delle società non finanziarie.

Fca – Sarà un anno estremamente importante il gruppo automobilistico italo-statunitense. tra pochi mesi sarà presentato il nuovo piano industriale che dovrà fornire risposte chiare a molte domande, in particolare sul destino di molti stabilimenti italiani, sulle alleanze e sugli investimenti nella mobilità del futuro. Con il 2018 si apre anche la corsa alla successione dell’a.d. Sergio Marchionne. Sul tavolo rimangono aperti diversi dossier su operazioni straordinarie, in primis lo scorporo di Magneti Marelli. Performance 2017: +72,79%. Prezzo (29 dicembre): 14,91 euro. Target price medio: 15,23 euro.

Ferrari – Le azioni del Cavallino Rampante sono state tra le grandi protagoniste degli ultimi due anni anche grazie ai continui record commerciali e finanziari. Dopo mesi e mesi di crescita, tra breve si avrà qualche dettaglio sulle strategie per il futuro, a partire dallo sbarco in segmenti finora inesplorati. Performance 2017: +52,67%. Prezzo (29 dicembre): 87,45 euro. Target price medio: 99,71 euro.

Atlantia – Il 2017 è stato un anno effervescente per la holding italiana delle concessioni autostradali, diventata grande protagonista delle cronache finanziarie da maggio in poi grazie al lancio dell’offerta pubblica d’acquisto sulla spagnola Abertis. La controfferta avanzata dalla Acs di Florentino Perez, per il tramite della controllata tedesca Hochtief, ha sparigliato le carte in tavola ma gli italiani sono pronti ormai da mesi alla battaglia. Performance 2017: +18,24%. Prezzo (29 dicembre): 26,32 euro. Target price medio: 27,93 euro.

Leonardo – Non sarà solo Fca, tra i grandi titoli dell’industria italiana, a presentare il nuovo piano industriale. Lo farà anche la ex Finmeccanica. L’a.d. Alessandro Profumo ha scelto Vergiate per presentare a fine gennaio il nuovo corso della holding della Difesa. La scelta è emblematica: nella cittadina in provincia di Varese ha sede AgustaWestland, il cuore delle attività in quel campo degli elicotteri che tanti problemi hanno causato l’anno scorso. Performance 2017: -25,64%. Prezzo (29 dicembre): 9,92 euro. Target price medio: 13,57 euro.

Luxottica – Il 2018 dell’azienda di occhialeria avrà un unico grande catalizzatore: la fusione con i francesi di Essilor. I prossimi mesi saranno cruciali per capire le intenzioni delle autorità antitrust europee, che, a dispetto delle iniziali previsioni, hanno deciso di mettere sotto osservazione in maniera approfondita l’operazione. Performance 2017: +0,1%. Prezzo (29 dicembre): 51,15 euro. Target price medio: 53,21 euro.

Mediaset – A breve si conosceranno i dettagli dell’accordo di pace con Vivendi, mentre i prossimi mesi dovranno confermare i segnali di rinascita del gruppo televisivo. La vittoria sulla Rai per i Mondiali di Calcio e l’accordo con Telecom sui contenuti sono stati solo i primi passi di un rilancio da tempo auspicato dal mercato ma ora tocca al management mettere a frutto il lavoro del 2017. Performance 2017: -21,41%. Prezzo (29 dicembre): 3,23 euro. Target price medio: 3,35 euro.

Telecom – La società di telecomunicazioni dovrà affrontare nel 2018 diversi dossier rimasti ancora irrisolti. Oltre all’accordo con Mediaset i vertici dovranno risolvere i problemi sorti in seno al Cda per l’accordo di joint venture con la Canal Plus della controllante Vivendi e quantomeno iniziare a dare un senso alla continua battaglia sul fronte della rete. Performance 2017: -13,25%. Prezzo (29 dicembre): 0.596 euro. Target price medio: 1 euro.

Fincantieri – Il 2017 è stato l’anno del grande accordo per l’acquisto dei cantieri francesi di Stx. Il 2018, invece, sarà sempre caratterizzato dai colori della bandiera transalpina: il mercato attende sviluppi nelle trattative per creare con Naval Group una nuova realtà specializzata nella cantieristica navale militare. Performance 2017: +161,88%. Prezzo (29 dicembre): 1,25 euro. Target price medio: 1,23 euro.

Enel – I prossimi mesi diranno quanto valida sia la nuova strategia del colosso elettrico nel campo dei nuovi servizi. La società romana si è lanciata nel business promettente delle colonnine di ricarica per le auto elettriche nonché nella controversa battaglia per le reti di telecomunicazione. Sul tavolo del management non mancano dossier di crescita, in particolare nelle rinnovabili e in Sud America. Performance 2017: +21,62%. Prezzo (29 dicembre): 5,13 euro. Target price medio: 5,68 euro.

Eni – Il 2018 sarà l’anno della definitiva ripresa dei prezzi del petrolio? Molti sono i dubbi che leggano nelle analisi di esperti e analisti, ma il gruppo petrolifero dovrà comunque proseguire sulla strada imboccata negli ultimi anni con il crescente focus sulle attività di produzione ed esplorazione che hanno portato al record produttivo poche settimane fa. Performance 2017: -11,64%. Prezzo (29 dicembre): 13,8 euro. Target price medio: 15,51 euro.

Saipem – Il 2017 è stato un altro anno impegnativo per la società di servizi petroliferi. Il mercato dovrebbe puntare tutta l’attenzione sulla capacità di Saipem di raccogliere nuovi ordini grazie alla ripresa degli investimenti da parte delle grandi major petrolifere e alla nuova strategia di diversificazione in settore finora non presidiati. Performance 2017: -31,02%. Prezzo (29 dicembre): 3,8 euro. Target price medio: 4,01 euro. ( Rosario Murgida Finanza Report)

Borsa: i titoli da monitorare nel 2018 ( prima parte)

Quali saranno le storie di Borsa da seguire nell’anno nuovo? Ecco una breve rassegna partendo dai protagonisti assoluti del 2017: i titoli finanziari…

Il 2018 si prospetta come un anno impegnativo per la Borsa di Milano tra nuove quotazioni, elevate incertezze di natura politica e grandi problemi ancora da risolvere per alcuni dei principali protagonisti delle cronache finanziarie. Quali saranno i titoli da osservare con attenzione l’anno prossimo? Finanza Report ha cercato di rispondere a questa domanda anche sulla base di quanto avvenuto durante il 2017. Si parte con i titoli finanziari e in particolare con quelli del settore bancario, già grandi protagonisti, nel bene e nel male, di Piazza Affari negli ultimi mesi.

Creval – Uno dei titoli che attiverà da subito grandi attenzioni sarà il Credito Valtellinese. Il suo mega aumento di capitale da 700 milioni di euro ha già generato conseguenze negative sull’andamento dei titoli bancari durante lo scorso autunno e ora sarà interessante verificarne l’andamento anche per capire la propensione degli investitori verso un settore che, forse più di altri, sentirà gli effetti dell’incertezza politica dei prossimi mesi. Performance da inizio anno: -66,9%. Prezzo (28 dicembre): 1,23 euro. Target price medio: 1,79 euro.

Carige – Concluso con un sostanziale successo il proprio aumento di capitale, la banca ligure si trova ancora sotto i radar delle autorità di vigilanza per questioni legate alla governance. Non solo. I prossimi mesi saranno cruciali per quel piano di rafforzamento patrimoniale da oltre un miliardo di euro partito appunto con la ricapitalizzazione. Performance da inizio anno: -69,3%. Prezzo (28 dicembre): 0,0083 euro. Target price medio: 0,01 euro.

Mps – Gli occhi degli investitori non potranno non essere ancora puntati sul titolo della banca senese. Portata a termine l’operazione di salvataggio, Mps è di nuovo una banca a controllo pubblico e ora si trova alle prese con un piano di rilancio ambizioso caratterizzato soprattutto da una continua pulizia di bilancio. Performance da inizio anno: -73,9%. Prezzo (28 dicembre): 3,93 euro. Target price medio: 4,3 euro.

Banco Bpm – La banca guidata da Giuseppe Castagna rimarrà sotto i riflettori soprattutto per la questione degli Npl. Il programma di cessione delle sofferenze, come ammesso recentemente dal top-manager, potrebbe superare il target concordato con la Bce di 3 miliardi, con ulteriori dismissioni quindi rispetto agli 8 miliardi già programmati. E’ stato escluso un aumento di capitale, ma gli ultimi mesi hanno dimostrato che le autorità di vigilanza possono sempre chiedere ricapitalizzazione anche non volute. Performance da inizio anno: +16,1%. Prezzo (28 dicembre): 2,66 euro. Target price medio: 3,54 euro.

Ubi Banca – Il 2018 sarà l’anno del ritorno a una governance tradizionale. E’ infatti partito l’iter per l’adozione del sistema monistico con l’abbandono dell’attuale duale rappresentato dalla presenza di un consiglio di gestione e di uno di sorveglianza. Performance da inizio anno: +50%. Prezzo (28 dicembre): 3,72 euro. Target price medio: 4,29 euro.

Bper – Il gruppo guidato da Alessandro Vandelli affronterà un anno impegnativo con l’obiettivo di imprimere un colpo di acceleratore alle strategie di riduzione delle esposizioni ai crediti deteriorati. Performance da inizio anno:-14,6%. Prezzo (28 dicembre): 4,32 euro. Target price medio: 5,34 euro.

Intesa Sanpaolo – Per quanto solida e apparentemente senza problemi di nessun tipo, anche la banca lombardo-piemontese sarà una delle protagoniste del 2018. A febbraio sarà presentato il nuovo piano di impresa che dovrebbe rafforzare le strategie di espansione in aree di mercato come il risparmio gestito, le assicurazioni e il private banking. Performance da inizio anno:+15,2%. Prezzo (28 dicembre): 2,79 euro. Target price medio: 3,15 euro.

Unicredit – L’istituto milanese ha attratto tutte le attenzioni del mercato nei primi mesi dell’anno per il suo aumento di capitale da ben 13 miliardi di euro. Pochi giorni fa è stato presentato l’aggiornamento del piano strategico e ora Unicredit si trova ad affrontare un 2018 che non dovrebbe discostarsi da quanto visto nel 2017. La strategia di dismissioni e di continua pulizia di bilancio non dovrebbe essere abbandonata. Sempre che l’a.d. Jean Pierre Mustier non voglia fare qualche sorpresa puntando a partecipare all’auspicato consolidamento del settore europeo. Performance da inizio anno:+15,6%. Prezzo (28 dicembre): 15,85 euro. Target price medio: 19,52 euro.

Mediobanca – L’anno nuovo vedrà probabilmente imprimere un’accelerazione alla trasformazione di Piazzetta Cuccia, sia sul fronte della governance con il superamento del patto e una presenza sempre più massiccia dei fondi, sia per gli obiettivi di crescita nel wealth management. Performance da inizio anno:+23,3%. Prezzo (28 dicembre): 9,56 euro. Target price medio: 10,24 euro.

Generali – Anche le assicurazioni saranno interessanti da seguire l’anno prossimo e quando in Italia si parla di polizze non si può non parlare di Generali. Il 2018 sarà un anno impegnativo per i vertici del Leone di Trieste? Di sicuro proseguiranno le attività di cessione di business ormai marginali e sarà rafforzato l’impegno nel campo degli Npl ma il titolo sarà monitorato probabilmente più per fattori endogeni legati alla partecipazione di Mediobanca. Performance da inizio anno:+9%. Prezzo (28 dicembre): 15,39 euro. Target price medio: 16,53 euro.

Cattolica – Il 2017 delle assicurazioni ha visto un protagonista assoluto nella compagnia veronese. Al di là della campagna di espansione con gli accordi di joint venture sottoscritti con Banco Bpm, il titolo è salito agli altari delle cronache finanziarie per l’ingresso nel capitale di Warren Buffett e il mercato ha iniziato a delineare scenari e ipotesi di grande espansione grazie al possibile sostegno del finanziere più famoso al mondo. Saranno ora i prossimi mesi a rispondere alle aspettative degli investitori. Performance da inizio anno:+61,4%. Prezzo (28 dicembre): 8,99 euro. Target price medio: 10,45 euro.

Unipol – La compagnia bolognese dovrà una volta per tutte risolvere il suo grande problema: Unipol Banca. Sarà valorizzata, magari tramite un’operazione straordinaria? La risposta arriverà nei prossimi mesi. Rimane il fatto che l’istituto di credito controllato da Unipol deve assolutamente procedere con iniziative di riduzione delle sofferenze, arrivate ormai su livelli eccessivi. Performance da inizio anno:+14,9%. Prezzo (28 dicembre): 3,93 euro. Target price medio: 4,55 euro. ( Robert Murgida Finanza Report)