Banche, faccia a faccia con la Bce sugli Npl

La settimana prossima in Bankitalia un summit tra la presidente della Vigilanza Danièle Nouy e una decina fra i maggiori istituti. In agenda le nuove regole draconiane sui crediti deteriorati.


 
 

Se qualche banchiere italiano ha qualcosa da dire a Danièle Nouy, capo della vigilanza Bce, potrà farlo nel corso di un faccia a faccia in calendario la settimana prossima in Bankitalia. 

Il summit vedrà sedersi intorno a un tavolo la presidente del Supervisory Board di Francoforte e una decina di banche cosiddette ‘significant’ italiane, quelle con attività totali superiori a 30 miliardi (a partire da Unicredit, Intesa Sanpaolo, Banco Bpm e via via tutte le altre). Un incontro, quello dei banchieri italiani con la Vigilanza Ssm e il Direttorio della Banca d’Italia guidato dal Governatore Ignazio Visco, che si era svolto anche nel gennaio dello scorso anno. ma che questa volta giunge al culmine di un braccio di ferro sulle nuove regole per i crediti deteriorati contenute nel famigerato addendum della Bce, tuttora un fattore di rischio per le banche italiane nonostante i tentativi di ricondurre i falchi della vigilanza europea a più miti consigli. Anche i rilievi mossi dal parlamento europeo non avrebbero convinto la Bce a desistere. E la signora Nouy atterrerà a Roma (il 16 gennaio, ma il vertice dovrebbe svolgersi il giorno seguente) con l’intenzione di guardare negli occhi la controparte italiana, e ascoltarne le ragioni. 

L’incontro precede infatti di poche settimane le decisioni della vigilanza Bce, attese per marzo, sull’addendum. I banchieri italiani sono stati tra i più critici sul meccanismo di svalutazione automatica degli Npl (7 anni per i garantiti e 2 anni per i non garantiti) mettendone in risalto gli effetti pericolosi per la maggiore dote di capitale richiesta e per l’imposizione di maggiori costi. 

Al summit di via Nazionale è attesa solo una decina di banche “significant” rispetto alle tredici invitate lo scorso anno. Alcune nel frattempo hanno ridotto la loro taglia mentre altre, come la popolare di Vicenza, non esistono più. (Finananzareport)