Berlusconi: a ministero economia andrà un tecnico

Secondo il leader di Forza Italia dovrà essere un esperto ma capire l’economia reale. Intanto Padoan correrà per il Pd


Il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi

Il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi
 

“Andremo al governo dell’Italia. Il nostro ministro dell’Economia? Sarà un tecnico”. Lo afferma Silvio Berlusconi dopo l’accordo stretto domenica scorsa con gli alleati Matteo Salvini della Lega e Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia.

Per il Cavaliere l’importante casella del Tesoro andrà riempita quindi con un esperto della materia, ma che sia anche conscio delle “sofferenze” che emergono dall'”economia reale”, ha detto Berlusconi in un’intervista rilasciata al Foglio

“L’Italia cresce, è vero, ma meno dell’Europa”, ha sottolineato nell’intervista Berlusconi, che sente già la vittoria in pugno, forte di sondaggi fin qui favorevoli in vista del voto politico del prossimo 4 marzo. “L’Italia non vive isolata dal mondo – spiega l’ex premier -, i risultati economici di un governo vanno giudicati in base allo scenario internazionale in cui si collocano. Noi abbiamo governato nel bel mezzo della peggiore crisi economica mondiale del dopoguerra, ora siamo nel pieno di una fase di crescita molto sostenuta in alcune regioni del pianeta, e rilevante anche in Europa. L’Italia oggi cresce, certo, come tutto il mondo, ma cresce la metà del resto dell’Unione Europea. È un risultato del quale andare fieri? Il nostro ministro dell’economia dovrà essere ovviamente un tecnico autorevole, ma anche una persona che conosca l’economia reale, abbia ben chiaro che esiste una sofferenza diffusa nel sistema economico, e che tenere i conti in ordine è un obbiettivo che si realizza meglio se il Paese ricomincia a crescere davvero”.

Intanto, un “tecnico” del governo uscente diventa “politico”, ed è proprio il ministro del Tesoro Pier Carlo Padoan, che si “iscriverà” al Pd. “Ci sono stati dei colloqui e mi sono reso disponibile” ad una candidatura, ha detto Padoan a margine di una conferenza sul quadro finanziario pluriennale dell’Ue oggi a Bruxelles. Il ministro ne ha approfittato per difendere la riforma Fornero, che “si può correggere” mentre abolirla “sarebbe un gravissimo errore”. La riforma Fornero “è uno dei pilastri del sistema pensionistico italiano e della sostenibilità del sistema finanziario del Paese. Naturalmente le correzioni sono sempre possibili”, ha detto criticando la proposta del centrodestra di superare la riforma. 

Su quest’ultimo tema, da registrare anche l’intervento del Movimento 5 Stelle.“Chi ha votato la legge Fornero nel 2012, come Berlusconi e la Meloni, Forza Italia e la destra, ha credibilità zero nel proporre la sua abolizione oggi. Sono le solite promesse da Pinocchio di Berlusconi, quello del milione di posti di lavoro mai visti…». Lo ha dichiarato Nunzia Catalfo, capogruppo del M5S in Commissione Lavoro al Senato. (Finanza Report)