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Un’analisi di Mediobanca Securities sulle banche italiane rivela che dopo la cessione di 26,1 miliardi di sofferenze Mps dovrà cedere altri 11 miliardi di Npl

Seduta in rosso per il titolo Banca Mps a Piazza Affari, complice uno studio di Mediobanca Securities sul comparto bancario italiano all’indomani della fumata nera con cui si è concluso l’incontro a Roma dei rappresentanti delle maggiori banche italiane, della vigilanza di Banca d’Italia e del presidente del Supervisory Board della Bce, Daniele Nouy. Nouy ha infatti ribadito la necessità di procedere senza esitazione in una ulteriore pulizia di bilancio, confermando l’entrata in vigore dal prossimo marzo dell’addendum della Bce che prevede una più rigida disciplina nella copertura dei crediti deteriorati (copertura al 100% per i crediti deteriorati non garantiti entro 2 anni, entro 7 anni per quelli garantiti).

mps

 

 

Mps per Mediobanca deve cedere altri Npl.Concentrandosi su Mps, gli uomini di Piazzetta Cuccia hanno sottolineato in particolare come oltre alla prevista cessione di 26,1 miliardi di sofferenze, ormai in dirittura d’arrivo, l’istituto guidato da Marco Morellidovrà comunque cedere altri 11 miliardi di euro di Npl (a fronte di 19,6 miliardi di Npl lordi esistenti a fine settembre, ndr) per far calare entro il 2019 l’Npe ratio, ossia il rapporto fra Npe (Non performing exposures) lordi e crediti lordi, entro il 10%.

Il problema è che 2 di questi 11 miliardi secondo gli analisti non sono ancora previsti nel business plan della banca senese (che per il 2018 prevede la cessione di portafogli minori e legati a crediti di leasing per 2,6 miliardi di euro in totale). La buona notizia, se così si vuole, è che in base alle ultime transazioni principali su portafogli di Npl gli uomini di Mediobanca prevedono che la cessione degli Npl senesi possa avvenire ad un valore pari al 20% del valore nominale dei crediti.

marco morelli mps jpmorgan bmps vignette caricature

 

Ciò sarebbe in linea con quel 21% a cui sono stati ceduti i primi 26,1 miliardi di sofferenze (con una minusvalenza, già contabilizzata a fine giugno, di 3,9 miliardi di euro). Solo un mese fa Equita Sim, ipotizzando a sua volta un’accelerazione delle cessioni di Npl nel 2018 per ridurre dal 14,4% al 10% l’Npe ratio del sistema bancario italiano nel suo complesso, aveva previsto la cessione di 50 miliardi di Npl lordi quest’anno, per la maggior parte (26 miliardi) rappresentati da crediti “unsecured”, ossia non coperti da garanzie immobiliari. Per tali asset Equita Sim ipotizzava la vendita mediamente al 10% del valore nominalecosì delle due l’una: o il grosso degli ulteriori Npl di Mps saranno valutati come crediti “secured” o la valutazione media di mercato degli Npl italiani si sta ulteriormente alzando, dando una mano a Morelli. 

Tuttavia gli analisti di Goldman Sachs hanno previsto che in base all’attuale trend di accantonamenti (anche in vista dei nuovi standard Ifrs9) la banca toscana possa veder scendere il suo Npe ratio lordo al 14,3% nel 2019 (dal 19,8% a fine settembre scorso) e al 12,9% nel 2021.MARCO MORELLI

Un trend positivo, ma che potrebbe non bastare a Morelli per fugare tutti i dubbi della Bce (e del mercato) se hanno ragione gli esperti di Alberto Nagel. Accelerare la pulizia di bilancio di un paio di miliardi rischia di costare a Mps altri 750-800 milioni circa di minusvalenze, visto che i crediti “unlikely to pay” che costituivano il 73% degli Npl in portafoglio a fine settembre erano coperti per il 41,2%. Quanto basta per rinviare il ritorno al profitto di Mps almeno per un trimestre, o forse più.

Luca Spoldi Affariitaliani