ITALIANI, MUOVETE IL CULO! – CI SCRIVE JONATHAN MEDROS, FISIOTERAPISTA E INSEGNANTE DI PILATES A ROMA: ‘LA SEDENTARIETÀ UCCIDE PIÙ DELL’HIV, È IL NUOVO FUMO. CI STIAMO AUTODISTRUGGENDO, E STIAMO CRESCENDO BAMBINI PIENI DI PATOLOGIE POSTURALI. STASERA FATE UNA COSA…’

Scrive Jonathan Medros, fisioterapista e insegnante di Pilates a Roma:

 

Premessa: sono Americano

 

jonathan medrosJONATHAN MEDROS

Seconda premessa (più astratta): sono attratto dalla voglia di aiutare gli altri.

 

Oggetto: state troppo sedentari

 

Come fisioterapista ed insegnante di diverse discipline di biomeccanica, vedo nel mio studio troppo spesso trentenni che sono alla ricerca della soluzione magica al proprio malessere fisico: colpo della strega o cervicale, ad esempio.

 

In realtà una risoluzione piuttosto facile esiste: muoversi! La maggior parte della gente sta troppo tempo sedute. “la sedentarietà è il nuovo fumo”

 

Negli Stati Uniti il dott. James Levine ha scritto: “Sedersi uccide più persone del HIV, ed e più pericoloso di paracadutismo. Stando seduti, ci stiamo autodistruggendo.” Il dott.

Levine ha condotto uno studio presso la clinica Mayo, la più famosa clinica Statunitense per la ricerca nel campo della medicina, su 800,000 pazienti che lo ha portato a concludere che stare seduti davanti ad uno schermo per oltre quattro ore al giorno aumenta il rischio di decesso di oltre il 50% mentre i problemi cardiovascolari (infarto ed angina) aumentano del 125%.

 

Secondo il dott. Levine, i bambini perdono l’abitudine di muoversi, diversamente da come facevano una volta; invece di vederli giocare all’aria aperta, registriamo patologie lombari e disfunzioni posturali.

 

jonathan medrosJONATHAN MEDROS

Un altro medico Americano, il dott. Cuthbert, aggiunge che la forza gravità è il nemico della persona seduta perché crea una strana orientazione delle articolazioni. il maggiore fattore di patologie motorie negli Stati Uniti è la sedentarietà. Questo argomento ha varie sfaccettature. Io, da fisioterapista ed insegnante di Pilates, Yoga e biomeccanica applicata, vedo che la maggior parte dei mei clienti non sa muoversi. Per fortuna ci sono delle discipline quali Pilates che insegnano a controllare il proprio corpo nella consapevolezza dell’uso corretto dei muscoli e delle articolazioni. Ma il vero dramma e per prossime generazioni.

 

Mio figlio, che ha energia da vendere e frequenta una scuola pubblica nel centro di Roma, ha un’ora sola di “ginnastica” alla settimana. Metto le virgolette perché mi chiedo quanto possa veramente insegnare ad un bambino con una sola ora alla settimana.

 

In America dalla materna alla quinta elementare, i bambini sono tenuti a svolgere 20 minuti di attività sportiva al giorno. Negli anni successivi e fino alla fine della scuola dell’obbligo, hanno 40 minuti di attività fisica al giorno!

 

jonathan medrosJONATHAN MEDROS

Negli anni ’60 il Presidente John F. Kennedy aveva osservato una certa “mollezza” nel fisico dell’americano medio. Di conseguenza una delle decisioni presidenziali più durature nella storia degli Stati Uniti fu la legge sull’ obbligo dell’attività fisica per tutti i bambini ed adolescenti che frequentavano la scuola. Eredità, secondo me, che si può osservare anche oggi dove spesso son gli americani i primi a lanciare ad adattare nuove pratiche di allenamento sportivo o, comunque, fare da battistrada per il resto del mondo sottolineando l’importanza dello sport a livello globale.

 

Vorrei chiedervi di leggere righe seguenti per vedere se rispecchiano una vostra giornata tipica.

 

JOSEPH PILATES - 2JOSEPH PILATES – 2

Mi alzo dal letto, mi siedo a fare collazione, vado in bagno mi siedo, vado a lavoro in macchina o in autobus o tram, mi siedo alla scrivania, pranzo a tavola, ritorno al lavoro e mi siedo, torno a casa in auto o autobus, arrivo a casa e mi affloscio sul divano, vedo una serie televisiva e vado a dormire per, infine SDRAIARMI!

 

Sono io o c’è qualcosa che non va in tutto questo? Quando i medici dicono che stare seduti è un’epidemia come il fumo, non lo fanno per polemizzare ma per svegliare la gente!

 

Vi racconto un aneddoto che trovo interessante. Una volta le segretarie erano costrette a  battere a macchina su veri e propri mostri. Dovevano srotolare la carta, premere con forza i tasti, girare la manopola per andare al paragrafo successivo, avvicinarsi per correggere gli sbagli e alla fine di ogni paragrafo successivo, riportare il carello a capo con un gesto pari ad uno schiaffo.

 

DONNE SEDENTARIETA'DONNE SEDENTARIETA’

Quando furono introdotte le prime macchine digitali, e non parlo di computer, ma le prime “Brother,’ macchine da scrivere degli anni ‘80 quando il mondo si stava modernizzando, i dirigenti delle grandi società avevano pensato che la facilita d’uso avrebbe fatto diminuire i giorni di malattia dovuti a stanchezza e affaticamento. Ma la verità fu un’altra, paradossale. Le segretarie non si muovevano più, se non per le dita che digitavano, e furono le prime a lamentarsi di grossi problemi alla schiena. Perché non si muovevano più.

 

la vita moderna troppo sedentariaLA VITA MODERNA TROPPO SEDENTARIA

La fisica della biomeccanica umana è questa. Il tuo cranio pesa più o meno 7 chili. Quando lo inchini di 15 gradi, la percezione del peso cranico sulla parte cervicodorsale aumenta il carico del 50% in più. Quindi la sensazione del tuo spazio infrascapolare è di avere una testa che pesa 11 chili. Se inclini la testa di altri 15 gradi l’aumento è di un altro 50%. Se inclini la testa a 45 gradi, ovvero nella posizione tipica delle persone che guardano lo smartphone o lavorano al computer, il peso percepito del cranio sul complesso dorsale diventa quasi 20 chili. Ve lo immaginate andare in giro con un sacco di patate di 20 chili sulle spalle? Beh, è quello che fate. E lo fanno tutti. Qualcuno ha una sigaretta da darmi?

 

Sitting is the new smoking a d bf c ef d d wiSITTING IS THE NEW SMOKING A D BF C EF D D WI

Questo argomento è troppo complesso per essere incapsulato in un solo articolo. La verità è che ci dobbiamo muovere tutti di più. Geneticamente non siamo molto diversi dal Neanderthal che consumava 12.000 calorie al giorno.  E noi? Per quanto sia rivoluzionaria la vita digitale, non riusciamo a metabolizzarla. Le persone guardano un astronauta ritornare dallo spazio disfatto dall’assenza di gravità e si dicono: “Non siamo pronti a vivere su Marte e se lui non ce la fa a vivere in una navicella spaziale, non ce la faccio neanch’io.” Ma sai una cosa? Siamo già tutti su questa navicella spaziale: non ci muoviamo, non siamo forti, siamo pigri e ci fa male tutto. Vi sembra un’evoluzione questa?

 

sitting is killing eSITTING IS KILLING E

Il mio tono, spesso, è intollerante nei confronto dell’autorinuncia. Io so che tutti possono migliorare diversi aspetti della propria vita. A me dispiace per i bambini del futuro che non avranno conosciuto la realtà di giocare all’aria aperta senza doversi preoccupare di un film su youtube. Se noi adulti non diventiamo in più forti, come lo erano i nostri nonni, come tramanderemo la sensazione di forza che distingue la nostra specie?

 

Spero che il mio articolo serva a spronare un po’ tutti ad alzarsi e muoversi. Se stasera pensavi di guardare una serie su Sky o Netflix, fammi un favore, và a farti un camminata. Se vivi a Roma o in un’altra più belle città che vanta l’Italia, và fuori a godertela. Abbiamo una vita sola, non ti fossilizzare. Respira un po’ di aria fresca e, soprattutto, muoviti!  (dagospia.com)

 

 

SEDENTARIETA'SEDENTARIETA’

INVECE DI FARE PROMESSE ELETTORALI A CAZZO, BERLUSCONI S’OCCUPASSE DELLE TESTATE MONDADORI (PANORAMA, TUSTYLE, IL MIO PAPA) – L’ASSEMBLEA DEI GIORNALISTI PRONTA ALLO SCIOPERO: “L’AZIENDA NON HA SMENTITO POSSIBILE VENDITE. LA ‘PACE SOCIALE’, LEGATA ALL’ACCORDO DI STATO DI CRISI DEL GIUGNO 2017, E’ STATA SLEALMENTE INCRINATA…”

Comunicato Stampa

 

BERLUSCONI: DOPO IL MILAN SI PASSA ALLA CARTA?

I giornalisti dichiarano lo stato d’agitazione

 

silvio berlusconi con marinaSILVIO BERLUSCONI CON MARINA

Nelle ultime settimane sono apparse sui giornali notizie su possibili cessioni, chiusure o ristrutturazioni di alcune testate Mondadori (Tustyle, Panorama, Il mio Papa). Da parte sua, l’Azienda editoriale controllata dalla famiglia Berlusconi, interpellata dalla rappresentanza sindacale dei giornalisti, non ha smentito possibili vendite, sottolineando la necessità di interventi strutturali nella Periodici Italia. La «pace sociale» legata all’accordo di stato di crisi del giugno 2017 (fino al giugno 2018) è stata così slealmente incrinata.

 

SEDE MONDADORI SEGRATESEDE MONDADORI SEGRATE

Questo avviene a soli due mesi dall’intervista rilasciata il 10 novembre scorso a Milano Finanza da Ernesto Mauri, nella quale il ceo di Mondadori ha dichiarato di prevedere il raggiungimento di 15 milioni di utile per la Periodici Italia, a fine 2017. Ricordiamo che, dal 2009, noi giornalisti della Mondadori, con grande senso di responsabilità, abbiamo contribuito ad affrontare la crisi del settore (con chiusure, cessionI di testate e conseguente dimezzamento della forza lavoro, da circa 500 giornalisti ai poco più di 200 oggi), per ridurre i costi e azzerare gli esuberi individuati dall’Azienda sopportando cassa integrazione, solidarietà e prepensionamenti.

 

Nonostante i pesanti interventi, l’Azienda continua a sostenere che: «Questo non basta».

Tutto ciò è per noi inaccettabile. Il primo Editore italiano non deve passare solo attraverso cessioni e chiusure di testate e continue riduzioni di organici. Ma ha il dovere di portare avanti una strategia all’altezza del proprio ruolo, che tenga conto della complessità del mercato in trasformazione e delle opportunità che recenti acquisizioni offrono. Chiediamo dunque rilancio delle testate in crisi e lancio o studio di nuove iniziative editoriali.

IL MIO PAPAIL MIO PAPA

 

Siamo convinti che la tutela del lavoro e della professionalità dei giornalisti siano la condizione imprescindibile per garantire la qualità dei giornali. E intendiamo difendere la nostra professione anche contrastando l’esternalizzazione del nostro lavoro, oggi compromesso dall’uso massiccio di collaboratori e pensionati tuttora presenti in azienda.

 

Per questo l’assemblea dei giornalisti Mondadori, riunitasi il 19 gennaio 2018, dà mandato al CdR di chiedere un immediato incontro con i massimi vertici della Periodici e del Gruppo Mondadori per conoscerne le reali intenzioni. L’assemblea dei giornalisti dichiara da subito lo stato d’agitazione e affida al CdR un pacchetto iniziale di cinque giorni di sciopero.

L’assemblea dei giornalisti Mondadori

Segrate, 19 gennaio 2018(dagospia.com)

“TOGLIETE LA MIA FOTO DALLE SIGARETTE” – RICOVERATO PER UN’ALLERGIA, SI RITROVA SUI PACCHETTI, SIMBOLO A SUA INSAPUTA DELLA CAMPAGNA SUI DANNI PROVOCATI DAL FUMO – L’UOMO, CHE APPARE INTUBATO, DENUNCIA IL COLOSSO DEL FUMO: NESSUNO GLI AVEVA CHIESTO L’AUTORIZZAZIONE – FACCI: “SE OTTENESSE UN CENTESIMO PER OGNI VOLTA CHE, IN QUESTI ANNI, SI SARÀ TOCCATO SOTTO LA CINTURA, POTREBBE CAMPARE DI RENDITA”

Filippo Facci per Libero Quotidiano

 

La storiella è questa. Maurizio Plescia vive a Casamicciola (in Campania, a nord di Ischia) e fa il commerciante.

 

Ha una fidanzata colombiana e periodicamente la raggiunge in Sudamerica. Ogni tanto ha problemi respiratori e prende un farmaco a cui, però, il suo fisico d’ un tratto reagisce male, anche perchè ha un principio di polmonite. Si scopre che il farmaco contiene una sostanza a cui è allergico e insomma, deve ricoverarsi in ospedale (clinica Farallones) e finisce tutto intubato, una scena tipicamente non bellissima da vedere. Poi succede questo: a sua totale insaputa, qualcuno lo fotografa mentre dorme.

 

E si vede che la foto piace a qualcuno – l’ intubato, ripetiamo, è totalmente ignaro – perché lo scatto in qualche modo perviene all’ Unione Europea che da tempo impegnata a trovare la maniera di terrorizzare i fumatori in ogni modo possibile. Sui pacchetti di sigarette compaiono già da tempo scritte sempre più minacciose (“non fumare”, “il fumo provoca cancri orrendi”, manca solo “sei un coglione”) e sta per passare la normativa che prevede le immaginette-choc, quelle luttuose e schifose che occupano la prevalenza del pacchetto.

 

 

plescia 2PLESCIA 2

La Comunità Europea sceglie, tra altre, le seguenti immagini: gengive e denti marci; bara di neonato con genitori in lacrime; uomo con gamba amputata; giovane su sedia a rotelle; occhi cecati; collo con un buco nero sul gargarozzo; donna che scatarra sangue nel fazzoletto; orrendo tumore alla lingua; disabili e infartuati in tutte le posizioni, per letto o per terra. Ma ce n’ è anche un’ altra, di immagine: è quella di Maurizio Plescia, ricoverato e intubato. Finisce nel mucchio.

 

Il criterio, parentesi, è puramente discrezionale e politico. Sarebbe come mettere foto di gente maciullata sulle portiere delle auto, o immagini di adipe e colesterolo sulla confezione del burro, e fegati cirrosi sul vino. Ma la campagna inizia e prosegue – anche se i fumatori tutto sommato se ne fottono – e passa un po’ di tempo: milioni di fumatori familiarizzano con le immagini, compreso chi, come lo scrivente, compra le sigarette a stecche e ogni volta si ritrova la stessa immaginetta per dieci pacchetti. Il problema è che, un giorno, se ne accorge anche Maurizio Plescia – non sappiamo neppure se fosse un fumatore – che appunto si ritrova una propria foto con lui intubato e orrendo in decine di milioni di pacchetti di sigarette. Senza saperne niente: nessuno l’ ha mai avvertito. Lui sa solo che quello lì è lui, sdraiato su un letto d’ ospedale: non c’ è dubbio.

filippo facci selfieFILIPPO FACCI SELFIE

 

Peraltro il suo problema, coi danni provocati dal fumo, non c’ entrava un accidente: ma ogni singolo pacchetto gli attribuisce una patologia invalidante mai avuta prima (ictus e invalidità) e insomma, roba da toccarsi i coglioni per qualche milione di volte, anche perché siamo nel napoletano e a scaramanzia non scherzano.

 

Il nostro intubato decide quindi di rivolgersi a un avvocato, visto che cade dalle nuvole (di fumo) e non ha mai dato il consenso per una cosa del genere. Parrebbe una passeggiata legale, a quel punto. Figurarsi. C’ è di mezzo la Comunità Europea e, nel caso, una multinazionale del tabacco come la Philip Morris. Ma non solo: in giro per il mondo ci sono altri ex intubati che pure dicono: quello sono io. E vogliono soldi e risarcimenti pure loro. Un esercito di intubati.

 

Uno è della Galizia. Uno dice che la foto gliel’ hanno scattata a Santiago. Un altro dice che è la foto di suo padre morto di ictus. Un’ altra dice che no, quello è suo marito morto nel 2015.

SIGARETTESIGARETTE

 

Un incubo che, per essere risolto, necessita di un sacco di tempo e di una perizia comparativa firmata da un esperto del settore, che finalmente conferma: è proprio lui, è Maurizio Plescia da Casamicciola. Segue messa in mora della Philip Morris con rimpallo burocratico con l’ Unione Europea (vera responsabile del pasticcio, pare) e insomma, parte finalmente una trattativa per giungere a una transazione che eviti un lungo e soprattutto inutile processo. Se Maurizio Plescia ottenesse un centesimo per ogni volta che, in questi anni, si sarà toccato sotto la cintura – presumiamo – potrebbe campare di rendita.(dagospia.com)

PACCHETTO DI SIGARETTE UOMO SPAGNOLO 54ENNEPACCHETTO DI SIGARETTE UOMO SPAGNOLO 54ENNE

PISTA NERA: GIORNATA TRAGICA SULLA NEVE – UN 31ENNE PERDE IL CONTROLLO DEGLI SCI E MUORE AL SESTRIERE – L’UOMO AVREBBE BATTUTO LA TESTA CONTRO UN PARAVENTO – A ROCCARASO UNA SLAVINA TRAVOLGE 2 SCIATORI CAMPANI CHE SCIAVANO FUORIPISTA: UNO E’ GRAVE

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sestriereSESTRIERE

LUCIA CARETTI per la Stampa

 

 

Tragedia in punta al Fraiteve: Giovanni Bonaventura, di 31 anni, originario della Sicilia, è morto sulle piste Sauze e Sestriere, dove il collegamento della «Cresta» sfocia nella 27. Dalle prime ricostruzioni lo sciatore sembrerebbe aver perso il controllo e sbattuto contro un paravento, morendo sul colpo per un trauma cranico e facciale. 

 

Non ci sono altre persone coinvolte. Sono intervenuti i carabinieri e il pm Quaglino ha disposto la rimozione del cadavere. Nella tarda mattinata, quando è successo l’incidente, le condizioni di visibilità erano buone. Ha iniziato a nevicare solo verso le 14.  

roccarasoROCCARASO

 

La pista sulla quale si è verificato l’incidete mortale «è sicura: regolarmente palinata e con i cartelli che consigliano di rallentare» dice Giovanni Brasso, presidente della Sestrieres spa, la società che gestisce gli impianti del comprensorio sciistico della ViaLattea. «Quella non è una pista particolarmente difficile. Nei giorni scorsi avevamo deciso di chiuderla per il forte vento, ma oggi l’abbiamo riaperta. Non c’erano problemi di visibilità, non c’era la nebbia. Purtroppo – conclude Brasso – gli incidenti capitano. Noi vendiamo divertimento, queste disgrazie non dovrebbero succedere».  (Dagospia.com)

NEVE SESTRIERENEVE SESTRIERE

Stati Uniti, scatta lo shutdown: come funziona e cosa succede ora

Respinto (con 50 voti a 49) il provvedimento sul bilancio di governo: chiudono gli uffici amministrativi federali. Dalle operazioni dell’esercito fino a Wall Street: ecco le conseguenze per il Paese.

A un anno esatto dall’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca, il Senato dalla risicata maggioranza repubblicana infligge un duro colpo al presidente respingendo il provvedimento sul bilancio di governo e innescando il temuto shutdown, ovvero la chiusura degli uffici amministrativi federali. Una circostanza verificatasi l’ultima volta nel 2013 con Barack Obama presidente, ma che per la prima accade con un partito che controlla entrambi i rami del Congresso. La misura è stata bocciata con 50 voti contro 49: 60 erano necessari per approvare il testo, respinto anche da quattro senatori repubblicani.

I dem vogliono sminuire il gran successo dei tagli alle tasse e ciò che comportano per la nostra economia in crescita

DONALD TRUMP

La Casa Bianca però punta il dito contro i democratici: «Vogliono lo shutdown per sminuire il gran successo dei tagli alle tasse e ciò che comportano per la nostra economia in crescita», aveva twittato il presidente poco prima della scadenza, ammettendo subito che «non si mette bene». Da parte sua, il leader della minoranza democratica al Senato, Chuck Schumer, ha detto: «Questo passerà alla storia come lo shudown di Trump», caratterizzandolo come emblematico del «caos innescato» dall’insediamento di The Donald alla Casa Bianca. Ma cos’è, precisamente, lo shutdown? E quali conseguenze avrà sul Paese?

USA Shutdown

Cos’è lo shutdown

Lo shutdown si verifica quando il Congresso non approva la legge che rifinanzia le attività amministrative federali. L’ultimo shutdown risale all’ottobre del 2013, durò 16 giorni e coinvolse 850 mila dipendenti federali, che furono messi temporaneamente in congedo. Generalmente il governo federale cerca di continuare a garantire i servizi essenziali, come la sicurezza nazionale e quella pubblica, la giustizia, la sanità, le pensioni, il traffico aereo. Non tutti i dipendenti di questi settori però continuano a essere pagati.

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Cosa succede adesso

CONSEGUENZE SU ESERCITO E INTELLIGENCE. Il Pentagono ha anticipato che il personale militare in servizio attivo resterà al suo posto ma non sarà retribuito finché il Congresso non approverà una nuova legge. Nessun effetto quindi sulle operazioni in Afghanistan o contro l’Isis in Siria e in Iraq, ma il segretario alla Difesa James Mattis ha ammonito che ci saranno conseguenze sulle operazioni di addestramento, manutenzione e intelligence. Metà degli 800 mila dipendenti civili sarà messa a riposo senza paga.

POCHE RIPERCUSSIONI SUL SISTEMA GIUDIZIARIO. Il dipartimento di Giustizia ha un piano di emergenza in base al quale circa 95 mila dei suoi quasi 111 mila dipendenti continueranno a lavorare. Le corti federali, compresa la Corte suprema, resteranno aperte.

NELLA SANITÀ PAGANO 40 MILA DIPENDENTI. I servizi essenziali dovrebbero essere garantiti, come successe nel 2013, quando fu bloccato solo un programma contro la diffusione dell’influenza e la registrazione dei pazienti nelle sperimentazioni cliniche. Ma metà dei suoi 82 mila dipendenti potrebbero essere mandati a casa temporaneamente. E saltarà il programma per la copertura sanitaria di 9 milioni di bambini (Chip), non più rifinanziato.

NESSUN EFFETTO SULLE PENSIONI.Gli assegni dovrebbero essere pagati regolarmente e gli uffici dovrebbero rimanere aperti anche se con servizi limitati.

RITARDI NELLE DICHIARAZIONI DEI REDDITI. Nel 2013 fu messo a riposo il 90% dello staff e furono ritardate dichiarazioni dei redditi per 4 miliardi di dollari.

POSSIBILI (LIEVI) DISAGI NEL TRAFFICO AEREO. Non dovrebbe esserci un grande impatto, nel 2013 i controllori di volo e gli addetti alla sicurezza restarono al loro posto. Possibili ritardi nei controlli.

PARCHI NAZIONALI VERSO LA CHIUSURA. Dovrebbero chiudere, come successe nello shutdown precedente, quando ai visitatori furono dati due giorni per lasciare i parchi, con una perdita di 750 mila ospiti al giorno e un danno di 500 milioni di dollari.

LA BORSA DOVREBBE CONTINUARE LE OPERAZIONI. Uno shutdown ha conseguenze su metà delle autorità che controllano i mercati finanziari ma la Borsa dovrebbe essere in grado di continuare le sue operazioni.(Lettera43)

Spese notarili per l’acquisto della casa: tutto quello che c’è da sapere

Una guida realizzata dal portale Facile.it

Spese notarili per l'acquisto della casa: tutto quello che c'è da sapere

Tra le voci di spesa da mettere in conto nel momento in cui si sceglie di acquistare un immobile si inserisce anche la parcella del notaio, figura indispensabile in una compravendita, e insieme a questa i costi della documentazione necessaria a regolare la transazione. Le spese notarili sono variabili, nelle misura che andremo a spiegare, ma sono sempre presenti e dovute nel momento in cui un immobile passa di proprietà e quando per acquistare casa si sottoscrive un mutuo bancario, andando quindi a siglare un contratto ufficiale con l’istituto di credito scelto.

Come spiega nel dettaglio la guida sulle spese notarili realizzata da Facile.it, il notaio ha un ruolo importante sia nell’ufficializzare l’atto di acquisto sia nel verificare che la compravendita proceda nella massima correttezza e nel rispetto di quanto pattuito tra le parti. Nel caso di un’abitazione è fondamentale ad esempio escludere senza ombra di dubbio che esistano eredi o terze persone che possano avanzare pretese in futuro, che la casa non sia già oggetto di ipoteca, e che il valore dell’immobile e il suo prezzo di vendita siano compatibili. Quando il notaio interviene per la stipula di un mutuo casa diventa testimone di un accordo che se non rispettato comporta conseguenze che vanno da penalità economiche al pignoramento dell’abitazione. Si comprende quindi che il lavoro del notaio include una parte attiva di ricerca e verifica della documentazione necessaria e una parte di responsabilità e garanzia della validità degli atti stipulati. 

https://www.tp24.it/immagini_articoli/12-05-2017/1494561033-0-il-notaio-il-consigliere-il-geometra-un-caso-giudiziario-a-trapani.jpg

Tutto questo rientra nei costi notarili, che in parte sono decisi in modo autonomo dal professionista al quale ci si rivolge, in parte dipendono dal valore catastale dell’immobile.
Per facilitare il lavoro del notaio, tenendo presente che il grado di complessità della pratica e i giorni di lavoro necessari a trattarla andranno intuitivamente a influire sulla parcella, in caso di compravendita o di mutuo è possibile occuparsi preventivamente di richiedere e verificare i dati relativi all’immobile, visure, planimetrie, estratti di mappa, e non mancare per quanto possibile di verificare che la casa non faccia sorgere problemi relativi alla proprietà e al suo valore effettivo. A questo scopo esistono anche servizi on line, come catasto.it, che consentono di evitare code agli sportelli e di risparmiare tempo ottenendo la documentazione richiesta anche a domicilio. Il sito consente anche di inoltrare dichiarazione di successione on line con l’aiuto di intermediari specializzati.

Scegliere lo stesso notaio per la compravendita e il rogito è generalmente una buona soluzione perché presuppone un probabile sconto o un prezzo forfettario per i due incarichi. La scelta del professionista è ovviamente a discrezione del cliente, che ha il diritto di confrontare diversi preventivi di spesa. A questo proposito può essere utile ricordare quanto riportato dall’articolo 9 del decreto legge n°1 del 24 gennaio 2012 tra le disposizioni in tema di concorrenza, infrastrutture e competitività. Al comma 3 si stabilisce che il compenso relativo alle prestazioni professionali debba essere fissato nel momento in cui il cliente affida al professionista l’incarico (non alla conclusione del lavoro, per essere chiari).notaio generica

 

Il professionista, inoltre, pena l’illecito disciplinare, dovrà stimare e comunicare al cliente il livello di complessità presunto dell’incarico, e fornire in modo chiaro un elenco di tutti gli oneri ipotizzabili, considerati i tempi di lavoro per le verifiche della documentazione necessaria agli atti. Un preventivo trasparente, comprensivo di tutte le voci di spesa, incluse imposte e contributi, e redatto su richiesta in forma scritta, è insomma diritto del cliente, insieme a una dichiarazione contenente i dati della polizza assicurativa professionale obbligatoria che il notaio, come ogni professionista iscritto a un ordine, è tenuto per legge e stipulare a copertura di eventuali danni provocati nell’esercizio della sua attività.(agi.com)

 

GENE GNOCCHI NON FA UN PASSO INDIETRO E SCHERZA: “SCORTA? MI HANNO DATO SAVIANO…” – “NON CHIEDO SCUSA A NESSUNO” – “CREDETEMI: NON VOLEVO OFFENDERE LA PETACCI, NON HO SBAGLIATO NULLA” – “STRISCIONI SOTTO CASA? NON È UN PAESE NORMALE” – “POTEVO CHIAMARE QUEL MAIALINO ANCHE FARINACCI, MUSSOLINI O CIANO. E’ VENUTA FUORI LA PETACCI” – VIDEO

Da Radio 24

gene gnocchi maialeGENE GNOCCHI MAIALE

 

“Scorta? Mi hanno dato Saviano come scorta…”. A La Zanzara su Radio 24 Gene Gnocchi la butta sul ridere mentre racconta delle minacce di Forza Nuova e altri gruppi dopo lo sketch su Claretta Petacci e il maiale a DiMartedì su la7. ). “Nel mio giardino – dice – ho una talpa e la chiamo Parenzo. Non credo che Parenzo si offenda per questo…”.  

 

La Mussolini ti ha dato del verme e dello stronzo, c’è chi chiede la tua cacciata dalla tv, tornerai da Floris?: “Certo che tornerò a fare la trasmissione, ci mancherebbe. Perché non dovrei tornare? Mi dispiace, perché con questi di Forza Nuova potrei anche parlarci. Non è possibile che la gente non capisca una cosa del genere”.

gnocchiGNOCCHI

 

Spiega Gnocchi: “Voglio essere chiaro. La battuta nasceva dal fatto che la Meloni ha postato continuamente la foto di questo maiale in giro per Roma. Allora a me, da comico, è venuto in mente che la Meloni avesse perso il suo maiale, il suo animale da compagnia. Di solito chi perde un animale che gli è caro, un gattino, o un cagnolino, un criceto, cosa fa? Posta le foto e mette un annuncio col numero… Chiaramente essendo l’universo della Meloni un universo di destra, il nome che poteva mettere al maiale era Petacci, poteva essere Farinacci, Galeazzo Ciano, poteva essere Benito Mussolini. Ma la scelta è incidentale, nessuno aveva in mente di offendere, di profanare la memoria di Claretta Petacci. Era l’ultima cosa che poteva venirmi in mente…”.

 

“Non ho mai detto – prosegue – che la Petacci è una scrofa. Non è vero. La battuta non era quella. Era questa: la Meloni ha chiamato il suo maialino di compagnia affettuosamente Claretta, questa era la cosa. Io non l’ho mai detta quella cosa”.

mussolini e claretta petacciMUSSOLINI E CLARETTA PETACCI

 

E’ una battuta venuta male, dicono i conduttori Cruciani e Parenzo: “Può essere, ma il mio è un mondo surreale. Io parto dalla Meloni che ha perso il maiale. Il nome del maiale per me è incidentale. Non me ne frega niente. Ho diritto di fare la mia satira, lo rivendico. Ma in questo caso è stata travisata completamente la realtà dei fatti. Questo mi dispiace”.

mussolini e claretta petacciMUSSOLINI E CLARETTA PETACCI

 

Prosegue: “Mi dispiace avere Forza Nuova sotto casa. E’ sbagliato, vuol dire che non siamo un paese normale. In questa battuta non ho sbagliato nulla. L’animale era un maiale, però poteva essere anche un criceto, o il gattino, il cagnolino, un canarino, una pantegana di Roma, qualunque cosa. Non sarebbe cambiato nulla”.

 

IL CADAVERE DI CLARETTA PETACCIIL CADAVERE DI CLARETTA PETACCI

Temi le minacce di Forza Nuova?: “Non ho paura, ma sicuramente ti intimidiscono. Sapere che uno viene davanti a casa tua e mette due striscioni è una cosa che sicuramente non è bella. Perché devo chiedere scusa? Non ho profanato la memoria della Petacci. Io non lavoro mai contro le persone. E’ lontanissimo da me questo modo di lavorare. Puoi dire che la battuta faceva schifo, che faceva cagare, puoi dirmi quello che vuoi, ma non volevo offendere la Petacci, assolutamente mai. La Petacci era il nome affettuoso che la Meloni poteva dare ad un animale.”(dagospia.com)

giorgia meloni famiglia tradizionaleGIORGIA MELONI FAMIGLIA TRADIZIONALECROSETTO MELONICROSETTO MELONICLARETTA PETACCICLARETTA PETACCI

A PASSO DI GAMBERO (ROSSO) – L’ECCELLENZA SICILIANA DI MAZARA DEL VALLO FA IL GIRO DEL MONDO – SE È FRESCO VA GUSTATO PER INTERO, SUCCHIANDO LA TESTA COME FOSSE UN CIUCCIOTTO – “QUELLI GRANDI FANNO UN FIGURONE. SONO COSÌ BELLI, CHE MI SEMBRA DI PORTARE IN TAVOLA UN QUADRO”

Licia Granello per la Repubblica

gambero rosso mazaraGAMBERO ROSSO MAZARA

 

R osso è rosso. E anche lucido, profumato, cedevole senza mollezze sotto la corazza che lo protegge. Se è fresco – che significa mangiato appena uscito dall’ acqua oppure conservato come dio comanda – va gustato per intero, succhiando la testa come fosse un ciucciotto per palati adulti. A Mazara del Vallo ne hanno fatto una ragione di vita, perché buoni come i gamberi rossi di qui, in giro per il mondo si fa fatica a trovarne.

 

Il guaio è che pescare non basta. Perché poi bisogna saper vendere. Paolo Giacalone, mazarese con tre generazioni di pescatori alle spalle, ha smesso di andare in mare poco più che ragazzo e si è inventato un mestiere di terra: venditore del gambero rosso di Mazara. Ed è a Mazara che l’ ha trovato Patrizia Di Benedetto, la cuoca capace di riportare quasi dieci anni fa la stella Michelin sul mare di Palermo, Mondello, un’ ora di macchina da Mazara del Vallo. E con la stella, la glorificazione assoluta del gambero rosso locale.

 

gambero rosso mazaraGAMBERO ROSSO MAZARA

Occhi azzurri e modi allegramente ruvidi, in pochi anni Giacalone ha trasformato un’ intuizione – pescare è importante, ma vendere il prodotto valorizzandolo lo è altrettanto – in affare di famiglia. «Ho fatto società con mio padre Antonino e mio fratello Nicola e registrato il marchio Gambero Rosso di Mazara. Siamo proprietari di due pescherecci, con quattordici marinai che stanno con noi da trent’ anni. Per cinquant’ anni la flotta peschereccia di Mazara è stata la più importante di tutto il Mediterraneo, con quasi trecento pescherecci. Oggi siamo ridotti a ottanta».

 

La vicenda che ha contribuito a strozzare l’ economia di un bel pezzo di Sicilia è figlia di un malinteso apparente, l’ equazione Europa uguale Mediterraneo. «Noi abbiamo l’ obbligo di usare maglie da cinquanta millimetri, ed è giusto perché altrimenti tiri su pesci piccoli e piccolissimi.

 

gambero rosso mazaraGAMBERO ROSSO MAZARA

Peccato che sfuggano alle nostre reti per finire in quelle dei tunisini, che non sono europei e usano maglie da venti millimetri. Noi non possiamo pescare le neonate, però importiamo la puntiglia dalla Cina, pagandola due euro al chilo. Diamo le quote tonno a tre armatori che in un mese incassano un milione e mezzo di euro pagando una dozzina di stipendi e se noi peschiamo un tonno ci denunciano. E poi il fermo biologico, cosa vuole che sia un mese? Ce ne vorrebbero almeno tre. Lo dico contro il mio interesse, ma alla fine il mare se lo rispetti ti ripaga ».

 

Patrizia Di Benedetto benedice il giorno che ha incontrato Giacalone, «perché la qualità dei suoi gamberi è senza paragoni. E io i gamberi li ho sempre usati, fin da quando eravamo solo un pub con pochi piatti, nei primissimi anni Novanta, io in cucina e Toni in sala. Quando ci siamo sposati, Piero Selvaggio del Valentino di Los Angeles, che era diventato un nostro cliente, ci ha invitati da lui, ho passato il viaggio di nozze nella sua cucina… Sono tornata con l’ entusiasmo a mille. Erano gli anni delle stragi, ma anche quelli della primavera palermitana, la gente aveva voglia di facce pulite, venivano a mangiare i magistrati, c’ era una bellissima energia.

 

Nella Palermo dei cannoli e del tonno stracotto col pomodoro noi cuocevamo poco o niente e facevamo una cucina di ingredienti, senza orpelli. Abbiamo rotto gli schemi della ristorazione locale, facendoci amare dai nostri coetanei, che poi hanno cominciato a mandarci i genitori…».

 

paolo giacalone patrizia di benedettoPAOLO GIACALONE PATRIZIA DI BENEDETTO

Quindici anni fa, da Osaka è arrivato Yuki Matsugama, laureato in matematica e funzionario infelice della Honda, pronto a licenziarsi pur di inseguire il suo sogno: imparare il mestiere della tavola e i segreti del tonno rosso, vero mito della cucina giapponese. «Grazie a lui ho premuto l’ acceleratore sui crudi di mare. Sa come si dice qui? “Carne cruda, pesce cotto”. La tartare di tonno era considerata un azzardo improponibile… I gamberi non li ho mai voluti cuocere, anche nel condimento delle paste sono appena scottati, preferiamo sottolineare il sapore con il brodo di carapaci, o schiacciando le teste, che in estate sono piene di uova nere e hanno un gusto fantastico. A volte i clienti non capiscono, pensano che il colore scuro sia segno di marcescenza, bisogna spiegare».

 

L’ altro mito da sfatare riguarda la lunghezza.

«In commercio si va a pezzature, quantificate dal numero per chilogrammo: gli XXL per esempio, sono dai venti ai ventidue per chilo, poi si sale a trenta, cinquanta, fino a settanta gamberi per chilo. Io trovo che la terza pezzatura sia la migliore, per consistenza e sapore. Uso quelli per la tartare con ricotta di pecora e carciofi, uno dei miei cavalli di battaglia. Certo, i gamberi grandi fanno un figurone. Sono così belli, che mi sembra di portare in tavola un quadro».(dagospia.com)

 

 

gambero rosso mazaraGAMBERO ROSSO MAZARA

VOLETE ORGANIZZARE UNA FESTA AL MUSEO DI CAPIDIMONTE? ECCO QUANTO VI COSTEREBBE – L’OFFERTA DI SITI CULTURALI ITALIANI IN AFFITTO A PRIVATI È ORMAI AMPIA: MATRIMONI, BATTESIMI E COMPLEANNI – UNICO LIMITE: DEVE ESSERE ASSICURATA “LA COMPATIBILITÀ DELLA DESTINAZIONE D’ USO CON IL CARATTERE STORICO-ARTISTICO DEL BENE”

Cristina Nadotti per “la Repubblica”

 

Salone delle Feste di CapodimonteSALONE DELLE FESTE DI CAPODIMONTE

Da qualche centinaia di euro per sposarsi al Museo di Santa Giulia a Brescia, ai 25mila euro per un evento nel salone delle feste del museo di Capodimonte a Napoli, l’offerta di siti culturali italiani in affitto a privati è ormai ampia e codificata. È possibile infatti almeno dal 1993 per effetto della legge Ronchey e sta poi alle singole istituzioni stabilire le cifre, tenendo presenti le direttive del Decreto legislativo 42 del 22 gennaio 2004, noto come Codice dei beni culturali.

 

All’articolo 106 si stabilisce che «il Ministero, le Regioni e gli altri enti pubblici territoriali possono concedere l’ uso dei beni culturali che abbiano in consegna, per finalità compatibili con la loro destinazione culturale, a singoli richiedenti». E ancora: «per i beni in consegna al Ministero, il soprintendente determina il canone dovuto e adotta il relativo provvedimento».

 

MUSEO CAPODIMONTEMUSEO CAPODIMONTE

Il Codice precisa che deve essere garantita «la conservazione e la fruizione pubblica del bene» (quindi l’ orario di visita non deve subire variazioni) e «assicurata la compatibilità della destinazione d’ uso con il carattere storico-artistico del bene medesimo». In altre parole, affittare a 20mila euro la Reggia di Venaria per una festa in costume settecentesco, vista la storia del sito, sarebbe compatibile con il suo valore artistico, meno fare una cena nel tempio di Segesta per 5mila euro, poiché si trattava di un luogo di culto, pur se pagano.

 

ARENA VERONAARENA VERONA

Con questa motivazione nel febbraio 2017 la Grecia oberata dai debiti ha detto no alla casa di moda Gucci, che aveva offerto 2 milioni in lavori di restauro in cambio di un quarto d’ ora di sfilata al Partenone, perché «il valore e il carattere dell’ Acropoli è incompatibile con un evento di questo tipo». Secondo questo criterio, il Colosseo sarebbe deputato agli spettacoli e non dovrebbe scandalizzare l’idea di vederci dei concerti, come avviene nell’ Arena di Verona o nelle Terme di Caracalla.

 

Quanto allo stabilire se sia un prezzo equo sposarsi nella casa natale di Leonardo, a Vinci, per 250 euro, oppure organizzare una cena aziendale nell’anfiteatro di Pompei per 15mila, il discorso si fa più complicato. Ciò che è accaduto venerdì scorso alla Reggia di Caserta ha poco a che vedere con i 30mila euro pagati per l’affitto. Il fioraio che si mette a cavalcioni su uno dei leoni dello Scalone d’ onore del Vanvitelli pone il problema della sicurezza e dei controlli sull’ uso.

reggia di casertaREGGIA DI CASERTA

 

«Si deve garantire la tutela del bene concesso – osserva Tiziana Maffei, presidente della sezione italiana dell’International council of Museum – a questo proposito, anche su sollecitazione del gruppo Icom Lombardia, stiamo lavorando a un documento sulle raccomandazioni per la concessione in uso temporaneo degli spazi museali». Maffei ribadisce poi «che c’è talvolta superficialità rispetto alla sicurezza» e un buon punto di partenza sarebbe «non generalizzare, ma valutare l’opportunità di affitto caso per caso».

 

arena di verona a fine 800ARENA DI VERONA A FINE 800

Per James Bradburne, direttore generale della Pinacoteca di Brera (spazi diversi in affitto a circa 5mila euro, non senza polemiche), «il presupposto fondamentale è che la protezione e la sicurezza dell’ opera è imprescindibile. Quando si affitta uno spazio – con la certezza che non ci siamo mai rischi per nessun opera quindi – è essenzialmente per due motivi: in primis rafforzare la missione del museo e creare legami con la città. In secondo luogo per sostenere le attività del museo, che si tratti della conservazione o l’acquisto di opere».(dagospia.com)

TERRORE A KABUL – L’HOTEL INTERCONTINENTAL E’ SOTTO ATTACCO: “ALMENO 15 TRA MORTI E FERITI”- UN KAMIKAZE SI È FATTO ESPLODERE ALL’ENTRATA DELL’ALBERGO CONSENTENDO AD ALMENO 4 UOMINI ARMATI DI ENTRARE NELL’EDIFICIO – IL QUARTO PIANO E’ IN FIAMME

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hotel intercontinentalHOTEL INTERCONTINENTAL

Da www.corriere.it

 

Una cellula terroristica ha attaccato l’hotel Intercontinental nella zona verde di Kabul, già obiettivo in passato di altri attentati. Secondo una prima ricostruzione un kamikaze si è fatto esplodere all’entrata consentendo ad almeno 4 uomini armati di entrare nell’edificio e iniziare a sparare sugli ospiti e a prendere degli ostaggi.

 

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Secondo la polizia si contano diverse vittime. Ma ancora non c’è alcun bilancio dell’accaduto. Secondo quanto si apprende il quarto piano dell’hotel è in fiamme, secondo la polizia, mentre gli occupanti si sono nascosti al secondo piano. Un ospite dalla sua stanza ha detto all’agenzia Afp di sentire colpi d’arma da fuoco «provenienti da qualche parte vicino al primo piano». Testimoni oculari citati dall’agenzia afghana Tolo riferiscono di «almeno 15 tra morti e feriti tra il primo ed il secondo piano» dell’Intercontinental, dove sono asserragliati con un imprecisato numero di ostaggi i terroristi.

 

Secondo un agente delle forze di sicurezza intervenute sul post i terroristi sono armati con anche con Rpg (lancia razzi portatili anti carri armati, «rocket propelled grenade»). «Al momento sono al terzo e al quarto piano (quello in fiamme, ndr) e stanno combattendo con le nostre forze. Non abbiamo ancora dettagli (ufficiali) sulle vittime ma hanno anche messo a fuoco le cucine», ha riferito il portavoce del ministero dell’Interno, Nasrat Rahimi.

 

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L’ Intercontinental è un albergo 5 stelle situato nella zona ovest di Kabul ed è stato il primo hotel di lusso su stilemi occidentali costruito nella capitale afghana nel 1969. Ha 200 stanze ed ospita molti stranieri. Il 28 giugno 2011 l’attacco più sanguinoso – con modalità simili a quelle odierne – ad opera di talebani: fattisi strada con kamikaze almeno 9 uomini armati penetrarono nell’albergo aprendo il fuoco e prendendo ostaggi. Al termine di un assedio durato 5 ore, causarono la morte di 12 persone. (dagospia.com)