OCCHIO! -Mafia cinese, i segreti del capo dei capi Zhang: inchini, Hilton, Ferrari e…

Inchini, minacce, Hilton, Ferrari e deliri di onnipotenza. Sono alcuni degli ingredienti della vita di Zhang, il “capo dei capi” della mafia cinese in Italia

Mafia cinese, i segreti del capo dei capi Zhang: inchini, Hilton, Ferrari e...

Inchini, minacce, Hilton, Ferrari e deliri di onnipotenza. Sono alcuni degli ingredienti della vita di Zhang, il “capo dei capi” della mafia cinese in Italia. L’importante operazione della Polizia degli scorsi giorni, oltre ad aver portato 33 arresti, ha svelato pratiche e costumi della criminalità organizzata arrivata da oriente. 

Ecco chi è il boss Zhang

Zhang e’ originario della provincia di Zhejiang, il suo vice del Fuyang, regioni che storicamente si contendono il controllo delle comunita’ di emigrati. Una situazione di “guerra” analoga, hanno ricostruito ancora gli inquirenti, si e’ verificata anche nella comunita’ cinese di Parigi e fu ancora una missione del capo dei capi, accompagnato dal numero due, a pacificare anche quella situazione. La decisione per evitare che i fatti di sangue portassero l’attenzione degli inquirenti sugli affari illeciti dell’organizzazione. Tra gli arrestati nell’operazione anche una donna: si tratta dell’amante del boss. Nella sua abitazione sono stati trovati anche 30.000 euro in contante.

Al ‘capo dei capi’ anche gli inchini degli affiliati

Il gip lo ha definito il ‘capo dei capi’; lui stesso nelle intercettazioni ambientali si definisce il ‘boss’ e per lui, residente a Roma ma con numerosi interessi a Prato, gli ‘affiliati’ lo riverivano con inchini al suo arrivo. Zhang Nai Zhong e’ ritenuto l’elemento a capo dell’organizzazione. Alla scena degli inchini hanno assistito gli investigatori della squadra mobile di Prato: Zhang era appena arrivato in Toscana, stava pranzando in un ristorante quando gli investigatori hanno assistito a una vera e propria processione di cinesi, arrivati apposta nel locale per salutarlo con un inchino.

Le “regole” del ‘capo dei capi’ della mafia cinese

“Nella Mafia ci sono le regole della Mafia, se una persona non rispetta le regole come fa a continuare a camminare nella strada della Mafia….”: cosi’ il ‘capo dei capi’ della Mafia cinese in Europa intercettato al telefono nell’inchiesta ‘China Truck’ dove esalta anche la propria carriera di imprenditore dei trasporti e la sua gestione dei rapporti con i connazionali. “Prima non sapevo come fare gli affari perche’ sapevo fare solo il mafioso, ora invece non faccio piu’ il mafioso – dice anche ironizzando sul suo nuovo ruolo, non solo capo-Mafia -. Sono cambiato, ci saranno sei mesi di perdita, l’ho gia’ previsto anche quanto andra’ a perdere e ho previsto anche quando migliorera’ l’attivita’…”. Zhang Naizhong distingue, in ordine di importanza, le persone fidate in ‘fratelli’ e ‘amici’. Le persone fidate sono quelle piu’ strettamente legate a lui che e’ il capo. I fratelli sono gli associati. Gli amici sono quelli legati, ma non affiliati al gruppo. In altre intercettazioni spiega a un altro interlocutore parlando di un affiliato al clan: “Ora piano piano sta accettando questa realta’ di stare con noi perche’ nella Mafia ci vuole la strategia per andare avanti…hai capito? Alla Mafia di oggi non serve piu’ l’arroganza e la violenza, ci vuole la strategia. La persona che ha la strategia migliore vince, le persone che hanno la strategia peggiore perdono”. E in un’altra conversazione parlando di un altro cinese in Francia, che, gli viene riferito “ha rapporti con dei politici”, Zhang Naizhong replica: “E’ solo un tipo che ha sparato ad uno di Ruian in Francia e poi si e’ fatto grande, e’ solo un giocatore d’azzardo ignorante…e tu lo apprezzi?, “e’ un tipo arrogante con tutti e proprio perche’ e’ un tipo cosi’ non lo saluto neanche se lo vedo per strada”, “non e’ un tipo duro, ha solo un aspetto che mostra di essere chi sa chi, ma ha alla base non vale nulla ed e’ vuoto dentro…e’ bravo solo a parlare e dire le cazzate”, in definitiva “non e’ un mafioso ‘originale’ e’ solo un tipo mischiato con dei deliquentelli in Francia, non e’ un tipo della nostra stessa strada”, “il suo modo di parlare a tavola e’ differente dal nostro…il nostro discorso e’ basato sulla ragione e il suo discorso e’ basato sull’arroganza”.

Zhang Naizhong intercettato, ‘Io il piu’ potente in Europa’

“Io sono il piu’ potente in Europa, non mi sto vantando di me stesso, puoi chiederlo a chiunque”. Lo diceva a un interlocutore il ‘capo dei capi’ della Mafia cinese in Europa, Naizhong Zhang, intercettato dalla polizia nell’inchiesta China Truck. “Io non parlo tanto con le persone, io dico solo due frasi alle persone, se lui e’ mio fratello oppure mio amico e basta!” e “se non e’ amico e’ un nemico”, “se sei un nemico allora sei finito! Quando un fratello litiga con un nemico mi puo’ puntare la pistola addosso, secondo il carattere di Naizhong gli diro’: ‘Premi il grilletto!!’ Le persone hanno tanta paura di questo tipo di carattere”. “Una persona – continua la ‘lezione’ del boss cinese – deve essere cosi’, specialmente un uomo deve avere un carattere cosi’ forte, solo cosi’ le persone ti rispettano e ti ammirano. A questo punto i fratelli mi rispettano perche’ sono il capo e quindi il capo puo’ decidere qualsiasi cosa e invece nei confronti di altre persone e’ un timore”. “Perche’ tante persone quando uno dice ‘che ti fotte’ (nel senso di rovinare, ndr) sono solo chiacchiere, ma se ti dico io ‘Io ti fotto’ non avrai piu’ scampo e sarei ancora piu’ contento se quella persona facesse il duro e non scappi”, “Non servono le parole ci vogliono i fatti giusto?”. “Ho capito capo – gli risponde l’interlocutore – in futuro mi puoi chiedere di fare qualsiasi cosa…”.

Il matrimonio del figlio tra Hilton e Ferrari

E’ pero’ al matrimonio del figlio che gli investigatori, travestiti da camerieri, hanno avuto la certezza del potere incarnato da Naizhong. Una cerimonia da favola celebrata all’hotel Hilton di Roma, dalla cui terrazza si domina tutta la citta’, in cui il capo dei capi si e’ occupato personalmente di non far mancare nulla agli oltre 500 ospiti provenienti da varie citta’ d’Italia, d’Europa e dalla Cina: prenotando loro gli alberghi nella capitale, noleggiando Ferrari e Lamborghini con l’autista per accompagnare gli invitati piu’ importanti e due pullman di lusso per far arrivare gli 88 ospiti da Prato. Quando, un mese prima della cerimonia, il fratello gli dice di temere che possa scatenarsi una rissa tra invitati, magari dopo aver bevuto, poiche’ i suoi amici “sono mafiosi”, il capo dei capi non si scompone. Prima sceglie la disposizione a tavola, dividendo i commensali per ‘cerchi’, vale a dire per gruppi (quelli di Prato, quelli di Roma, quelli dalla Cina e dalla Francia) e poi annuncia sereno: “Se vengono qui da me sanno come comportarsi … noi non dobbiamo pensare troppo … non puo’ succedere una cosa del genere, anzi non esiste proprio. Chi e’ che ha il coraggio di litigare a tavola al matrimonio di mio figlio solo perche’ e’ ubriaco? Non esiste. Se qualcuno lo fara’ e’ evidente che ce l’ha con me … Quindi non puo’ accadere una cosa di questo genere”. L’unica cosa di cui Naizhong non si occupa, e’ il conto della cerimonia: 76.200 euro pagati in contatti da sei suoi amici, tutti residenti in Cina, ognuno dei quali ha saldato una parte.(AFFARIITALIANI)