Sequestri Bpvi, un tesoretto milionario

Beni per quasi un milione, congelati 50 conti. L’avvocato Pinelli attacca: lo Stato mostra i muscoli ora, doveva vigilare primadi Sabrina Tomè Il Mattino di Padova

VICENZA. Ottocentocinquantamila euro tra case, auto e terreni; e poi una cinquantina di conti correnti destinati a incrementare ulteriormente il valore del “tesoretto”. È il risultato dei sequestri conservativi per spese di giustizia fatti venerdì dalla Guardia di Finanza nei confronti di cinque ex vertici Bpvi. Il decreto firmato dal giudice Roberto Venditti su richiesta dei pm Gianni Pipeschi e Luigi Salvadori, titolari delle indagini sul tracollo della Popolare, prevedeva un conto di 346.248 euro presentato al presidente Gianni Zonin, al direttore generale Samuele Sorato, al direttore della Divisione Finanza Andrea Piazzetta, al consigliere del Cda ed ex presidente di Confindustria Vicenza Giuseppe Zigliotto e al responsabile della redazione documenti contabili Massimiliano Pellegrini. Si tratta degli ex amministratori che, stando alle accuse, avrebbero trasferito parte dei loro beni nell’ultimo biennio. Malgrado l’intensa attività di cessione delle proprietà che ha visto protagonisti cinque (degli otto) imputati, i finanzieri sono riusciti a recuperare un piccolo tesoro. Tanto che la somma finale si avvicinerà – se non addirittura raggiungerà – gli 1, 7 milioni di euro. Così non solo viene “saldato” il conto per le spese di giustizia, ma ci sarebbe addirittura un avanzo di 1,4 milioni. E ieri un presidio di risparmiatori all’esterno del tribunale di Vicenza, ha chiesto che i sequestri vengano ora fatti per consentire i risarcimenti. Ma ecco che cosa hanno trovato i finanzieri. Zonin, protagonista di vorticose cessioni di quote e immobili a moglie e figli, aveva nella sua disponibilità tre terreni (un vigneto, un bosco e un fondo agricolo) e le partecipazioni in due società. A Sorato sono state sequestrate due case a Noale e una villa, più una partecipazione societaria. Sigilli a un conto di Pellegrini per 345 mila euro, mentre a Piazzetta hanno congelato un’auto, un garage a Pederobba e quote in una società. A Zigliotto sequestrata un’auto d’epoca, la casa e una partecipazione societaria. Una cinquantina i conti correnti sono finiti nel mirino degli inquirenti e sono in corso i conteggi. Gli avvocati degli imputati hanno ora dieci giorni per le impugnazioni davanti al Riesame. «I passaggi di proprietà sono stati tutti regolari e fatti in tempi non sospetti», ha dichiarato l’avvocato Giulio Manfredini, legale di Zigliotto. L’avvocato Fabio Pinelli che rappresenta Sorato chiama in causa pesantemente Stato e Vigilanza: «Lo Stato anziché mostrare i muscoli ora con i sequestri conservativi per le spese di giustizia, che appaiono eccessive, avrebbe dovuto svolgere con gli organi preposti le attività di controllo notoriamente mai svolte in modo adeguato dagli organi della Vigilanza. Uno dei temi di questo processo saranno gli elementi di conoscenza e di condivisione da parte degli organismi della Vigilanza».