Davide Serra socio di Passera nella Spac

Algebris entra nel capitale di Spaxs: affiancherà l’ex numero uno di Intesa Sanpaolo tornato a fare il banchiere per approfittare delle opportunità nel mercato degli Npl


Corrado Passera, 63 anni

Corrado Passera, 63 anni
 

Non si arresta la fame di Npl di Davide Serra dopo le operazioni con Banco Bpm o l’interesse le sofferenze di Creval. Il finanziere, fondatore del fondo Algebris, sarebbe infatti entrato nell’azionariato di Spaxs, la Spac creata dal Corrado Passera, ex numero uno di Intesa Sanpaolo e con un breve passato in politica.

L’ingresso di Algebris tra i soci del veicolo dovrebbe essere legato a quella che sarà la mission principale di Spaxs. Si punta, infatti, “a creare un operatore attivo nei servizi delle Pmi, nel mercato dei non-performing loan e nell’offerta di servizi ad alto tasso di digitalizzazione” con l’obiettivo prioritario di fare concorrenza soprattutto a Banca Ifis nella partita della gestione delle sofferenze bancarie. 

E per raggiungere questo obiettivo sul tavolo ci sarebbero già due o tre dossier per l’acquisizione di piccole realtà con licenza bancaria. Nei giorni scorsi si è parlato, perfino, di quel Credito Fondiario, la ex Fonspa oggi controllata dalla Tages di Panfilo Tarantelli e dal fondo americano Elliott, diventato uno degli operatori più dinamici nel campo degli Npl come dimostrato, per esempio, dall’acquisizione di un pacchetto di crediti deteriorati da 1,2 miliardi di euro nominali da Carige con il contestuale ingresso nel capitale della banca ligure. 

Un “boccone”, quello di Carige, sfuggito invece ad Algebris di Davide Serra, che adesso viene visto in corsa per un analogo progetto del Creval, di cui il fondo potrebbe diventare azionista nel caso di uno schema dell’aumento di capitale simile a quello adottato da Carige. 

Serra è ormai in prima fila in quasi tutti i dossier sui crediti deteriorati e lo scorso giugno si era aggiudicato il portafoglio Rainbow da 700 milioni messo in vendita dal Banco Bpm

La Spac fondata da Passera, insieme all’ex dirigente di banca Ifis, Andrea Clamer, concluderà domani la fase di collocamento con una raccolta che secondo le ultime indiscrezioni avrebbe raggiunto i 500 milioni di euro, a fronte di un obiettivo compreso tra 400 milioni e appunto 500 milioni. 

Il progetto, che prevede lo sbarco in Borsa, precisamente sull’Aim Italia, agli inizi di febbraio, è destinato a concludersi nel giro di 18 mesi con l’acquisizione del controllo di una società operante in ambito bancario e finanziario. Passera è stato recentemente piuttosto chiaro sulle intenzioni della sua nuova creatura. “Nell’economia italiana c’è un mondo di almeno 10.000 piccole e medie imprese che vanno dai 15-20 milioni ai 150-200 milioni di fatturato. Il mondo del credito in questo settore vale circa 400 miliardi”, ha affermato l’ex numero uno di Intesa Sanpaolo. “Noi puntiamo a una quota di questo mercato proponendoci come accompagnatori delle aziende che hanno potenziale ancora da esprimere a cui forniremo servizi e competenze di credito, di ristrutturazione e di capitale”. 

“Ci sono imprese che hanno un forte potenziale ma che ancora, mi si passi il termine, non sono fiorite e hanno rating bassi. Altre sono ancora performing, ma in crisi più o meno forte. E infine c’è il gruppo delle aziende in grave difficoltà che alimentano gli Npl. Per molte di queste situazioni può esserci una soluzione. E questo sarà il nostro lavoro”, ha aggiunto Passera anticipando la possibilità di collaborare con altre banche, “soprattuto nel mondo degli UTP”, o per meglio dire gli incagli, il nuovo tema caldo del settore bancario italiano . (Rosario Murgida Finanzareport)