Deraglia treno a Milano, tre morti e 5 feriti gravi “Un boato, poi si sentivano solo pianti e urla”

L’incidente tra Pioltello e Segrate. Il convoglio Trenord partito da Cremona era diretto a Porta Garibaldi. Si indaga per disastro colposo. L’ipotesi del cedimento del binario
 

I soccorsi sul luogo della tragedia e il punto in cui il binario ha ceduto

 
 
 

È stata sequestrata la scatola nera del treno proveniente da Cremona e diretto alla Stazione Garibaldi, pieno di pendolari e studenti, che è deragliato stamani a Limito, una frazione vicino a Segrate, periferia est di Milano, provocando tre morti e 46 feriti, di cui quattro in codice rosso.  

 

Dai primi accertamenti effettuati da vigili del fuoco e protezione civile, coordinati dal procuratore aggiunto di Milano Tiziana Siciliano e dai pm Leonardo Lesti e Tiziana Ripamonti, a provocare l’incidente nei pressi della stazione di Pioltello è stata la rottura di una giuntura di circa 23 centimetri delle rotaie. Il guasto ai binari è avvenuto circa un chilometro prima dello scalo ferroviario. Dopo il passaggio del primo e del secondo vagone del treno che è deragliato, il pezzo è stato sbalzato a una ventina di metri di distanza e le ruote dei vagoni successivi sono uscite dalle rotaie. Nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Milano sono stati sequestrati anche i vagoni, l’intera area in cui è avvenuto il deragliamento, oltre a tutti i documenti che riguardano la manutenzione e i lavori su quel tratto di binari.  

 

Le testimonianze  

«Prima abbiamo sentito un grande rumore di ferraglia sotto il vagone, di sassi, di qualcosa che si muoveva, poi il treno ha cominciato a sbandare fortissimo, sembrava di stare su un ottovolante – Così racconta Tatiana, 32 anni, impiegata a Milano mentre esce dal cortile di una ditta di trasporti e spedizioni a Pioltello in via Dante, che confina con la ferrovia -. Le luci si sono spente, fuori era ancora buio e non si capiva più niente. Nel vagone la gente ha cominciato a urlare, a piangere, io mi sono abbracciata a Luca, un compagno di viaggio che incontro tutte le mattine. A noi, che eravamo sull’ultimo vagone è andata bene, solo qualche piccola ferita, ma quelli davanti a noi, nel penultimo, sono rimasti schiacciati come sardine». 

 

 

Le vittime  

Tre i morti, al momento, 46 feriti di cui una cinque in gravi condizioni. Le autorità hanno diffuso i nomi delle vittime: Pierangela Tadini, 51 anni, originaria di Caravaggio ma residente a Vanzago (Milano), Giuseppina Pirri, 39 anni, di Cernusco sul Naviglio e Ida Maddalena Milanesi, 61 anni e originaria di Caravaggio (Bergamo), medico dell’istituto neurologico Besta. 

 

CHI SONO LE VITTIME – La storia di Pierangela, Ida e Giuseppina  

 

 

Intrappolati tra le lamiere  

Nel treno c’era anche Daniela Sassi, figlia 38 enne del sindaco di Ricengo (Cremona) Ernestino Sassi. La donna è stata sottoposta a intervento chirurgico al Policlinico di Milano: dopo l’incidente versava infatti in gravi condizioni, Era salita alla stazione di Crema. «Poco dopo l’incidente mio genero ha ricevuto la chiamata da un altro passeggero – ha raccontato il sindaco – Mia figlia non riusciva a parlare, aveva le gambe incastrate fra le lamiere ed è rimasta bloccata per oltre un’ora prima che i soccorritori riuscissero a raggiungerla e a liberarla». Si è anche saputo attraverso il sindaco di Ricengo che sua figlia si trovava sul treno accanto a Giuseppina Pirri, la donna di 39 anni originaria di Cernusco sul Naviglio che figura tra le tre vittime.  

 

«Il treno era come al solito pieno zeppo», spiega Luca, impiegato, 40 anni. «Ma, almeno sul nostro vagone, questa volta non c’era gente in piedi e questo ha impedito che le conseguenze fossero più gravi. Però nella carrozza davanti alla nostra, la penultima e la terzultima, ho visto gente schiacciata che urlava. Sono anni che prendo questo treno e non era mai successa una cosa del genere e nemmeno avevo mai sentito questi rumori così forti sotto i vagoni».  

 

LA POLEMICA “Un inconveniente tecnico”, il tweet di Trenord fa infuriare i social 

 

Il macchinista: “Ho frenato ma era troppo tardi”  

«Quando ho sentito che il treno vibrava tanto, ho azionato subito il freno ma era già troppo tardi, era già fuori dai binari». E’ questo, in sostanza, il primo racconto reso agli investigatori dal macchinista che guidava il treno deragliato. 

 

 

La Procura ha aperto un fascicolo per disastro colposo  

La Procura da questa mattina ha aperto un fascicolo per disastro ferroviario colposo, che al momento è ancora a carico di ignoti. E ha nominato due periti che sono già al lavoro per fare piena luce sulla vicenda e ha acquisto tutta la documentazione utile per capire come e quando fosse stata fatta la manutenzione sulla tratta ferroviaria, che è molto frequentata.  

 

 

L’ipotesi del cedimento strutturale  

A sentire le testimonianze dei passeggeri, si direbbe che il deragliamento sia stato dovuto a qualche problema ai binari. Più di uno racconta infatti di aver sentito «uno sferragliamento» sotto i vagoni, poi «un’accelerazione», e infine un ribaltamento delle carrozze. I tecnici di Rete Ferroviaria Italia hanno accertato un cedimento strutturale di 23 centimetri di binario (sequestrato dagli inquirenti), circa due chilometri più indietro rispetto al luogo del deragliamento. Attraverso indagini successive si dovrà stabilire se il cedimento del binario sia stato causa o effetto del deragliamento del treno. Secondo una prima ricostruzione di Rti, inoltre, il treno ha percorso con alcune ruote fuori dalle rotaie circa due chilometri prima che una delle tre vetture impattasse un palo della trazione elettrica e si accartocciasse. A quel punto il treno si è scomposto.  

 

 

«Abbiamo individuato un cedimento strutturale tra vagoni ma sono ancora in corso tutti gli accertamenti per chiarire il quadro», ha spiegato il questore di Milano, Marcello Cardona. Tutte le persone intrappolate tra le lamiere sono state tratte in salvo.  

 

 

Gentiloni: “Accertare le responsabilità”  

Poco più di 6 mesi fa, il 23 luglio, un altro treno di Trenord era parzialmente uscito dai binari proprio a Pioltello, senza però provocare feriti. «Accertare le responsabilità, dobbiamo essere severi nel garantire la sicurezza», ha detto il premier Gentiloni. «Il diritto alla mobilità deve partire dalla sicurezza delle persone come garanzia imprescindibile», ha detto Delrio, mentre il sindaco di Milano Sala ha invitato a «moltiplicare gli sforzi sulla sicurezza dei luoghi di lavoro e nei trasporti». 

 

 

Le polemiche  

Su investimenti e sicurezza si accende la polemica. «In questi anni è stata data maggiore attenzione all’alta velocità che non ai treni dei pendolari», dice il presidente del Consiglio regionale lombardo Cattaneo. «La linea Cremona-Milano è stata segnalata come una delle peggiori in Lombardia, con oltre 10mila pendolari giornalieri, su treni lenti e sovraffollati dall’età media di 17 anni», dice Legambiente Lombardia. Ancora più dura la critica di monsignor Nunzio Galantino, segretario della Cei: «Quando si risparmia sulla sicurezza, si risparmia sulle persone e sulla loro vita. E il risultato è sotto gli occhi di tutti». 

 

MAPPA – IL LUOGO DELL’INCIDENTE  

 

 

Polemica su Trenord  

Sul suo account Twitter Trenord ha annunciato l’interruzione della circolazione tra Treviglio e Milano, parlando di «inconveniente tecnico a un treno», scatenando l’indignazione di decine di utenti, poi le scuse: «L’intenzione non era quella di minimizzare l’accaduto, ma di dare informazioni di servizio tempestive ai clienti in viaggio». Tra Milano e Brescia il traffico ferroviario è sospeso sia sulla linea direttissima, sia sulla linea «lenta». Sono fermi anche i treni di Trenitalia.  (AOLO COLONNELLO, EMILIO RANDACIO, MONICA SERRA E CHIARA BALDI la stampa)

 

 

Circolazione interrotta tra Treviglio e Milano a causa di un inconveniente tecnico ad un treno. Per ulteriori info: http://bit.ly/1Px3JMK