Intesa Sanpaolo verso “scorporo” degli Npl

Uno spin off della divisione Capital Light, il 51% andrebbe agli svedesi di Intrum Iustitia. Ma i sindacati finora si sono opposti.

 
 

Riprende quota secondo fonti di stampa la cessione della piattaforma degli Npl da parte intesa Sanpaolo, come parte del piano industriale in presentazione il prossimo 6 febbraio di cui si sono avute ampie anticipazioni nelle ultime settimane

Questa vendita in realtà sembrava essersi arenata dopo la netta contrarietà espressa dai sindacati e in particolare dalla Uilca, mentre le parole del Ceo carlo Messina nei giorni scorsi non avevano contribuito a fare chiarezza sull’argomento.

Le voci quindi vanno prese con le molle, anche perché sinora Intesa Sanpaolo ha ammesso di “valutare opzioni strategiche” ma nulla più, mentre il gruppo svedese Intrum Iustitia ha spiegato di essersi fatta avanti per il dossier. Intesa attualmente ha un rapporto del 12,8% tra crediti deteriorati lordi e totale crediti, e ha da tempo detto di voler abbassare la percentuale al 10,5% entro il 2019. Ma non ciò non significa che debba “svendere”. Ad ogni modo il quotidiano Il Messaggero parla stamani in un articolo di un potenziale spin off della divisione Capital Light, con la creazione di un veicolo societario contenente la piattaforma delle attività delle sofferenze, compreso 750-800 dipendenti e uno stock di 10-12 miliardi lordi: il 51% del veicolo verrebbe acquistato appunto da Intrum Iustitia. 

Intrum Iustitia è una società quotata in Borsa ed è leader nella gestione e recupero crediti: opera con 19 filiali nel mondo ed articolata in quattro macro-aree. Nel negoziato fra le parti, sempre secondo le ultime indiscrezioni, si stanno definendo i dettagli. Intrum dovrebbe acquistare i crediti di Intesa Sanpaolo a un valore di circa il 25-30%, accollandosi la gestione del veicolo. Il trasferimento dei dipendenti comporterà l’apertura di un tavolo negoziale con i sindacati, che nel frattempo sono scesi sul piede di guerra. 

In Borsa il titolo Intesa Sanpaolo segna a mezzogiorno +1,2% a 3,12 euro contro il +0,65% del Ftse Mib e in linea con l’indice bancario di Piazza Affari che guadgana oltre l’1%. (Stefano Neri Finanzareport)