Carige al lavoro su risposta a Malacalza

Il cda slitta al 2 febbraio: ancora tanti temi sul tavolo del board, anche una relazione dell’Ad Fiorentino per disinnescare le polemiche con il maggiore azionista


Stefano Neri Finanzareport
 

 
 

E’ invece slittato a venerdì prossimo 2 febbraio il Cda di Banca Carige inizialmente fissato per domani e che dovrà discutere le contestazioni contenute nella lettera dell’azionista di maggioranza Malacalza, oltre che fare il punto sul piano di rafforzamento patrimoniale.

Il rinvio sarebbe dovuto a semplici impedimenti tecnici, ma non fa che prolungare l’attesa in vista di un board che si annuncia denso di spunti. Il clima sembra però positivo e il titolo in Borsa tenta per l’ennesima volta un avvicinamento a quota 1 centesimo, il prezzo del recente aumento di capitale. Fonti del board infatti nelle ultime ore hanno smentito che si profili uno scontro tra lo stesso Vittorio Malacalza e l’Ad Paolo Fiorentino, che è al lavoro su una relazione per rispondere alle perplessità dell’azionista. Ad ogni modo questo resta l’argomento più caldo all’ordine del giorno- 

Il board inoltre farà il punto sul piano di rafforzamento patrimoniale e le sue diverse articolazioni. Il mercato attende maggiori dettagli sull’accordo con Ibm sulla piattaforma dei servizi IT. Il dossier prevede l’esternalizzazione del servizio ad una società a maggioranza Ibm, partecipata da Carige. 

Sempre in primo piano il capitolo dei non performing loans di Banca Carige. Uno degli obiettivi è quello di mettere mano al più presto allo stock di crediti Unlikely to pay (Utp), i cosiddetti incagli: si parla di una cessione per almeno 500 milioni entro l’anno. Inoltre saranno finalizzate nei prossimi mesi la cessione della piattaforma degli Npl al Credito Fondiario (che ha rilevato anche 1,2 miliardi di sofferenze) e di di Creditis, la società di credito al consumo, al fondo Chenavari. 

E ancora fra gli altri temi sul tavolo, secondo quanto ha scritto il Sole 24 Ore nel fine settimana, citando fonti vicine all’istituto, la Bce avrebbe acceso un faro su tre consiglieri del board. Si tratta di: Ilaria Queirolo, direttore del dipartimento di Diritto privato internazionale e commerciale dell’università di Genova, per la quale sarebbero state messe in dubbio le competenze in materia bancaria, chiedendo un percorso di aggiornamento; Stefano Lunardi, commercialista, chiamato a conciliare i numerosi incarichi ricoperti con l’impegno in banca; e Luisa Marina Pasotti, anche lei commercialista, indicata dall’azionista Gabriele Volpi, per gli stessi motivi indicati a proposito di Lunardi. Carige dovrebbe rispondere alla Bce assicurando impegno e formazione dei consiglieri. Per Francoforte infatti, a parte i dubbi manifestati, i tre sarebbero comunque idonei a restare nel Cda.