Intesa Sanpaolo tra attesa piano e guai banche venete

L’istituto replica duramente all’ipotesi di un coinvolgimento nei processi di Veneto Banca e Popolare Vicenza. Intanto per il Credit Suisse resta una “top pick”.

 
 

Manca ormai una settimana all’atteso nuovo piano d’impresa di Intesa Sanpaolo, con il cda in programma lunedì 5 febbraio per l’approvazione da parte del Consiglio, e la presentazione al mercato fissata per il giorno seguente. Inutile dire che si sprecano i rumors, quasi tutti concentrati in realtà sulla cessione della piattaforma degli Npl a un gruppo svedese poco noto, ma recentemente sbarcato in Italia, Intrum iustitia. 

Oggi fra l’altro l’istituto ha incassato la conferma della raccomandazione Outperform da parte di Credit Suisse, con un target price leggermente ritoccato a 3,4 euro da 3,2 euro precedenti. Sulla base del consolidamento delle banche venete, infatti, il broker ha alzato le stime sull’Eps rispettivamente del +3.1% e +7.4% nel 2018 e 2019 e ha indicato ancora Intesa come la “top pick” fra le banche italiane.

Quanto al piano, le ultime indiscrezioni parlano di un’esclusiva concessa dal gruppo guidato da Carlo Messina a Intrum Iustitia, fino a marzo, entro cui trattare l’operazione, per cui viene confermato lo scorporo della piattaforma di gestione dei crediti deterioratiche fa capo alla Capital Light bank. In questo modo si darebbe vita a un veicolo societario contenente la piattaforma delle attività delle sofferenze, compreso 750-800 dipendenti e uno stock di 10-12 miliardi lordi. E il 51% del veicolo verrebbe acquistato appunto da Intrum Iustitia. Il gruppo svedese, che sarebbe assistito da Goldman Sachs e Mediobanca dovrebbe acquistare i crediti di Intesa Sanpaolo a un valore di circa il 25-30%, accollandosi la gestione del veicolo. 

Gli altri possibili dettagli del piano, secondo quanto ha reso noto la stessa banca nelle ultime settimane, anche se in modo frammentato, riguardano il riassetto di assicurazioni e wealth management, e anche un ruolo crescente dei mercati esteri fra cui la Cina, dove Intesa ha puntato molto. Inoltre vi è il tema dei tagli dei costi del personale.

Intesa Sanpaolo nelle ultime ore è finita però sotto i riflettori anche per un altro argomento. La banca è stata tirata in ballo suo malgrado nelle vicende giudiziarie degli istituti veneti di cui ha rilevato una selezione di attivi nello scorso giugno. Il gup di Roma infatti, nel processo su Veneto Banca, ha disposto la citazione in giudizio di Intesa come responsabile civile per i reati di ostacolo alla vigilanza e aggiotaggio di cui sono accusati gli ex manager e sindaci di Montebelluna. La replica della Cà de Sass è stata affidata a una dichiarazione in cui si sottolinea come il provvedimento sia “contrario alla legge, ma ancor prima a ogni logica”, annunciando che la banca “non mancherà di difendersi in ogni sede e di esercitare ogni suo diritto legale e contrattuale”. (finanza report)