Luca Cordero di Montezemolo fa sogni da editore

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L’ex presidente di Ferrari punta a entrare in un gruppo ai vertici del panorama italiano. E per farlo muove le sue pedine. Dall’asse con Alberto Vacchi al ruolo di Riffeser: la rete del manager.

Il 2017 non è stato certamente un anno fortunato per Luca Cordero di Montezemolo. Prima l’uscita dal vertice di Alitalia, poi le dimissioni da vicepresidente di Unicredit. Un uno due, come si dice in gergo pugilistico, che avrebbe steso chiunque. Non l’ex presidente di Ferrari. In fatto di costanza, l’araba fenice Montezemolo ha infatti pochi competitor. Sin da giovane la sua vita è stata segnata da successi, grandi illusioni e flop. Già negli anni della scuola si è distinto per il suo carattere irrequieto, controverso e le significative frequentazioni. Si è iscritto, per esempio, al collegio Navale Francesco Morosini di Venezia senza terminare gli studi per poi frequentare lo storico Liceo Massimiliano Massimo di Roma dove ha avuto tra i compagni di classe Mario Draghi, attuale presidente della Bce. Anche in politica è un abile manovratore. Guarda, per esempio, i rapporti con Matteo Renzi. Gran sostenitore del rottamatore (è di questi giorni la notizia che il leader del Pd lo voleva alla guida dell’Expo al posto di Beppe Sala), ultimamente sta annusando l’aria e osservando con attenzione le mosse di Dario Franceschini e Pier Ferdinando Casini, ex marito di Azzurra Caltagirone. Due nomi che portano inevitabilmente a Bologna, nuovo quartier generale di Montezemolo, dopo che Sergio Marchionne e una parte della famiglia Agnelli gli hanno chiuso le porte di Torino.

IL SODALIZIO CON ALBERTO VACCHI. Nella città felsinea l’uomo nato presidente può contare su molte amicizie. Prima fra tutte quella di Alberto Vacchi. Il rapporto tra i due imprenditori è singolare. Tanto uno è eccentrico e mondano tanto l’altro è sobrio e rigoroso. Insomma, due poli opposti che si attraggono. Il sodalizio è stato cementato dalla candidatura di Vacchi, sconfitto per una manciata di voti da Vincenzo Boccia, alla presidenza di Confindustria. L’amicizia non sembra però essersi incrinata. Anzi, l’intesa trova ogni giorno nuovi alleati. Prima di tutto Giovanni Tamburi. Il finanziere romano è diventato il vero grande vecchio delle famiglie bolognesi. I grandi affari della città transitano tutti dal suo studio. Il principale azionista della Tip, la sua finanziaria di partecipazioni, è la D’Amico società di Navigazione con il 10% ma al suo fianco ci sono Seragnoli, Angelini, Ferrero, Manuli, Marzotto, Lunelli e anche le Generali con il 6,1%. Molte le sfide vinte. La lista degli investimenti riusciti ha allineato nomi magari non altisonanti ma solidi come Interpump, Amplifon e Datalogic. L’ultimo arrivato è Oscar Farinetti, con la sua Eataly. Ma Tamburi ha un altro grande asso nella manica che calamita l’attenzione dell’accoppiata Montezemolo-Vacchi. L’atout si chiama Andrea Riffeser.

IL RUOLO DELLA CASSAFORTE MONRIF. Il banchiere romano da anni è il secondo socio e alleato forte della cassaforte Monrif che controlla Poligrafici Editoriale, ovvero Il Resto del CarlinoLa Nazione e Il Giorno. E guarda caso l’andamento del titolo Monrif sta dando grandi soddisfazioni agli investitori. Il motivo di questo rialzo non trova riscontri nei fondamentali ma, come si sa, l’editoria presenta sempre qualche sorpresa. Da qui le voci più disparate. Si sa da tempo che Monrif è alla ricerca di alleati che consentano un salto dimensionale. C’è chi ricorda, per esempio, le pressanti avance di Riffeser verso il Sole 24 Ore, gruppo allo stremo in cerca di porti sicuri. Un’altra strada potrebbe portare a Roma. Il fondo Amber possiede il 10% del gruppo Caltagirone e molti pensano che proprio l’hedge potrebbe acquistare l’intera quota di controllo, dopo il fallito delisting, dal costruttore romano. Per arrivare poi, Antitrust permettendo, a una fusione con Monrif. Fantasie? Quasi sicuramente. L’unica certezza è che Montezemolo, per nulla distratto dalla prossima quotazione di Italo, gradirebbe molto avere un ruolo importante in un nuovo gruppo editoriale e gli amici fidati sostengono che stia finalmente per coronare il suo sogno.(Giovanna Predoni Lettera43)