Mps, Credit Suisse taglia il target price

Gli analisti della banca svizzera rivedono le proprie posizioni sulle banche italiane e calano la scure soprattutto sulla banca senese. Il titolo ne risente in Borsa.

 

Credit Suisse cala la scure su Mps all’interno di un suo ultimo report in cui rivede i target price delle banche italiane sotto copertura. 

La revisione è puramente legata al recente andamento in Borsa. “Le banche italiane – spiegano gli esperti della banca elvetica – hanno guadagnato il 13% da inizio anno, grazie all’accelerazione sulla potenziale riduzione delle sofferenze e alle aspettative di un esito favorevole delle elezioni italiane”.

Credit Suisse ritiene dunque che i titoli abbiano corso troppo arrivando a trattare a premio rispetto ai concorrenti europei e quindi opera tutta una serie di modifiche per privilegiare un approccio più selettivo. Intesa Sanpaolo si conferma la preferita con un rating outperform confermato e un target price che sale da 3,2 a 3,4 euro. Sempre di due centesimi viene incrementato il prezzo obiettivo di Unicredit (da 18,6 a 18,6 euro) con rating sempre neutral. Raccomandazione outperform anche per Ubi con tp tagliato da 5,15 a 4,85 euro, mentre è su Mps che cala la scure più pesante. Al rating outperform viene associato un taglio del prezzo obiettivo per il titolo delle banca senese da 4,28 a 3,5 euro. “Rimaniamo negativi su Mps: gli eventi recenti (fallimento dello stress test 2016, ricapitalizzazione precauzionale) potrebbero averla indebolita. La nostra principale preoccupazione è la sostenibilità del recupero dei ricavi”, affermano gli analisti del Credit Suisse aggiungendo che l’esposizione ai crediti deteriorati “più alta della media, le incertezze normative e i ricavi core deboli potrebbero continuare a rappresentare un ostacolo alle performance di Mps nel 2018”. 

Al netto dei “primi segnali di normalizzazione” lanciati con l’ultima operazione di deconsolidamento di sofferenze e l’emissione di un bond Tier 2 da 750 milioni, gli analisti sottolineano le proprie preoccupazioni per la quantità elevata di crediti deteriorati ancora da smaltire e i possibili ostacoli dettati dall’addendum della Bce. Dunque ci “sono più ombre che luci nel breve termine” anche perchè sono molti i timori legati alle inadempienze probabili e alla “principali tendenze dei ricavi”. A tal proposito, gli esperti del Credit Suisse temono “principalmente per le commissioni nette” a causa dell’impatto della cessione del business del merchant acquiring a Icbpi un anno fa e della potenziale debolezza della rete dopo gli eventi dell’anno scorso, coincisi con il salvataggio orchestrato dallo Stato. “A nostro avviso – concludono dal Credit Suisse -, solo alcuni trimestri con obiettivi raggiunti su tutti i fronti potrebbero dissipare la maggior parte di queste preoccupazioni”.(Rosario Murgida Finanzareport)