Presidenza Figc, è caos: si ritira anche Sibilia. Si va verso commissariamento

Presidenza Figc, è caos: si ritira anche Sibilia. Si va verso commissariamento

La giornata non ha prodotto l’elezione del presidente della Figc

Commissariamento sempre più vicino (e toccherebbe a Malagò) in Figc. Una brutta pagina per la Federcalcio, tre candidati, niente accordo. E così dopo una giornata sfinente ecco quello che dice Cosimo Sibilia, leader dei Dilettanti, alle sei di sera: “Dopo aver in tutti i modi cercato di raggiungere una convergenza non ci sono condizioni per poter procedere, chiedo quindi ai delegati della Lega nazionale dilettanti di votare scheda bianca”. Sibilia aveva proposto a Gravina di fare lui il presidente (con il n.1 dei Dilettanti suo vicevicario) ma Gravina non ha accettato, “evidentemente all’interno ha avuto problemi” ha spiegato il senatore di Forza Italia. Molti alleati di Gravina non ci stavano. E così è saltato tutto. Anche i calciatori hanno annunciato che votano scheda bianca. “Noi siamo stati responsabili” ha detto il n.1 della Lega Dilettanti, eletto proprio qui un anno fa all’unanimità. Si va quindi alla quarta votazione (inutile): Sibilia era arrivato al ballottaggio con Gravina. Tommasi, finito terzo, era già out. Tutti sono rimastti inchiodati nelle loro posizioni. Ci sono stati tentativi infiniti di trovare una convergenza: Tavecchio si è dimesso il 13 novembre dopo il flop mondiale e il risultato è questo. Avvilente. Aveva ragione Malagò. Ora ci penserà lui e per molti saranno dolori. Un commissariamento lungo un anno, che mette le mani nelle vere riforme, quelle che nessuno è riuscito a fare. Grande sconfitto è anche Lotito, alleato di Sibilia. Per lui sono momenti difficili, in Lega di A e anche, adesso, in Figc. Tempo fa era decisivo, ora si agita molto ma non incide più come una volta.

Figc, parte il toto-nomi
Tommasi: “Sconfitta pe il nostro sistema” – “C’era bisogno di un cambiamento e non ritenevamo che nessuno dei due candidati lo rappresentasse. Per come si erano costruite le candidature, per quello che è stato il nostro percorso abbiamo deciso di non esprimere il nostro voto. Sicuramente ci sarà il commissario, sicuramente bisognerà fare quello che dicevamo già da qualche settimana. Se non riusciamo a trovare un accordo è giusto che qualcuno di esterno ci metta mano”. E’ il commento del presidente dell’Assocalciatori, Damiano Tommasi, dopo il mancato accordo con gli altri candidati alla presidenza della Figc che apre le porte al commissariamento. “Purtroppo è una sconfitta per il nostro sistema e forse non è un caso che siamo usciti dal Mondiale -ha sottolineato-. Se eravamo orientati all’appoggio di uno dei due? No, nessuno dei due”.
 
L’ultima notte – L’ultima notte non ha portato consiglio: niente rinvio delle elezioni Figc di novanta giorni come voleva Giovanni Malagò, e non solo lui. E niente accordo in zona Cesarini: tutti i tre candidati, Sibilia, Gravina e Tommasi, si sono presentati al voto. Tre rivali per la Federcalcio, un record, non certo positivo. Renzo Ulivieri se l’è presa ovviamente con il presidente del Coni, e si è schierato apertamente per Gravina, addio ticket con Tommasi, addio nuova alleanza. Nicchi ha attaccato Sibilia, il senatore di Forza Italia ha negato interventi della politica in questa partita e Tommasi ha negato di essere vicino ai 5 Stelle, “semmai vorrei che fosse la Figc, la nuova Figc delle schiene dritte, ad avere la quinta stella”. Frecciate e veleni dell’ultimissima ora. Poi, la prima votazione. Per Sibilia il 39,37 per cento delle preferenze, per Gravina il 37,06%, per Tommasi il 22,34%. Quorum a 75 per cento, nessun eletto. Si va alla seconda. Altra fumata nera. Nessuno dei tre candidati ha raggiunto il quorum richiesto (66%): Cosimo Sibilia ha ottenuto 206,80 voti (40,41%), Gabriele Gravina 185.74 (36,29%), Damiamo Tommasi 113.79 (22,23%). Per il terzo scrutinio serviva una maggioranza del 50% più uno. Ma anche qui il nulla. Poi il ritiro di Sibilia e il commissariamento che avanza.

Resta aperto il fronte caldissimo della Lega di A, se non fanno nulla il 1 marzo il Coni commissaria la Figc (e il commissario lo fa Malagò, la annuncia presto). “Vediamo come andrà la trattativa per i diritti tv della Lega di Serie A con Mediapro, se ci saranno altre opportunità per un terzo bando. Loro certo hanno fatto una offerta importante (950 milioni, ndr), che però non è quella che noi vogliamo perché abbiamo un obiettivo che è più elevato, ma già è un passo avanti importante rispetto ai valori cui si era approdati con le negoziazioni private dove si era arrivati a 830 milioni. Secondo me i dirit come andrà la trattativa per i diritti tv della Lega di Serie A con Mediapro, se ci saranno altre opportunità per un terzo bando. Loro certo hanno fatto una offerta importante (950 milioni, ndr), che però non è quella che noi vogliamo perché abbiamo un obiettivo che è più elevato, ma già è un passo avanti importante rispetto ai valori cui si era approdati con le negoziazioni private dove si era arrivati a 830 milioni. Secondo me i diritti valgono molto e c’è spazio per crescere ancora”. Così il presidente del Torino, Urbano Cairo. “Poi bisogna risolvere il tema della governance – ha aggiunto – ma ci stiamo lavorando e credo che anche qui stiamo facendo passi avanti. In questo momento non c’è unità, però credo ci stiamo avvicinando a trovare i nomi che gestiranno poi la Lega”. Cairo crede ancora in Tebas amministratore delegato, ma il presidente della Liga di Spagna difficilmente potrà essere scelto, soprattutto se arriverà Mediapro. E poi il calcio italiano deve consegnarsi agli spagnoli? Non ci sono manager capaci da noi? Sky è pronta a fare una nuova offerta. Consistente. Intanto Claudio Lotito fa politica alla toilette… Il presidente della Lazio, stazionandovi vivino, ha man mano avuto colloqui con l’ad del Milan Fassone, il presidente delll’Aia Nicchi e il numero uno della Lega di B, Balata. (Fulvio Bianchi Repubblica)