Un maxifurto da 500 milioni di dollari in criptovalute innesca la grande fuga da Bitcoin & Co.

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Dopo il maxi-furto di criptovalute per 580 milioni di dollari, il più grande mai avvenuto, denunciato venerdì scorso dalla piattaforma giapponese Coincheck, aumentano le prese di distanza dai Bitcoin e dagli altri prodotti simili.

L’ultima dichiarazione significativa è quella di Deutsche Bank: intevistato da Bloomberg News, Markus Mueller, Global Head of Investment di Deutsche Bank Wealth Mangement, dice che la sua istituzione raccomanda di stare alla larga da Bitcoin e criptovalute in generale: “Chi investe in questi strumenti corre il rischio di perdere tutto”.

Per Deutsche Bank il problema principale dei Bitcoin è la mancanza di regolamentazione, accompagnata dall’alta volatilità, dal rischio di manipolazione dei prezzi, dal rischio di perdita dei dati o di furto di dati.

Mueller ha parlato stamattina, 48 ore dopo che a Tokio la piattaforma di scambio Coincheck ha denunciato di essere stata attaccata da hacker che hanno rubato circa 500 milioni di dollari di NEM, una criptovaluta molto diffusa in Giappone.

Questa mattina il Bitcoin perde oltre il 4% a 11.322 dollari.

Nella notte fra venerdì e sabato scorso il Ceo di Coincheck, Koichiro Wada, 27 anni, ha tenuto a Tokio un’improvvisata e piuttosto animata conferenza stampa in cui annunciava che la piattaforma di scambio da lui diretta aveva subito il furto di 523 milioni di criptovalute denominate NEM, il cui valore si aggirava sui 94 centesimi di dollaro l’una. L’ammanco era già stato denunciato alla polizia e alla Fsa (Financial Service Agency), l’organismo che in Giappone vigila sui mercati finanziari.

Mentre la conferenza stampa era in corso nella sede della Borsa (Tokio Stock Exchange), la notizia è rimbalzata rapidamente sui social e nel giro di poco tempo oltre un centinaio di clienti arrabbiati si è radunata nella notte sotto la sede di Coincheck.

Secondo la ricostruzione di alcuni esperti, a rendere possibile il furto sarebbe stata la mancanza di alcuni protocolli di sicurezza, e in particolare il fatto che Coincheck teneva i depositi dei clienti in un cosiddetto “hot wallet” (in italiano “portafoglio caldo”), connesso alla rete esterna.Normalmente le piattaforme tengono i depositi dei clienti in “cold wallet”, non connessi con l’esterno e per questo meno esposti al rischio di attacchi informatici.

Per valore di mercato, NEM è la decima criptovaluta al mondo, diffusa soprattutto in Giappone. Il Giappone è uno dei più importanti mercati per le criptovalute. Le autorità nipponiche hanno introdotto recentemente  l’obbligo di licenza per le piattaforme che operano in criptovalute e Coincheck, attiva dal 2012, era in attesa di riceverla e lavorava in un regime (legale) di transitoria autorizzazione.

Il Ceo Wada ha detto che i 260mila clienti di Coincheck che sono stati danneggiati dal furto verranno indennizzati. Coincheck sta cooperando con altre piattaforme di scambio per cercare di rintracciare le criptovalute rubate: “Sappiamo dove sono stati spediti i fondi, li stiamo tracciando e se riusciamo a mantenere il contatto non disperiamo di riuscire a recuperarli”, ha detto Wada.