Banche venete, domani esce Viola

Tra poche ore diventano efficaci le dimissioni dall’incarico di commissario. Concluse numerose cessioni, il banchiere ritiene di aver portato a termine l’incarico affidatogli da Tesoro e Bankitalia.

 

Si conclude tra poche ore una delle pagine della controversa storia delle banche popolari venete. Fabrizio Viola non sarà più il commissario di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca salvate dallo Stato con l’ausilio di Intesa Sanpaolo. 

Domani diventeranno, infatti, efficaci le dimissioni presentate la scorsa settimana al Ministero del Tesoro e alla Banca d’Italia. L’uscita di Viola sancisce il completamento dell’incarico affidatogli nei mesi scorsi per dismettere gli ultimi business in bonis non passati sotto il controllo di Intesa Sanpaolo. 

Nelle ultime settimane sono stati raggiunti accordi per la cessione del 71,6% di Banca Intermobiliare ad Attestor, del 70,7% di Farbanca e Cefc, del 9% di Cattolica alla Berkshire Hathaway di Warren Buffett. Restano ancora da cedere Pestinuova, Claris e il 39,8% di Arca Sgr, gli asset immobiliari e le opere d’arte, ma si tratta sostanzialmente di partite di minor spessore e complessità rispetto alle altre dimissioni. 

Il più è comunque fatto visto che il contratto di cessione di 18 miliardi di sofferenze e incagli alla Sga del Tesoro è ormai prossimo al perfezionamento dopo la firma del relativo decreto ministeriale. 

Dunque Viola ha portato a termine il grosso del suo lavoro sul fronte della gestione degli attivi e ora avrebbe intenzione di lasciare a persone più competenti la gestione del passivo per dedicarsi ad altre esperienze professionali, probabilmente meno complicate di quelle degli ultimi anni, passati tra le difficoltà di Mps prima e quelle delle due popolari venete dopo. (rosario murgida finanza report)