Estratti-conto da brivido per ex BPVi e Veneto Banca, CorVeneto: per avv. Calvetti «Intesa rivuole i prestiti dai soci finanziati»

Ex popolari, Intesa Sanpaolo manda estratti-conto da brivido ai soci finanziati. Il caso si sta aprendo in questi giorni, dopo la migrazione informatica che ha trasferito da dicembre 1,4 milioni di conti correnti di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca sui computer di Intesa, e alla vigilia del passaggio dei crediti deteriorati dalle liquidazioni delle venete alla Sga, con l’inizio della gestione, atteso per l’inizio di febbraio, dopo il decreto del Tesoro. A sollevarlo è l’avvocato Sergio Calvetti, tra i più attivi sul fronte del tentativo di trovare una via d’uscita legale per risarcire i soci che hanno perso tutto con le azioni delle due popolari, e che ha accumulato 4.700 assistiti.

Tutto questo mentre si moltiplicano i fronti aperti intorno alla liquidazione delle venete. Da un lato il fronte caldo dei risarcimenti civili nei due processi penali, all’indomani della decisione del Gup di Roma di ammettere, saltando il divieto del decreto di liquidazione, la chiamata di Intesa a rispondere dei danni. Ieri la richiesta per ottenere il bis è stata depositata a Vicenza nel processo Bpvi dall’avvocato Francesco Ternullo dell’associazione «Noi che credevamo nella Bpvi». Nel frattempo, mentre i commissari liquidatori di Bpvi hanno venduto Nem Sgr e arriva a dama la cessione di Bim, dopo che il Tar ha respinto il ricorso di Barents sulla vendita al fondo Attestor, la First Cisl si dice preoccupata per i 26 dipendenti di Claris, la società di leasing di Veneto Banca ancora in utile, rimasta sotto la liquidazione, anche di fronte a «potenziali omissioni contributive previdenziali – sostiene Massimiliano Paglini – e all’atteggiamento ostile e vessatorio che il direttore generale Stefano Brunino ha messo in campo contro il sindacato».

In questo quadro in movimento, allo studio legale Calvetti di Treviso, come racconta lui stesso, si rifanno vivi i risparmiatori travolti dall’azzeramento delle azioni. Di due categorie specifiche: i titolari di «baciate», i prestiti per comprare – anche in parte – azioni; e chi, alla richiesta di vendere le azioni, si era visto opporre il no dalle banche, con la proposta alternativa di un prestito a tassi di favore, anche l’1%, in attesa di vendere. Solo Calvetti, tra le due banche, ne ha 5.100 con danni stimati in 6oo milioni.

L’esito per le due categorie è diverso, come mostrano gli esempi di due estratti-conto. Mentre nel primo caso il cliente, titolare di una «baciata» per 318 mila euro, considerata credito deteriorato e finito alle liquidazioni, riparte con il conto azzerato, il secondo riparte da un saldo iniziale negativo di quasi 90 mila euro. Niente estratti-conti «pazzi», dice il legale: «Intesa ha fatto una scelta precisa, lasciando a liquidazioni e Sga la scelta di come gestire le ‘baciate’ e provando a recuperare il secondo tipo di prestito, con l’evidenza di interessi di scoperto di conto corrente fino al 22%. Un atteggiamento che giudichiamo intimidatorio, verso controparti spesso deboli».

Calvetti per parte sua ha già scelto la linea: «Diffidiamo Intesa dall’esigere un credito frutto di una truffa che verrebbe continuata e minacciamo di rivolgerci alla Procura. Quei crediti erano anticipi su vendite azioni promesse in un secondo momento e mai avvenute, lasciando al socio, che ha perso tutto, il credito da pagare. Intesa non può fingere di essere estranea». L’obiettivo è chiaro: «La restituzione dei crediti alle liquidazioni. Vogliamo un duello ad armi pari». Per avere più spazio di trattativa: «Vogliamo arrivare a compensare – sostiene l’avvocato – la perdita delle azioni con il valore dell’anticipo dato sotto forma di prestito».

Per parte sua Intesa Sanpaolo replica, fornendo la sua linea sulla vicenda: «La banca continuerà a gestire i crediti come ha sempre fatto – sostiene Renzo Simonato, direttore regionale Veneto, Friuli e Trentino – guardando alla strategia e alla capacità di sviluppo della clientela e in particolare delle aziende».

Sui dettagli operativi, Simonato aggiunge: «La maggior parte dei clienti delle ex venete è passata a intesa Sanpaolo: tutti quelli in bonis con i loro rapporti; quindi anche i cosiddetti finanziamenti `baciati’. Sono rimasti alle liquidazioni, in quanto non compresi fra i rapporti ceduti, i finanziamenti `baciati’ relativi a rapporti deteriorati. Tale ripartizione è in linea con le previsioni normative». Per quanto riguarda invece i «finanziamenti sostitutivi», Simonato afferma: «Sono e saranno gestiti da Intesa Sanpaolo nel rispetto delle previsioni contrattuali e tenendo conto della situazione dei singoli clienti».

di Federico Nicoletti, da Il Corriere del Veneto