UNA PIETRA NERA IN TESTA A BLOOMBERG – IL FONDO BLACKSTONE SI COMPRA I DATI DI REUTERS: INVESTE 20 MILIARDI PER IL 55% DELLA DIVISIONE ‘FINANCIAL & RISK’, CHE DA SOLA RAPPRESENTA PIÙ DELLA METÀ DEI RICAVI DEL GRUPPO – GLI SFORZI DI THOMSON NELLO SFIDARE BLOOMBERG SULLA GESTIONE DEI DATI NON AVEVANO DATO I FRUTTI SPERATI. ORA CI PROVERÀ IL GIGANTE DEGLI INVESTIMENTI

Francesco Semprini per la Stampa

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E’ senza dubbio una manovra che andrà a rimettere in discussione specifici equilibri strategici a Wall Street quella con cui una cordata a guida Blackstone ha voluto scommettere su Thomson Reuters. Il colosso dei private equity punta a far breccia nell’ analisi dei dati finanziari, così da rilevare il 55% della divisione «Financial and Risk» di Thomson Reuters appunto, che da sola rappresenta più della metà dei ricavi annuali del gruppo.

Si tratta di un’ operazione il cui controvalore è stato stimato attorno ai 20 miliardi di dollari, e che le consente di entrare a gran voce nel settore, mettendola in diretta concorrenza con Bloomberg e con lo stesso gruppo Dow Jones (che controlla a sua volta diverse pubblicazioni tra cui Wall Street Journal).

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Per la storica agenzia di informazione internazionale – con quasi 170 anni di attività – è una nuova svolta dopo quella del 2008 con l’ acquisto da parte del gruppo Thomson.

L’ accordo prevede la creazione di una nuova società per la fornitura di dati e analisi a Wall Street, controllata per il 55% da Blackstone e per il restante 45% da Thompson Reuters. Il Canada Pension Plan Investment Board e il Fondo sovrano di Singapore Gic investiranno nella nuova nata insieme a Blackstone, con la quale hanno dato vita al consorzio. L’ agenzia di stampa Reuters News resta parte di Thomson Reuters, e ha siglato un accordo a 30 anni da 325 milioni di dollari l’ anno per la fornitura di informazioni alla nuova società, dalla quale a sua volta riceverà dati e analisi.

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L’ annuncio è giunto nel tardo pomeriggio di martedì (sera inoltrata in Italia) al termine della seduta con la quale il consiglio di amministrazione di Thomson Reuters ha valutato l’ offerta tutta in contanti di Blackstone.

Per il private equity si tratta di uno dei maggiori accordi della sua storia, dopo l’ acquisizione di Hilton Hotels ed Equity Office Properties Trust per 26 e 29 miliardi di dollari nel 2007. Ma questa volta si tratta di un’ operazione ancora più significativa sul piano dell’ analisi finanziaria.

Riflette infatti l’ importanza e il valore dei dati che la famiglia Thomson, da quando ha acquistato Reuters nel 2008, ha cercato senza grande successo di promuovere. I suoi sforzi per creare un gigante in grado di sfidare Bloomberg non hanno portato i risultati sperati.

Nel 2016 a fronte del 33,4% del mercato controllato da Bloomberg, Thomson Reuters aveva solo il 23,1%. A questo si aggiunge la deludente performance dei suoi titoli in Borsa negli ultimi anni rispetto ai principali concorrenti. La manovra è quindi destinata a imprimere una svolta, grazie anche ai contatti di Blackstone con le maggiori banche, che potrebbero agevolare l’ adozione dei terminali informatici della nuova società. Il tutto unito con un’ accelerazione nel piano di taglio costi e la riduzione – a sentire alcuni media Usa – di posizioni nelle sedi più costose come Stati Uniti ed Europa a favore di posti di lavoro offshore.

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Non è chiaro – riporta Reuters – chi ci sarà alla guida della nuova società. Incertezza inoltre sul parere dei fiduciari del Thomson Reuters Founders Share Co, il comitato creato per la supervisione dell’ indipendenza editoriale di Reuters quando la società è stata quotata negli anni 1980. In altalena infine il giudizio di Wall Street, dove Thomson Reuters ha perso ieri il 6,86, dopo il +9,21% del giorno precedente. (dagospia.com)