Creval accelera su Npl e aumento?

Nuovo ritocco al piano di smaltimento delle sofferenze della banca valtellinese. Sale a 2,2 miliardi il valore del pacchetto da cedere. Intanto l’aumento potrebbe anche essere anticipato.


Il Credito Valtellinese accelera ancora il programma di cessione delle sofferenze e anticipa i tempi della ricapitalizzazione.

Secondo le ultime indiscrezioni di stampa la banca lombarda avrebbe intenzione di aumentare l’importo del pacchetto di Npl in fase di dismissione. Non si tratta di un incremento consistente ma comunque è la prova, l’ennesima, di quanto nel settore bancario italiano si voglia dare un colpo di acceleratore a strategie di smaltimento dei crediti deteriorati anche per anticipare l’impatto dell’addendum della Bce. In particolare si parla dell’intenzione del Creval di aumentare di 100 milioni lo stock di Npl per arrivare a 2,2 miliardi, di cui 1,6 miliardi con le garanzie statali.

Tra l’altro negli scorsi giorni erano circolate ulteriori voci sulla possibilità che il pacchetto venga messo sul mercato nella sua interezza già entro il primo semestre mentre i programmi originari prevedevano la cessione di 1,5 miliardi di crediti deteriorati entro giugno e di 600 milioni di incagli nella seconda metà dell’anno.

Dunque continuano a emergere nuovi sviluppi su un’operazione direttamente collegata al maxi aumento di capitale da 700 milioni di euro voluto dai vertici aziendali per procedere con una drastica pulizia di bilancio. A tal proposito sembra sempre più probabile che venga seguito lo stesso schema dell’aumento di Carige. Alla ricapitalizzazione della banca ligure hanno partecipato anche realtà finanziarie con le quali sono stati firmati accordi per la cessione di determinati cespiti. Il Credito Fondiario ha per esempio aderito alla sottoscrizione in cambio di un pacchetto di sofferenze da 1,2 miliardi e Chenavari in cambio dell’acquisto del controllo di Creditis. Nel caso del Creval circolano da giorni voci sull’interesse del fondo Algebris del finanziere Davide Serra a partecipare all’aumento e al contempo a rilevare i 600 milioni di incagli.

La ricapitalizzazione dovrebbe partire il 19 febbraio per concludersi dopo tre settimane ma anche sul fronte delle tempistiche emergono voci sulla possibilità di un anticipo di qualche giorno, evidentemente per evitare la fase di incertezza in concomitanza con le elezioni politiche del 4 marzo. Intanto lunedì è prevista la riunione del consiglio di amministrazione per l’approvazione dei risultati dell’esercizio 2017. Con i conti in mano il management partirà per il roadshow di presentazione di un’operazione di rafforzamento che sarà gestita con l’ausilio di un pool di banche guidato da Mediobanca e Citigroup e composto anche da Santander, Barclays, Credit Suisse. Il tutto è comunque ancora sub-judice perchè la Consob non ha ancora acceso il semaforo verde sulla ricapitalizzazione.

Le indiscrezioni non stanno comunque dando sostegno al titolo, in calo di oltre l’1,8% complice l’intonazione negativa dell’intero mercato. (Rosario Murgida Finanzareport)