Carige, Fiorentino risponde a Malacalza. Cda blindato, ok a linee guida per il 2018

 

GENOVA – L’ora del “chiarimento” in Banca Carige, fissata per venerdì, si è aperta con l’esame della relazione dell’ad Paolo Fiorentino in risposta alla lettera del primo azionista Malacalza Investimenti, critico sulla gestione dell’aumento di capitale chiuso a dicembre. Una stringata nota della banca spiega che il cda “ha preso atto dell’analitica relazione dell’ad“, oltre dieci pagine di risposta punto per punto alle critiche mosse da Malacalza.

Riunito dalla mattina il cda di Banca Carige è rimasto blindato fino alla serata, senza che filtrassero indiscrezioni sul “clima” interno, anche se già nei giorni scorsi sembrava che la tensione si fosse abbassata. In Borsa l’azione ha registrato un calo dell’1,16%, a un valore dello 0,0085.

Il cda ha intanto approvato l’accordo con Ibm sull’esternalizzazione del sistema informativo del gruppo, che passerà attraverso la creazione di una nuova società in cui l’azienda informatica avrà la maggioranza, e si è avviato l’iter per ottenere le autorizzazioni dalla Bce. Ed è arrivato il via anche alle linee guida del budget 2018, con un focus sul business ordinario della banca per tornare alla redditività. Ma sul merito delle risposte di Fiorentino alle critiche mosse da Malacalza Investimenti non si dice di più.

L’azionista (20,639%) criticava la complessiva “conduzione gestionale, legale e comunicativa dell’operazione da parte delle banche garanti, di Carige, dei consulenti legali di questa e dei suoi incaricati della comunicazione”. E ha messo in dubbio “l’effettivo margine di rischio (che ancora oggi non ci risulta) che le banche garanti a fronte di un compenso di svariate decine di milioni si sono assunte”.

Mentre si apriva la riunione del cda, l’Associazione piccoli azionisti di Banca Carige ha presentato con una conferenza stampa una lettera aperta. “Assistiamo con preoccupazione e sgomento a quanto sta avvenendo in questi giorni all’interno della banca a poche settimane dalla chiusura dell’aumento di capitale che avrebbe dovuto sancire l’inizio di una nuova storia di Banca Carige”, ha scritto l’associazione che riunisce 250 piccoli azionisti, chiedendo che tutti i soggetti interessati alla governance della banca “vadano uniti nella stessa direzione con fiducia reciproca”.

Intanto per il futuro della banca, le indiscrezioni del mondo finanziario, ipotizzano diversi scenari di aggregazione. Uno prevede l’alleanza con Credit Agricole, passando attraverso Cariparma, l’altro vedrebbe Carige all’interno di un polo allargato con altri tre istituti con Mps capofila.(primocanale.it)