Come i francesi vogliono spartirsi l’Italia, facendola a pezzi: i casi Generali e Leonardo/Finmeccanica, i cui AD oggi sembrano fare a gara per indebolirle

 

Chi è l’AD delle Assicurazioni Generali? Mr. Bonnet, un francese, vicino a Bollorè, quello che si è comprato Telecom Italia e come prima mossa ha licenziato i manager italiani per far posto a quelli stranieri (francesi). Generali, per chi non lo sapesse, è stata l’architrave delle assicurazioni europee, vi basti sapere che l’AXA moderna nacque da una sua costola. Mr. Bonnet arriva, indovinate un po’, da AXA. Il Leone di Trieste è da sempre lo scrigno delle ricchezze ebraiche europee, alcuni dicono anche facente parte di quella nobiltà nera che nell’ex Repubblica dei Dogi trovava una sede. Fino alla morte di Antoine Bernheim, patron di Lazard e semi Dio parigino dell’alta finanza, nessuno – e dico nessuno – avrebbe pensato di toccare Generali, era come un’azienda sovranazionale (ebraica). Poi invece…

Oggi Generali sotto Bonnet sta vendendo pezzo a pezzo tutte le sue partecipate estere, partendo da quelle “minori”, anche se guadagnano, relegandola progressivamente ad un ruolo diciamo strettamente italico (vedrete che fra qualche tempo l’errore fatto con la vendita di Ansaldo STS e Breda da Fimeccanica/Leonardo verrà mutuato anche a Trieste, vedasi oltre).

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Passiamo a Finmeccanica, ora chiamata Leonardo: cassaforte della difesa italiana, ex Efim, dove sono confluiti gli assets della difesa. Asset pregiati, l’Italia con Avio, coi siluri per sottomarini, coi propellenti per missili era ed è un riferimento mondiale, tra gli altri. E poi la leadership negli elicotteri, con la fusione con Westland (a seguito della partecipazione alla seconda guerra nel golfo, ndr). Poi iniziarono a spolparla, da 5 o 6 anni, notizia di qualche giorno fa che addirittura i giornalisti (Teleborsa) si sono accorti che la vendita di Ansaldo Breda e Ansaldo STS, due leader del settore ferroviario ai giapponesi di Hitachi, fu un errore. Io azzardo: qualche politico ha preso la “stecca” per la vendita di tali assets? E poi, dove è stata gestita la vendita? A Londra? Chi era premier? Berlusconi? Non credo proprio…

Finmeccanica è un caso particolare: la Fondazione Nens, capeggiata da Enrico Letta prima di diventare primo ministro, fu oggetto di una relazione strategica elaborata da una sedicente – inventata– ricercatrice dell’università francese Science Po (Lisa Jeanne, nom de plume), quella dove si formano i servizi segreti francesi, ossia quella dove probabilmente – anzi non casualmente – da anni insegna Enrico Letta. Tale relazione diceva una cosa interessante: Fimmeccanica doveva essere venduta perchè mancava delle economie e sinergie di scala. Ed a chi si sarebbe dovuta essere venduta? Ai francesi…. Ah, il caso!

Bingo.

Sta di fatto che il corrente AD – F. Profumo, nominato sotto il Conte Gentiloni Silveri (in odore di prossima Legion d’Onore, come E. Letta, che l’ha già presa per i servigi forniti alla patria [francese]) sembrerebbe quasi far apposta ad affossare Leonardo-Finmeccanica, l’ultimo piano industriale è stato un disastro sul mercato. Vi svelo un segreto, visto che ho bazzicato certi ambienti: i board di norma sanno in anticipo le reazioni dei mercati ai piani industriali. E se non sanno fare queste previsioni vuol dire che non sono capaci a fare il loro lavoro e vanno licenziati, cosa che andrebbe fatta seduta stante per Leonardo. Ossia, mi viene da dire che qualcuno sapeva bene che il piano proposto sarebbe risultato in un tracollo in borsa. Dunque, perchè è stato fatto cotanto errore manageriale nel presentare un piano? Semplice, perchè qualcuno vuole far comprare Finmeccanica, possibilmente a basso prezzo. Da chi? Che domanda, dai francesi!

Vedasi LINK

Si sa, Profumo fu mandato via da Unicredit dopo l’acquisizione tedesca e dopo il subprime. Tutto sommato lavorò bene, fino al 2008, poi entrò nella sfera politica e tutto cambiò: in Unicredit dopo di lui, dove comunque aveva ancora seguito, Ghizzoni venne sostituito come AD da un altro francese ex militare (ossia vicino ai segreti) che ha fatto la stessa cosa di Bonnet, vendere (o svendere) assets aziendali importanti, ad esempio la Banka Pekao in Polonia. O i fondi Pioneer, i più grandi d’Italia e tra i maggiori d’Europa, guarda caso ai francesi di Credit Agricole (ossia, senza Pioneer è certamente più facile indirizzare lo spread BTP italiano….). Della grandezza di Unicredit sotto Profumo rimane ben poco, alcuni azzardano che verrà fusa con Societè Generale, vedremo (sicuro, ndr). L’aria del grande oriente di Francia ormai è palpabile a Milano, a partire da Foro Buonaparte, il primo obiettivo dei servizi segreti francesi con Tangentopoli…. (e a palazzo di giustizia; va per altro notato che da anni il PM DI Pasquale ha certamente un occhio di riguardo per il settore difesa italiano, con inchieste che mettono regolarmente “dentro” i vertici e poi finiscono in una bolla di sapone o quasi, senza che nessuno chieda conto degli errori fatti al sistema Italia dalla magistratura, vedasi articoli citati). Va infatti ricordato che la sinistra italiana storicamente ha ottimi legami con la Francia, dal delitto Moro, dal caso Ippolito e forse anche da prima. E’ forse un caso che i sodali di sinistra macchiatisi di sangue negli anni ’70 furono protetti da Mitterand e soci?

 

Conclusione: Finmeccanica-Leonardo e Generali (ed anche Unicredit) vedrete che lentamente cercheranno di farle passare sotto i francesi. E sapete perchè? Semplice, esiste un piano per per la spoliazione dell’Italia in cui la Francia dovrebbe – sottolineo dovrebbe – fare da padrona.

Il metodo è interessante, in quanto duplice: Leonardo-Finmeccanica la si mina dall’interno, con una gestione scellerata. E poi lo stesso board proporrà una fusione con aziende estere, ehm, francesi dietro avances straniere. Per Generali ed Unicredit è diverso, si vendono a pezzi possibilmente ad amici che incasseranno il pezzo pregiato e dopo qualche tempo ne daranno un altro in cambio al sistema francese. Alla fine, indebolite, verranno comprate per poco, visto che le acquisizioni nella finanza difficilmente possono essere bloccata per “sicurezza nazionale”. Sempre dai francesi, ca va sans dire. Questo è piano.

La direzione? A Parigi. E parla anche l’Italiano (del traditore).

 

Voi direte, vabbè… Vabbè un cazzo, permettetemi: la disoccupazione – soprattutto quella di pregio – in Italia dipende dal fatto che le aziende se le comprano gli stranieri, i quali poi trasferiscono i gangli vitali ossia il profitto all’estero. Ed i posti di valore in Italia se li prendono comunque gli expat stranieri. Agli italiani restano sempre ruoli minori. Qualcuno dovrebbe correlare questo alla riduzione dei consumi italici ed all’assenza dell’ascensore sociale in Patria. Oggi vedevo la classifica dei top employer in Italia: bene, su 100 aziende ho contato 4 o 5 aziende italiane, di norma non quotate e/o pubbliche. [SENZA IL CONTROLLO DELLE AZIENDE SISTEMICHE NON C’E’ NESSUNA POSSIBILITA’ DI USCIRE DALLA CRISI PER L’ITALIA]

L’Italia sta diventando un luogo dove gli italiani sono utili solo per servire gli stranieri che verranno a svernare, leggasi popolo di camerieri negli agriturismi. E la colpa sarà vostra, che non fate niente per evitarlo (io almeno scrivo, mi informo, divulgo: pensate che i francesi siano contenti di leggere quello che IO scrivo?). Voi invece non fate nulla per evitare lo scempio: dunque, saranno tutti cazzi vostri. E dei vostri figli, che purtroppo non saranno responsabili delle colpe dei padri (ma spero un giorno capiscano e vi mandino sonoramente a quel paese).

Non preoccupatevi, fra un po’ smetterò anche di scrivere. Da lì in avanti non avrete nemmeno più il rompicoglioni che vi mette in subbuglio la coscienza, potrete vivere il vostro declino senza che qualcuno possa rammentarvi che lo sapevate da tempo… E non avete fatto nulla!

Vive la France! (Mitt Dolcino scenari economici)