Banche, addendum Bce pronto a marzo

Lo ha indicato la presidente della vigilanza europea Danièle Noy. Conto alla rovescia per l’applicazione delle nuove regole.

 
 

Conto alla rovescia per la versione definitiva dell’addendum Bceil documento della vigilanza europea che prescrive linee guida più severe (qualcuno le definisce draconiane) per le coperture dei crediti deteriorati da parte delle banche. La nuova stesura sarà pubblicata a marzo e potrebbe entrare in vigore subito dopo (si parla di aprile).

A darne notizia è stata oggi la presidente della Vigilanza Unica della Bce, Danièle Nouy, suggerendo che “le banche dovrebbero prepararsi per questo”. Parlando in conferenza a Francoforte la signora Nouy ha precisato che “sposteremo la data a partire dalla quale la normativa si applica ai nuovi Npl. Renderemo anche più chiaro che seguiremo un approccio caso per caso come parte del nostro quadro di Pillar 2”. 

Proprio oggi uno studio di Mediobanca ha calcolato il possibile impatto delle regole generali su un gruppo di banche italiane di media grandezza, evidenziando come queste debbano fronteggiare grandi sforzi per allinearsi ai nuovi criteri. Carige sarebbe la banca più colpita, ma anche Banco Bpm e Mps.

Non è stata invece presa ancora nessuna decisione sulle nuove regole per lo stock di Npl, i crediti deteriorati già accumulati dalle banche. Lo ha detto la stessa Nouy. “E’ un work in progress”, ha detto. Quindi le regole si applicheranno solo agli Npl futuri. 

La Nouy ha detto di augurarsi di vedere al più presto fusioni cross-border a livello europeo. Secondo la presidente dell’Ssm “alcune banche non coprono neanche il costo del capitale e il consolidamento è una soluzione”. La Nouy ha citato anche la fusione italiana tra Banco Popolare Bpm come esempio di “sinergia logica”. (S.N.finanzareport.it)

Banche, Nouy: a marzo l’addendum finale sugli Npl

Banche, Nouy: a marzo l'addendum finale sugli Npl
 

“Per ripristinare la redditivita’, alcune banche devono fare di piu’. In particolare, devono pulire i loro bilanci. Nel terzo trimestre del 2017 i non performing loan si sono attestati a 760 miliardi di euro. È vero, gli Npl sono diminuiti negli ultimi anni di circa 200 mld, ma chiaramente restano il problema principale” perche’ “pesano sugli utili, deviano le risorse che potrebbero essere utilizzate in modo piu’ produttivo e impediscono alle banche di finanziare l’economia reale. Creano inoltre incertezza che, indirettamente, potrebbe colpire anche le banche piu’ forti”.
Lo ha affermato il presidente del Consiglio di Vigilanza della Bce, Daniele Nouy, puntualizzando come sia questo il momento giusto per ridurre le sofferenze. “Trascinarsi i problemi residui della crisi non e’ un’opzione praticabile” perche’ se le cose dovessero nuovamente peggiorare, “diventerebbe molto piu’ difficile per le banche sbarazzarsi degli Npl”.
Per Nouy quindi i non performing loan “sono un grosso problema. Ecco perche’, l’anno scorso, abbiamo pubblicato una guida per le banche su come ridurli. Inoltre, ripulire i bilanci dopo una crisi e’ una cosa. Mantenerli puliti in vista delle future recessioni e’ un’altra. Ecco perche’ stiamo lavorando a un addendum alla nostra guida sui nuovi Npl”.
“Il progetto di addendum e’ stato oggetto di una consultazione pubblica, che ha dato il via a quasi 500 commenti da 36 controparti. La maggior parte riguardava lo scopo dell’addendum e la sua calibrazione. Li abbiamo esaminati tutti in modo approfondito. Su questa base, stiamo finalizzando l’addendum”, ha aggiunto il capo della Vigilanza.
“Tra le altre cose”, ha concluso Nouy, “sposteremo la data dalla quale la guida si applichera’ ai nuovi Npl. Renderemo anche piu’ chiaro che seguiremo un approccio caso per caso come parte del nostro framework di Pillar 2. Pubblicheremo l’addendum finale a marzo. Le banche si preparino”. (italiaoggi.it)

Nouy oggi sull’Addendum da cui si salva solo il Credem

Daniele Nouy terrà oggi a Francoforte una relazione sull’attività di Vigilanza, occasione per discutere di Npl e di Npe. Mediobanca ha calcolato che l’impatto maggiore sarà sulle banche italiane medie, con un effetto più marcato su Carige e su Banco Bpm
Banche

Lo smaltimento delle esposizioni non performanti (Npe) sarà al centro della relazione sull’attività della Vigilanza che Daniele Nouy terrà questa mattina a Francoforte. Nouy ha già detto più volte che intende tirare dritto con l’Addendum sui crediti deteriorati delle banche (solo quelli futuri) rimandando ai prossimi mesi aggiornamenti sullo stock esistente. Le considerazioni sulle banche verranno fatte una ad una, ha ribadito la Bce, e non come normativa generale con metodologia standard applicata allo stesso modo a tutte le banche.

In merito agli Npe in particolare, un report di Mediobanca  Securities fa due calcoli sulla situazione nelle banche italiane di media grandezza, che dovrebbero essere soggette ad un impatto maggiore (sono escluse quindi Unicredit  e Intesa Sanpaolo ) dall’Addendum. Con il risultato che l’unica a emergere già in linea con quanto dovrebbero essere le prossime linee guida in materia (ratio del 10%), è solo il Credem , che nel 2019 dovrebbe avere un rapporto del 5%.

Banco Bpm , invece, avrebbe nel 2019 un Gross Npe Ratio del 14,6%, Mps  del 12,2%, Bper  del 13,4%, Popolare di Sondrio  del 14,2%, Carige  del 19,4%. Gli analisti di Mediobanca  a questo punto fanno due calcoli su quanto dovrebbe impattare l’aumento della copertura sugli Npe per venire incontro alla possibile richiesta della Bce sulle esposizioni non performanti (Npe). L’impatto maggiore sarebbe su Carige , che ha appena chiuso un aumento di capitale da 560 milioni di euro, con un -1,5% sul Cet 1 ratio, che nel 2019 scenderebbe in questo modo all’11,6% contro il 15,9% del Credem  (che però non deve far nulla).

Banco Bpm  avrebbe un impatto del -1,2% e un Cet 1 finale dell’11,7%, Mps  invece dovrebbe perdere 0,3 punti e arrivare all’11,8% di Cet 1, l’effetto su Ubi sarebbe di -0,4% per un Cet 1 al 2019 dell’11,8%, su Bper  il peso è di -0,3% e un Cet 1 finale del 12,8%. Nel caso della Popolare di Sondrio  l’impatto sarebbe dello 0,4% e si raggiungerebbe un Cet 1 finale dell’11,8%.

Tornando a Nouy, l’appuntamento di oggi potrebbe rivelarsi l’occasione per fare il punto sui progressi fatti dal comparto bancario europeo, e dai Paesi periferici in particolare, come dimostra la riduzione dell’Npl ratio italiano dal 16,7% di inizio 2015 all’11,8% di ottobre 2017. Difficile che l’incontro non serva anche per ragionare sui prossimi passi che l’Supervisory Board intende intraprendere.

Il bacino di applicazione dovrebbe essere dunque quello relativo ai crediti già erogati che diventeranno non performing in futuro. La data spartiacque al momento (dopo che è sfumata quella del primo gennaio 2018) dovrebbe essere quella del primo aprile, considerata la prima data utile visto che l’intenzione è di alzare il velo sulla versione definitiva a metà marzo.

Nel frattempo si stanno affinando i dettagli relativi alle modalità e alla progressione temporale degli accantonamenti, anche perché nel frattempo c’è da accogliere le istanze arrivate nel corso della consultazione pubblica chiusa l’8 marzo, a cui hanno partecipato anche le banche italiane capeggiate dall’Abi. Possibile che alla fine ci sia qualche ammorbidimento rispetto allo schema iniziale dell’Addendum, che per gli Npl prevedrebbe la svalutazione completa in 2 anni dei crediti non garantiti e in 7 anni di quelli garantiti da immobili. (Elena Dal Maso Milanofinanza.it)

Banche: Nouy, Addendum su Npl a marzo

Crediti deteriorati diminuiti ma restano grosso problema

La versione definitiva dell’Addendum sugli Npl, i crediti deteriorati delle banche, sarà pubblicata a marzo e “quindi le banche dovrebbero prepararsi per questo”. Lo ha detto la presidente della Vigilanza Unica della Bce, Daniele Nouy, a una conferenza a Francoforte precisando che “sposteremo la data a partire dalla quale la normativa si applica ai nuovi Npl. Renderemo anche più chiaro che seguiremo un approccio caso per caso come parte del nostro quadro di Pillar 2”. I crediti deteriorati, ha spiegato Nouy, “rimangono un grosso problema” e se per le banche “le cose stanno migliorando, c’è ancora molto da fare”. “Ci sono due cose che vorrei mettere in cima alla lista delle ‘cose da fare” per un certo numero di banche: aumentare la redditività e ripulire i bilanci”. Ma per le banche c’è anche un altro tema, ha evidenziato la vice presidente della vigilanza bancaria Bce, Sabine Lautenschlaeger: “Le banche devono continuare a prepararsi ad ogni evenienza, compresa una hard Brexit”. (ANSA)
   

Npl, l’Addendum Bce arriva a marzo. Il punto sulle nuove regole

Si va verso un compromesso nella gestione dei crediti “non performanti”

Daniele Nouy (Afp)

Alla fine, si va verso un compromesso che consentirà di salvare la faccia a tutti: Vigilanza Bce, Parlamento e Consiglio Ue. Il famoso ‘addendum’, cioè le regole aggiuntive sulla gestione degli npl (credititi non perfomanti) da parte delle banche sarà pubblicato dall’Eurotower a metà marzo per essere operativo dal primo aprile. Tre mesi dopo la data fissata inizialmente del primo gennaio e slittata anche a causa delle furenti polemiche all’interno delle istituzioni Ue.

Alla Vigilanza della Bce “abbiamo messo le migliori menti legali a nostra disposizione per chiarire nel modo più assoluto che l’addendum alle linee guida sui crediti deteriorati delle banche non è vincolante” e che l’istituzione si muove nell’ambito del suo mandato. Parola della presidente della Vigilanza Danièle Nouy che – alla conferenza stampa annuale  del Meccanismo unico di Vigilanza (Ssm) a Francoforte – ha risposto con fermezza a una domanda sulle contestazioni mosse al Ssm dai sevizi giuridici sia del Parlamento Europeo che del Consiglio europeo. Puntualizzando che su questo tema “ci muoviamo in stretto coordinamento con la Commissione Ue”.

LE NUOVE REGOLE – Il punto di caduta sarà l’assenza di automatismi e l’applicazione delle nuove regole “caso per caso”, come ha puntualizzato la numero due della vigilanza, Sabine Lautenschlaegher : “Un punto di partenza di una discussione con le singole banche”. Ma soprattutto le nuove regole (svalutazione completa in due anni dei crediti non garantiti e in 7 anni di quelli garantite) riguarderanno solo gli npl futuri mentre strette sugli stock esistenti sono rimandati a un indefinito futuro. Anche l’indicazione delle date di smaltimento dovrebbe avere una formulazione che renda evidente l’intenzione di non mettere limiti “vincolanti”.

La Nouy ha comunque precisato che terrà una nuova audizione al Parlmento europeo a marzo, proprio in occasione del varo della versione definitiva dell’addendum sugli Npl, e quando anche dall’Ecofin arriverà una proposta sui crediti deteriorati. Il tentativo pare quello di ricomporre una visione armonica delle azioni sull’asse Bruxelles-Fracoforte.  In, ogni caso, avverte “le banche dovrebbero prepararsi” visto che i crediti deteriorati, pur se diminuiti, “restano un grosso problema”. Le banche europee, secondo la Bce, ne hanno in pancia ancora 760 miliardi (lordi). Più esplicitamente: per le banche il prossimo stress test “sarà un altro momento di verità” poiché “i mercati – e non solo i supervisori – si aspetteranno che le banche con debolezze patrimoniali le affrontino”. Aumentare la redditività (anche tagliando i costi) e pulire i bilanci sono queste le due cose in cima alla ‘to do list’, la lista delle cose da fare secondo Madame Nouy. Nuovi aumenti di capitale e nuove aggregazioni per consolidare il settore bancario europeo sono all’orizzonte.

Quanto alle critiche, arrivate dall’Italia (Bankitalia compresa), sull’eccessiva fissazione di Francoforte sul versante degli Npl e non abbastanza sui rischi dei derivati in pancia alle banche, la Vigilanza taglia corto con asprezza: “Quella che non ci occupiamo dei derivati è una favola, così come quella che siano tutti pericolosi”,  sottolinea la Lautenschlager. Per quanto riguarda invece la ricapitalizzazione preventiva di Mps, con l’ingresso nel capitale dello Stato italiano, è Nouy a tagliare corto sulla correttezza dell’operato della Bce che “ha tenuto conto delle singole specificità” nel dare disco verde all’operazione.(Alessia GozziQuotidiano.net)

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