Fuga di capitali, una vecchia storia

Immagine in bianco e nero (anni Sessanta) di auto incolonnate alla frontiera.
Auto in coda alla frontiera italo-svizzera in un’immagine del 1975.

(RSI-SWI)

A metà anni Settanta, ogni giorno 5 miliardi di lire italiane imboccano l’Autostrada dei Laghi per raggiungerele banche elvetiche. Due reporter della Televisione svizzera provano a inseguire questi ‘capitali in fuga’. 

Non è un inseguimento figurato: le prime immagini del servizio sono girate all’interno di un’Alfetta della Guardia di Finanza, che per le strade di Milano tallona un’altra vettura.

Il sospetto, è che a bordo vi siano corrieri di valuta. Secondo stime dell’OCSE, tra il 1960 e il 1974 oltre 9500 miliardi delle vecchie lire sono uscite clandestinamente dall’Italia per raggiungere le banche di Chiasso, Lugano o Zurigo.

Soldi esportati “per precauzione”

La Svizzera si trova in una posizione delicata. È vero che se il denaro non proviene da un reato, come una rapina o il riscatto di un rapimento, per la Confederazione non è da considerarsi “sporco”, spiega l’allora procuratore pubblico Paolo Bernasconi.

Nei primi anni Settanta, tuttavia, si registrano in Italia decine di sequestri di persona e centinaia di rapine a banche, uffici postali, gioiellerie (2814 nel solo 1974).

Così, ammette lo stesso presidente dell’Associazione bancaria ticinese Plinio Cioccari, non sempre è facile distinguere i capitali esportati per “speculazione o precauzione” (in particolare metterli al riparo da un fisco aggressivo) dalle operazioni di riciclaggio.

VIDEO REPORTER 23.10.1975

Approfondimento d’archivio della Televisione svizzera

Gli inquirenti svizzeri collaborano però con quelli d’oltre frontiera. Sono proprio un magistrato italiano, Giovanni Caizzi, e il capo della squadra mobile di Novara, Aldo Madia, a rispondere alle domande più specifiche sui flussi di denaro .

Il ruolo dei frontalieri

Intanto, la Banca d’Italia cerca di arginare il fenomeno non accettando più lire provenienti dall’estero.

A permettere di ricambiare la valuta italiana in franchi restano però migliaia di lavoratori frontalieri, che alla fine di ogni mese si rivolgono agli uffici cambio.

L’approfondimento, di Silvano Toppi e Bruno Soldini, fu trasmesso dalla Televisione svizzera il 23 ottobre 1975 nell’ambito del settimanale d’informazione ‘Reporter’.