Italo agli americani di Gip: venduta per 2,5 miliardi di euro

Il consiglio di amministrazione della società ferroviaria ha accettato l’offerta del fondo Usa Global Infrastructure Partners per il 100%

Il presidente di Italo Ntv Luca Cordero di MontezemoloIl presidente di Italo Ntv Luca Cordero di Montezemolo

Italo passa agli americani del fondo Global Infrastructure Partners per quasi due miliardi di euro. Il rilancio da 80 milioni di euro, arrivato ieri in serata, ha convinto gli azionisti della società ferroviaria ad accettare la proposta del più grande fondo infrastrutturale del mondo. La decisione è arrivata al termine di un consiglio fiume durato sei ore ed è stata presa all’unanimità da parte tutti gli azionisti: Intesa Sanpaolo, Generali, Montezemolo, Della Valle, l’armatore Punzo, Cattaneo. Isabella Seragnoli, il patron della Brembo Bombassei e il fondo Peninsula. L’offerta valorizza la società oltre 2,45 miliardi di euro, comprendendo i quasi 500 milioni di debito. Un multiplo venti volte il margine operativo lordo. Il presidente Luca Cordero di Montezemolo si dice soddisfatto per aver valorizzato al meglio la società.

Ntv rappresenta d’altronde una best practice internazionale. Un modello da poter esportare altrove nonostante ci siano voluti anni per arrivare ad una gestione in grado di produrre utili e margini in crescita non dimenticando i sacrifici economici della fase di startup e le risorse dell’aumento di capitale del 2014 che ha evitato di portare i libri in tribunale.

Sfuma cosi la quotazione in Borsa. Era previsto un collocamento del 40% del gruppo guidato da Flavio Cattaneo, per il quale era atteso per domani il via libera della Consob per la pubblicazione del prospetto informativo. Ai soci ieri arrivato un dettagliato report delle banche del consorzio di collocamento: Imi, Credit Suisse, Barclays e Goldman Sachs. Per capire quanto avrebbe potuto capitalizzare Italo ai nastri di partenza di Piazza Affari. La mancanza di un vero metro di riferimento in Europa nel trasporto ferroviario aveva complicato il lavoro degli analisti. Italo Ntv, al momento, è la prima società interamente privata ad essere entrata in un mercato che necessita di grossi investimenti nell’acquisto dei treni.

Ieri in una nota congiunta dei ministri del Tesoro, Pier Carlo Padoan, e dello Sviluppo, Carlo Calenda, il governo aveva detto preferire la via della Borsa. «Rappresenterebbe il perfetto coronamento di una storia di successo». Italo invece va agli americani. Fabio Savelli Corriere della Sera

Italo va agli americani, accettata l’offerta del fondo Gip per due miliardi

 

La società dei treni ad alta velocità Italo-Ntv passa agli americani del fondo Global Infrastructure Partners per 1,980 miliardi di euro. Ieri in tarda serata il consiglio di amministrazione di Italo ha deciso dopo quasi sei ore di discussione di accettare l’offerta di acquisizione del 100% del gruppo, rinunciando dunque alla quotazione in Borsa del 40% dell’azienda. Gli americani nel tardo pomeriggio hanno infatti comunicato di voler alzare la posta, aggiungendo altri 80 milioni alla precedente offerta. Il rilancio ha di fatto eliminato ogni dubbio e ha portato i soci ad accogliere l’allettante proposta degli americani, investitori specializzati in infrastrutture che gestiscono 40 miliardi di dollari, il 3% del Pil italiano. 

 

L’accordo prevede che la sottoscrizione del contratto, che si potrà chiudere dopo il via libera dell’Antitrust europeo, avvenga entro l’11 di febbraio. Questa mattina si riunisce nuovamente il consiglio di amministrazione per iniziare le procedure, tra cui quella per il ritiro della domanda di quotazione a Piazza Affari. E’ inoltre previsto che gli attuali azionisti di Italo incassino il dividendo di 30 milioni deliberato dall’assemblea della società e che la stessa sostenga le spese per l’interrotto processo di quotazione fino ad un massimo di 10 milioni. Per gli azionisti attuali è inoltre prevista la possibilità di reinvestire fino a un massimo del 25% dei proventi che arrivano dalla vendite. 

 

La decisione dei soci – tra cui Intesa Sanpaolo, Generali, Della Valle, Montezemolo, Cattaneo, Punzo e il fondo Peninsula – è stata presa poco prima di mezzanotte. Tutti, anche quelli inizialmente meno convinti, hanno accettato le avances americane. I quasi due miliardi (che diventano 2,45 con i debiti che il fondo Gip si accollerà) sono ritenuti dai manager una cifra congrua, anche per il futuro dell’azienda e per le sue potenzialità. 

 

Inizialmente tra i sostenitori della quotazione c’erano i soci industriali, oltre ai vertici di Italo-Ntv, l’amministratore delegato Flavio Cattaneo e il presidente Luca Cordero di Montezemolo, che potrebbero comunque rimanere alla guida dell’azienda. Proprio ieri si erano espressi per la soluzione in Borsa anche importanti membri del governo. Il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda e dell’Economia Pier Carlo Padoan hanno diffuso un inusuale comunicato per dire che la quotazione in Borsa della società «rappresenterebbe il perfetto coronamento di una storia di successo». La nota è insolita, tanto più che Italo è una società totalmente privata e il governo è azionista della concorrente, Trenitalia. A loro si è aggiunto poi il titolare del ministero delle Infrastrutture, Graziano Delrio, il quale auspica che «le aziende si rafforzino con la quotazione». 

 

Parole che però non sono servite: il rilancio del fondo americano ha dissipato ogni dubbio sulla scelta, che è comunque cruciale per il futuro dell’azienda che dal 2012 fa da concorrente ai Frecciarossa e che nell’ultimo anno – dopo alcune difficoltà – ha avuto numeri in netta crescita. Nel consiglio di amministrazione di Italo-Ntv c’era la convinzione diffusa che l’offerta del fondo Usa da 1,9 miliardi di euro fosse ancora da migliorare. E questo è successo. Ora saranno gli americani dunque a gestire il futuro del gruppo nato nel 2006 dalla volontà di Montezemolo, Diego Della Valle e Gianni Punzo. Nicola Lillo La Stampa

Italo passa al fondo Usa Gip per oltre 2 miliardi

Padoan: “Non è pezzo di Italia che se ne va, è un investimento che arriva in Italia”

Italo passa al fondo Usa Gip per oltre 2 miliardi

Italo passa agli americani del fondo Global Infrastructure Partners. La società ha accettato infatti la nuova offerta da 1,940 miliardi ricevuta dal fondo Usa Global Infrastructure Partners (Gip) per il 100% del capitale sociale. Lo rende noto il gruppo, aggiungendo che per giovedì mattina è convocato il Cda.

Inoltre è previsto che gli attuali azionisti di Italo incassino il dividendo di 30 milioni deliberato dall’assemblea della società e che la stessa sostenga spese relative all’interrotto processo di quotazione fino ad un massimo di 10 milioni, quindi il controvalore complessivo è di 1,980 miliardi.

L’accordo prevede che la sottoscrizione del contratto di compravendita, la cui esecuzione (closing) è condizionata dal via libera dell’Antitrust, avvenga entro l’11 febbraio, precisa la società.

Inoltre gli attuali azionisti possono reinvestire fino ad un massimo del 25% dei proventi derivanti dalla vendita alle stesse condizioni di acquisto da parte di Gip.

Padoan: “Perdita per l’Italia? No investimenti che arrivano in Italia” – Per chi si preoccupa di una perdita di italianità, valgono le rassicurazioni che il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha dato nei giorni scorsi. “Non è pezzo di Italia che se ne va, è un investimento che arriva in Italia: fa parte dell’integrazione che deve avvenire attraverso accordi tra imprese ad alta tecnologia”, ha detto il ministro, che mercoledì ha diffuso una nota congiunta insieme al titolare dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, per sottolineare che “è molto positivo che vi sia un grande interesse da parte di potenziali investitori su Ntv”.TGCOM24

I treni di Italo passano al fondo americano Gip(Ansa)

 

I treni di Italo passano al fondo Usa Global Infrastructure Partners che ha rilanciato mettendo sul piatto quasi 2 miliardi di euro (1,98 più i debiti che ammontano a quasi 450 milioni). La mossa di Gip è arrivata nel corso del cda che era stato convocato oggi per esaminare lo stato dell’arte dell’annunciata quotazione e valutare la proposta americana. Il board è stato anche sospeso per consentire ai soci di giungere a una decisione finale prima della scadenza della nuova offerta, fissata per la mezzanotte, ma la quadratura del cerchio è arrivata prima.

La nuova proposta americana ha quindi messo d’accordo tutti consentendo di superare i dubbi residui tra quanti, all’interno della compagine azionaria di Italo, in particolare i soci industriali, erano più propensi a intraprendere la strada dello sbarco a Piazza Affari. Una via, quest’ultima, sulla quale in mattinata si erano espressi anche i ministri dell’Economia e dello Sviluppo Economico, Pier Carlo Padoan e Carlo Calenda, che, in una nota congiunta, avevano definito la quotazione come «il perfetto coronamento di una storia di successo».

Il rilancio del fondo Usa ha rimesso però tutto in discussione e ha spinto gli azionisti della società di trasporto ferroviario a valutare con attenzione il ritorno atteso dall’Ipo e a optare alla fine per la vendita a Gip. Il fondo americano entra così nel mercato ferroviario europeo dalla porta principale assicurandosi un’azienda che l’ad Flavio Cattaneo ha risanato e rilanciato e che è destinata a giocare un ruolo di primo piano nel Vecchio Continente. Pronto a liberalizzare l’intero settore dal 2020.

Celestina Dominelli Il Sole 24 Ore