BANCA MARCHE -Spunta la candidata leghista moglie dell’imprenditore che ha “sofferenze” verso Banca Marche

Giorgia Latini appartiene alla famiglia del Gruppo Santarelli Costruzioni Srl che deve 116 mila euro all’Istituto. Oltre la propaganda, la contraddizione di Salvini

Spunta la candidata leghista moglie dell'imprenditore che ha 'sofferenze' verso Banca Marche

Salvini dalla parte dei cittadini spremuti dal bail in? A parole e a slogan sembrerebbe di sì, ma non mancano le contraddizioni. “A noi interessa andare al governo per restituire i soldi agli italiani che sono stati truffati. Siccome l’Italia ha dato 60 miliardi di euro all’Europa, per salvare le banche degli altri, noi andiamo in Europa a riprendcerci i soldi e restituirli agli italiani truffati”. Questa frase pronunciata dal leader leghista un anno fa a Tgcom 24 viene oggi richiamata dal Fatto quotidiano che nota l’incongruenza: da una parte Salvini fa il salvatore dei diritti dei risparmiatori, dall’altra candida Giorgia Latini. 

Chi sia è facile da scoprire. La capolista nel collegio Marche-sud sarà Giorgia Latini, attuale assessora alla Cultura del comune di Ascoli Piceno, moglie di Felice Santarelli, ad di Inergia del Gruppo Santarelli Costruzioni Spa presieduto dal padre Pietro “azienda che figura ai primi posti nelle liste delle sofferenze (i crediti che non si riescono a recuperare) di Banca Marche sfiorando i 116 milioni di euro”, scrive il giornale diretto da Travaglio. Che poi spiega che il finanziamento viene erogato nel perido di Massimo Bianconi, per l’acquisto dell’ospedale Umberto I dalla regione Marche. Il debito della Santarelli costruzioni è finito nelle cosiddette sofferenze di Banca Marche “dopo un fallito tentativo di ristrutturazione”. 

Questione di opportunità

Poi, scrive ancora Il Fatto, “prima che la banca venisse inglobata in Ubi Banca, con buona pace dei risparmiatori truffati, assieme agli altri crediti di incerta esigibilità, è stato acquistato dal Fondo Atlante”. Latini era stata candidata nelle liste delle comunali di Ascoli. Salvini fiutò l’ opportunità, ma venne spinta da Berlusconi che la volle in lista a tutti i costi. Oggi il suo nome ricompare.

E fa parlare di sé anche per un altro motivo: un post scritto su Facebook a poche ore dalla tenstata strage fascista di Macerata. Lei scrisse: “Sparatoria in pieno centro a Macerata di mattina. Fermiamo questa barbarie, più sicurezza nelle nostre città di provincia che erano il simbiolo del buon vivere. Vogliamo che tornino la tranquillità e la serenità che hanno sempre caratterizzato questi luoghi #piusicurezza #salvinipremier”. Il post è stato cancellato dopo poche ore. Qualcuno deve averle detto che Luca Traini, l’uomo che stringeva in mano la pistola e premeva il grilletto, era stato candidato con la Lega alle ultime comunali di Corridonia ed è un fervente seguace di Salvini. (REDAZIONE TISCALI)

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