Nuovo tonfo di mille punti del Dow Jones (-4,3%), che entra in correzione

NEW YORK – Nuovo tonfo per Wall Street: la drastica volatilità di Borsa ha divorato oggi altri 1.033 punti dal Dow Jones, il 4,3%, infiggendo allo storico indice la seconda flessione a tre zeri della settimana. Uno scivolone che ha ufficialmente fatto chiudere il Dow in territorio di correzione, in calo cioè di oltre il 10% sui massimi raggiunti soltanto a gennaio.

Quasi altrettanto hanno ceduto gli altri due grandi indicatori di Borsa, il Nasdaq, che ha bruciato il 3,9%, e lo Standard & Poor’s 500, scivolato del 3,75 per cento. Per la Borsa è stata la quinta pesante caduta in sei sedute, una ritirata scatenata da nuovi timori d’inflazione e rialzi dei tassi di interesse che rendono vulnerabili azioni che erano da tempo salite a vette record.

A guidare la ritirata hanno oggi contribuito settori dalla tecnologia alle banche, dal retail all’edilizia. Segno dell’ampiezza della flessione, fin da pomeriggio quattro titoli sono scivolati per ciascuno che ha cercato di spingersi al rialzo. Dieci degli undici settori dell’S&P 500 hanno ceduto significativo terreno. Tra i pochi titoli in controtendenza, Twitter, che grazie a conti migliori delle attese ha registrato un guadagno del 12 per cento.

Secondo gli analisti, oggi la caduta non ha avuto alcun drammatico “trigger”, evento scatenante, specifico. Ma uno stillicidio di sviluppi ha moltiplicato il nervosismo. Attenzione ha attratto il rendimento dei titoli decennali del Tesoro americano, salito fino al 2,88%, giudicato un sintomo di possibili pressioni inflazionistiche superiori alla attese. Il governatore della sede di New York della Federal Reserve, Bill Dudley, ha affermato come continue solide performance dell’economia potrebbero spingere la Banca centrale ad alzare tassi quattro volte antiche tre entro fine anno. E l’accordo sul budget al Congresso promette aumenti di spesa e debito, facendo ipotizzare a sua volta ulteriori strette sui tassi e nelle condizioni finanziarie.

L’ondata di vendite è stata tuttavia soprattutto l’ennesima dimostrazione di un nuovo clima sui mercati, preoccupato non più di perdere nuove opportunità di guadagno azionario ma di non realizzare profitti abbastanza in fretta in una Borsa improvvisamente al ribasso. L’indice della paura del mercato, il Vix, si è impennato del 15 per cento. (Marco Valsanta Il Sole24ore)