Crédit Agricole, il mercato boccia i conti trimestrali

Il titolo della “Banque Verte” nel mirino sul Cac-40 di Parigi. Deludono l’utile netto e i ricavi, peggiora il Cet1, ma la banca aumenta i dividendi


 
 

Titolo Crédit Agricole in forte sofferenza a Parigi dopo la pubblicazione dei risultati trimestrali, risultati inferiori alle attese. Nello specifico la banca francese, molto attiva in Italia grazie in particolare a Cariparma e a Pioneer, ha chiuso gli ultimi tre mesi dell’anno scorso con un utile netto di 387 milioni di euro, il 33% in più rispetto al pari periodo del 2016, ma quasi la metà dei 610,8 milioni previsti dal consenso degli analisti. 

Sull’ultima riga del conto economico hanno pesato diverse componenti straordinarie, a partire da oneri fiscali supplementari per 336 milioni di euro determinati da una sentenza del corte costituzione transalpina sulla tassa del 3% sui dividendi varata nel 2012. Il peso del fisco è così salito nel giro di un anno da 461 a 703 milioni di euro.

Andamento, invece, positivo per i ricavi, saliti dell’1,6% a 4,65 miliardi, non lontano dai 4,7 miliardi previsti dagli analisti ma comunque al di sotto. La Banque Verte ha in questo caso beneficiato sia della crescita organica che delle numerose acquisizioni condotte in Italia l’anno scorso. Cariparma ha infatti rilevato le tre casse di risparmio di Cesena, Rimini e San Miniato e Amundi la società di risparmio gestito Pioneer, mentre verso fine anno Indosuez ha comprato Banca Leonardo. 

Sul fronte patrimoniale un segnale negativo è arrivato dal Core Tier 1, sceso dal 12% di fine settembre all’11,7%. Ciononostante il consiglio di amministrazione ha proposto la distribuzione di un dividendo di 63 centesimi di euro, tre centesimi in più di quanto pagato l’anno scorso a valere sui risultati del 2016. 

A Parigi, il titolo del Crédit Agricole è il peggiore del listino delle blue-chip Cac-40 con un ribasso di oltre il 2,3%. Rosario Murgida Finanzareport