Mps, per il Tesoro un bagno di sangue

Lo Stato sta perdendo in teoria quasi 3 miliardi con l’investimento nella banca senese. E’ stato evitato il contagio sistemico ma mese dopo mese aumento il rischio di non recuperare i soldi dei contribuenti.


 
 

Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, continua a esprimere ottimismo su Banca del Monte dei Paschi di Siena ma finora il salvataggio si sta rivelando un bagno di sangue per lo Stato e quindi per i contribuenti.

Negli ultimi due giorni il titolo della banca senese ha perso più del 10% scendendo ieri a 3,62 euro e segnando così una capitalizzazione di 3,88 miliardi. Il Tesoro, che con la complessa operazione di salvataggio dello scorso anno ha investito 5,6 miliardi di euro, deve quindi registrare sulla carta una perdita di 2,98 miliardi di euro. Nei momenti caldi del salvataggio Padoan ha spesso manifestato la sua fiducia sulla possibilità di recuperare in pieno quanto versato ma al momento i segnali non sono certo quelli del rilancio da mesi auspicato dai vertici aziendali.

Anzi, gli ultimi risultati di bilancio mostrano uno scenario preoccupante e il mercato ha manifestato tutta la sua perplessità bocciando in pieno conti e prospettive. Il Tesoro potrà anche accontentarsi del risultato raggiunto con l’eliminazione del rischio di un contagio sistemico dalle conseguenze imprevedibili ma dovrà evidentemente prendere atto della difficoltà di recuperare l’investimento, quantomeno al 100%, entro il termine del 2021 imposto dalle autorità europee. 

In soccorso dello Stato potrebbe anche arrivare un cavaliere bianco nella veste di una banca interessata a rilevare l’istituto guidato da Marco Morelli, ma con quali condizioni è tutto da verificare. Il rischio è che un qualsiasi operatore interessato accetti di rilevare la banca per un “tozzo di pane” lasciando ai contribuenti il conto di un salvataggio necessario sì ma doloroso per casse statali già in difficoltà per l’enorme mole del debito pubblico e costantemente sotto l’attento monitoraggio della Ue.

Del resto il rilancio di Mps non solo è lento, come ha ammesso lo stesso Morelli, ma procede anche sui binari strettissimi imposti dalla Bce, che limita fortemente l’operatività della banca e quindi ne mette a rischio la capacità di raggiungere gli stessi target imposti paradossalmente al momento del salvataggio dai funzionari dell’Eurotower. E’ un cane che si morde evidentemente la coda, una situazione che, dopo i conti del 2017, rischia di rendere del tutto inutile quanto orchestrato l’anno scorso tra mille polemiche e diatribe politiche. 

Oggi, comunque, dalla Borsa arriva un minimo segnale di fiducia con il titolo in rialzo dello 0,9% circa a 3,43 euro, ma si tratta sempre di un livello decisamente lontano dai 6,5 euro per azione sborsati a giugno dallo Stato per evitare il crac definitivo. Rosario Murgida Finanzareport.it

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