Il bilancio Ue potrebbe venire finanziato col signoraggio della Bce

Zgrada Evropske centralne banke

 

La proposta era stata presentata dal gruppo guidato da Monti. E vale dai 10,5 ai 56 miliardi. Adesso la Commissione la rilancia. E valuta anche di utilizzare i guadagni realizzati sui bond della Grecia. 

Alla ricerca di nuovi fondi per riempire il buco lasciato dalla Brexit, ma in realtà soprattutto per finanziare le nuove attività comunitarie, dalla difesa al controllo delle frontiere, l’Unione europea potrebbe anche attingere ai diritti di signoraggio finora incassati dalla Bce. E cioè a quelle entrate che le banche centrali ricavano dall’emissione di moneta. E che rappresentano la differenza tra il valore nominale delle banconote in circolazione e i loro costi di produzione, come spiega il rapporto redatto nel 2017 dal gruppo di alto livello sulle risorse dell’Ue presieduto da Mario Monti, il primo a lanciare l’idea dopo una prima analisi della Commissione risalente addirittura al 2011.

CONTRIBUTI DAI PAESI AREA EURO. La proposta figura assieme a diverse altre nella comunicazione pubblicata il 14 febbraio con cui la Commissione europea vuole indirizzare il dibattito sul quadro finanziario per gli anni 2021-2027, mettendo tutte le opzioni sul tavolo. Le nuove risorse, si legge nel documento, «potrebbero essere usate anche per creare un rapporto più diretto con le politiche dell’Unione». Così una parte dei ricavi provenienti dal sistema di trading sulle emissioni di anidride carbonica già in vigore potrebbe andare a sostenere gli obiettivi europei per la sostenibilità, mentre un’imposta collegata alla base imponibile comune per le imprese, su cui i lavori sono ancora in corso, potrebbe andare a finanziare il funzionamento del mercato unico. Le entrate provenienti dal signoraggio invece sarebbero semplicemente «rese disponibilii per il bilancio dell’Ue come contributi nazionali». Ma tali contributi arriverebbero solo dai Paesi dell’Area Euro, essendo legati all’emissione di moneta.

Fonti Finanziamento Ue

La proposta della Commissione sulle nuove entrate per il bilancio Ue.

Attualmente, infatti, i proventi del “signoraggio” sono raccolti dall’Eurotower e poi ridistribuiti, al netto dei costi amministrativi, agli istituti centrali nazionali stando alla proporzione di capitale Bce detenuta da ognuno. Poi, in base alla loro natura giuridica, al loro statuto e rapporto con il governo di riferimento, gli istituti centrali ridistribuiscono a loro volta la rispettiva quota. Per questo nel rapporto redatto dal gruppo di Monti si proponeva di utilizzare queste entrate per un ulteriore sviluppo dell’Area Euro.

ENTRATE ANCHE DAI BOND GRECI. In ogni caso la Commissione propone anche di utilizzare per il bilancio Ue gli interessi ricavati dalla Bce sull’acquisto di 27 miliardi di bond greci a cui gli altri Paesi dell’euro acconsentirono durante la crisi: un tesoretto da 7,8 miliardi di euro sul cui destino finora non si è mai saputo troppo. E che quindi comunque non verrebbero incassati da una Atene ancora in difficoltà come qualcuno avrebbe potuto sperare nella Penisola ellenica. In generale la Commissione calcola che «a seconda della percentuale applicata, le entrate stimate dal signoraggio potrebbero variare tra 10,5 miliardi di euro (applicando una quota del 10%) a 56 miliardi (50%) nell’arco di sette anni». Miliardi che verrebbero utilizzati a favore dei cittadini europei, sottraendoli a banche e ai loro azionisti ma soprattutto ai governi nazionali, con buona pace di complottisti, nazionalisti, e pure di Beppe Grillo che nel 2013 dichiarava «l’Italia è in coma» e «solo il M5s parla di signoraggio». Ne parlano, invece, e da tempo nel cuore dell’Unione europea.

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