CARLO MESSINA PUO PENSARE SOLO ALLE NOCCIOLE – Sostegno alle nocciole del Veneto e del Friuli: accordo tra Intesa e Loacker .

 

Sostegno alle nocciole del Veneto e del Friuli: accordo tra Intesa e Loacker

Intesa Sanpaolo e Loacker hanno firmato un accordo per sostenere la filiera della produzione delle nocciole italiane. L’azienda dolciaria ha deciso di favorire lo sviluppo della produzione di nocciole sul territorio nazionale, incentivando le coltivazioni mediante consulenza tecnico-agronomica e garantendo ai produttori l’acquisto del raccolto. Si tratta di circa 2.800 nuovi ettari, concentrati in particolare in VenetoFriuli, Toscana e Lazio, che andranno ad ampliare la filiera italiana della nocciola rispettando i requisiti di qualità, tracciabilità e sostenibilità ambientale. Intesa Sanpaolo affiancherà Loacker e gli agricoltori interessati mettendo a disposizione una linea di credito dedicata alla riconversione dei terreni e la messa a dimora di nuovi impianti produttivi, caratterizzata da un preammortamento di durata particolarmente elevata (7 anni) su una durata complessiva di 12 anni. Il Gazzettino.it

VIDEO-FLASH! – SE IL PD SCENDERA’ SOTTO IL 20% SARA’ TUTTA COLPA DI QUESTO VIDEO SUI POVERI ITALIANI CHE ROVISTANO NEI CASSONETTI MESSI A CONFRONTO CON IMMIGRATI CHE PRETENDONO IL WI-FI, IL CAMBIO DEL MENU E SOLDI PER DIVERTIRSI – GIRA SU FACEBOOK, E’ POPULISTA AL PUNTO GIUSTO E COLPISCE ESATTAMENTE DOVE FA MALE AI PALADINI DELL’ACCOGLIENZA A TUTTI I COSTI

‘TREMILA EURO NETTI AL MESE NON MI BASTAVANO’ – LA LETTERA DEL SENATORE BUCCARELLA, UNO CHE NONOSTANTE I 5 ANNI DA PARLAMENTARE M5S NON HA CAPITO UN CAZZO DI COSA DEVE DIRE UN GRILLINO – OCCHIO: LA CIFRA NATURALMENTE ESCLUDE TUTTE LE SPESE DI VIAGGIO, VITTO, ALLOGGIO, TELEFONO, CINEMA, ECC. ECC. – ‘COME ME, CREDO L’ABBIANO COMPRESO ANCHE TANTI COLLEGHI PARLAMENTARI’

La lettera inviata al Nuovo Quotidiano di Puglia dal senatore M5S, Maurizio Buccarella, ripubblicata da https://www.ilmattino.it/

MAURIZIO BUCCARELLAMAURIZIO BUCCARELLA

 

Innanzitutto voglio scusarmi con gli attivisti, i colleghi portavoce e candidati del M5S per la difficoltà in cui, per i noti fatti anche a me addebitabili, li sto costringendo in questo momento politicamente delicato.

 

Poi vorrei dare una spiegazione del perché il tutto è successo, iniziando col far sapere, in primis, che in quei 23 milioni e passa di euro accumulati dai parlamentari del M5S sul fondo di garanzia con i nostri tagli di indennità e rimborsi, ci sono anche più di 100.000 euro di mia provenienza.

 

Se fossi una persona che semplicemente cede alla tentazione dell’avidità o della sete di denaro, già alla fine del 2013 avrei avuto sul piatto d’argento la possibilità di uscire polemicamente e giustificatamente dal M5S (e tenermi quindi soldi in quantità ben maggiore a quella che risulta da me non donata sul fondo) con l’ottimo argomento del trattamento a me riservato dal Blog in occasione del famoso emendamento sull’abrogazione del reato di clandestinità. Ma abbozzai, controllando il mio orgoglio, comprendendo le ragioni comunicative della faccenda che poi si chiuse bene con la votazione online concordata con il compianto Gianroberto Casaleggio.

 

Così come avrei magari potuto, nel corso di questi cinque anni, “gonfiare” le mie rendicontazioni delle spese del soggiorno a Roma, indicandone di fittizie, e segnare quindi somme minori da versare sul fondo.

i furbetti del bonifico le iene su m5s 2I FURBETTI DEL BONIFICO LE IENE SU M5S 2

 

Quello che è accaduto è che, nel tempo, mi sono reso conto che quella regola riguardante i nostri compensi, che pure avevo accettato inizialmente, non si dimostrava adeguata alle esigenze di chi appartiene ad una categoria professionale, come la mia, che, a fronte di costi e responsabilità che permangono nel corso del mandato parlamentare, non consente una sospensione dell’attività per un così lungo periodo senza conseguenze.

 

A fronte dell’impegno che ho profuso nell’attività parlamentare ed ai sacrifici che imponevo a me, alla mia famiglia, al mio lavoro per sette giorni alla settimana, i poco più di 3mila euro mensili netti che i parlamentari M5S si sono attribuiti come retribuzione effettiva, non mi avrebbero permesso, alla mia età, di tornare alla mia vita, nel mio studio professionale – dopo uno stacco di cinque anni senza alcun “paracadute” o vantaggio acquisito per i contatti professionali- con una accettabile serenità.

 

 Come me, credo l’abbiano compreso anche tanti colleghi parlamentari con responsabilità familiari e lavorative, che pur credendo fermamente nel “progetto” di cambiamento del Paese che il M5S può comportare, si sono trovati, per esempio, mediaticamente e strumentalmente esposti a dover dar conto di quanto si è speso per questa o quella voce, mentre gli uomini dei partiti, paradossalmente, che ci additano come “disonesti” o quant’altro, non hanno rinunciato ad un singolo euro.

i furbetti del bonifico le iene su m5s 3I FURBETTI DEL BONIFICO LE IENE SU M5S 3

 

L’ho compreso (forse l’abbiamo compreso) solo vivendo l’esperienza parlamentare come l’abbiamo fatta in tanti di noi, con il massimo impegno e dedizione e, per quanto mi riguarda, so di aver lavorato egregiamente, con disciplina e onore e portando le mie competenze nel corso di questi cinque anni, nei miei limiti e nell’interesse del M5S e del mio gruppo parlamentare.

 

Fuori da ogni possibile ipocrisia, le regole dei tagli delle nostre retribuzioni ed il sistema stesso della rendicontazione, non vanno bene, soprattutto per chi si trova in talune condizioni personali e sono certo che saranno modificate per la prossima legislatura.

 

I rapporti lavorativi dei collaboratori parlamentari dovrebbero essere in capo direttamente alle Camere, senza che le loro retribuzioni debbano passare dalle tasche dei parlamentari (come pure il M5S ha proposto più volte), i parlamentari del M5S potrebbero applicare tagli forfettari delle competenze loro corrisposte, senza sottoporsi a folli raccolte di scontrini e ricevute con critiche spesso strumentali e tenendo presente eventuali condizioni personali o familiari che possono differire fra quella di un giovane trentenne con quella di un cinquantenne, per esempio, oppure riconoscere a talune categorie di parlamentari (come piccoli professionisti, piccoli imprenditori e chi insomma non può godere di una collocazione lavorativa in aspettativa, senza costi ed oneri neanche contributivi da dover frattanto corrispondere) un piccolo surplus mensile e individuare una destinazione diversa da quella del Fondo di garanzia per il microcredito che oramai è partito e può “viaggiare” da solo, ma trovare un’altra forma di restituzione alla collettività degli eccessi di retribuzione dei parlamentari in maniera da mantenere il principio ed allo stesso tempo non mortificare questi o metterli in condizione di fare sbagli.

luigi di maio filippo romaLUIGI DI MAIO FILIPPO ROMA

 

Senza ipocrisia, tutto questo naturalmente non giustifica i miei errori e la violazione del patto di fiducia con i miei colleghi e gli iscritti e sono pronto ad accettare le determinazioni del Collegio dei Probiviri e anche se non sarò più uno dei protagonisti del progetto di cambiamento del M5S, continuo a crederci ed a sperare che possa diventare realtà.dagospia.com

GIUGNO 2016-CEO Intesa: “Bail-in errore clamoroso. Mi sarei incatenato al Parlamento”

 

ROMA (WSI) – Bail-in“Un errore clamoroso”. E’ quanto afferma Carlo Messina, CEO e consigliere delegato di Intesa SanPaolo, commentando le nuove regole europee, che hanno sostituito il bail-out (salvataggio delle banche da parte dei contribuenti) con, appunto, il bail-in (con cui partecipano al salvataggio azionisti, detentori di obbligazioni subordinate e anche correntisti con risparmi superiori alla soglia di 100.000 euro). Addirittura, Messina dice: “Mi sarei incatenato davanti al Parlamento”.

Parlando in occasione del congresso Fabi, Messina ha sottolineato che il bail-in dovrebbe prevedere il coinvolgimento soltanto degli investitori istituzionali e ha precisato che l’errore clamoroso è stato inserire anche i bond bancari retail che servono al funding.

 

Il numero uno di Intesa SanPaolo si è detto inoltre scettico su un intervento da parte dello Stato per salvare le banche:

“Il sistema bancario italiano è solido e noi in particolare siamo ancora più solidi” ha detto, facendo riferimento a Intesa SanPaolo, a margine del congresso Fabi. Dunque, il numero uno della banca italiana non crede a “un ingresso del capitale pubblico nelle banche”. “Credo che ci sia una esagerazione nella percezione del problema delle sofferenze, che sono più che coperte dal valore delle garanzie. Credo che bisogna ridurre l’enfasi su questo aspetto. Se è necessario lavorare, bisogna farlo come sta facendo il fondo Atlante garantendo una dismissione delle sofferenze a valore di carico. L’idea di fare aumenti di capitale per svalutare le sofferenze ai prezzi che indicano gli investitori mi sembra sbagliata”.

Proprio a proposito del fondo Atlante, per Messina è fondamentale che tale fondo valorizzi Popolare di Vicenza e Veneto Banca, lavorando sulle sofferenze in base al mandato degli azionisti.

“La prossima sfida del fondo Atlante è lavorare sulle sofferenze, che devono essere lavorate a valori prossimi a quelli di carico. Altrimenti mi rivolgevo a BlackRock“.

Sulla banca Intesa SanPaolo, il banchiere ha espresso fiducia: “Il piano di Intesa Sanpaolo al 2017 sarà realizzato. Non ho alcun dubbio”, e ha aggiunto inoltre che “le caratteristiche del nuovo piano riguarderanno logiche di business”. Si tratterà, dunque, di “un piano di crescita e opportunità e non di esuberi“.

Affrontato anche il nodo di RCS.

“Ho molta stima di Urbano Cairo. Lo considero un imprenditore capace che sa gestire le aziende collegate alla stampa e ai media”, aggiungendo che le “le soluzioni industriali sono quelle che hanno la capacità di avere successo per il bene dell’azienda” .

Non è mancata una critica più o meno esplicita verso Unicredit:

“Un’azienda non può sfiduciare un amministratore delegato senza avere un nuovo capo pronto. Visto da fuori, è un pò singolare quanto sta avvenendo”. E’ comunque nell’”interesse di tutti che UniCredit sia forte e ben guidata”.

E all’interrogativo su chi sarebbe l’AD ideale di Unicredit, ha risposto semplicemente:

“Deve essere un uomo che conosce la banca e sa gestire le banche”. LAURA NAKA ANTONELLI BUSINESS INSIDER

 

L’INCHIESTA DI ‘FANPAGE’ CHE FA TREMARE LA CAMPANIA, DA DESTRA A SINISTRA – DE LUCA JR INDAGATO PER CORRUZIONE E PERQUISITO: UN FINTO IMPRENDITORE DEL NORD GLI HA PROPOSTO ACCORDI ILLECITI PER SMALTIRE RIFIUTI. MA ERA UN BOSS PENTITO CON TELECAMERA NASCOSTA DI ‘FANPAGE’ – PICCININI, DIRETTORE DEL SITO, ACCUSATO DI INDUZIONE ALLA CORRUZIONE: ‘FAI IL TUO DOVERE E TI RITROVI INDAGATO. LA PROCURA HA SEQUESTRATO I VIDEO MA NOI LI PUBBLICHEREMO LO STESSO

L’INCHIESTA DI ‘FANPAGE’ SUI RIFIUTI CAMPANI

https://www.fanpage.it/story/inchiesta-ciclo-rifiuti/

 

  1. INDAGINE NAPOLI: PERQUISITI CASA E STUDIO DE LUCA JR

inchiesta fanpage sui rifiuti in campaniaINCHIESTA FANPAGE SUI RIFIUTI IN CAMPANIA

 (ANSA) – Agenti della squadra mobile e dello Sco hanno eseguito una perquisizione la scorsa notte nell’abitazione e nello studio professionale di Roberto De Luca, assessore comunale di Salerno e figlio del governatore della Campania Vincenzo. La perquisizione rientra nell’inchiesta della procura di Napoli che ha indagato De Luca jr per corruzione in relazione a un video di Fanpage in cui un finto imprenditore gli avrebbe proposto accordi illeciti per un appalto. Nelle stesse ore sono state eseguite altre perquisizioni.

 

 

  1. DE LUCA E RIFIUTI. A 24 MATTINO PARLA PICCININI, DIRETTORE DI FANPAGE: “CI DICEVANO ‘CAMMA SAZIA’ TUTTE QUANTE!’“

Da Radio 24

 

roberto de lucaROBERTO DE LUCA

“Piccinini lei è sotto indagine, lo sa? Induzione alla corruzione, come se lei fosse uno di quelli che andava a chiedere il pizzo!”, chiede Luca Telese a Francesco Piccinini, direttore di Fanpage, intervenuto a 24 Mattino per commentare l’inchiesta che pubblica oggi il suo giornale, e che gli è costata un’indagine per induzione alla corruzione: “Sì sì lo so, infatti qualsiasi cosa dirò oggi può essere usata contro di me”, dice Piccinini. “Quindi questa cosa è anche divertente: da una parte cerchi di fare il tuo lavoro e dall’altra ti trovi indagato”.

 

Al telefono con i conduttori Luca Telese e Oscar Giannino, Piccinini ricostruisce la tecnica di inchiesta, con Piccinini e il giornalista Sacha Biazzo che hanno agito sotto copertura. Piccinini, con politici e imprenditori, si è finto imprenditore del Nord con un carico di rifiuti da smaltire. Visto il suo accento napoletano, non deve esser stato facile: “Com’era quest’accento del Nord che simulavi?”, chiede infatti Telese. “Guarda terribile”, risponde Piccinini, “un accento veneziano che non so fare. Tant’è che ad un certo punto uno si è insospettito e ha detto “Mica sei del Nord” e lì mi sono un attimo preoccupato, devo dirti la verità!”.

vincenzo de luca con i figli roberto e pieroVINCENZO DE LUCA CON I FIGLI ROBERTO E PIERO

 

L’adescato più famoso sarebbe De Luca junior, il figlio del sindaco De Luca, candidato eccellente del Pd. “Che cosa gli avete proposto? Come è andato quest’incontro?” chiedono ancora i conduttori. “La cosa più incredibile di tutta questa storia è che noi sapevamo che esisteva una giungla, non abbiamo fatto altro che trovare la gazzella giusta sulla quale mettere la telecamera e farla camminare in mezzo alla giungla e riprendere quello che succedeva”, racconta Piccinini, che si è avvalso della collaborazione di un ex boss con una telecamera nascosta.

 

“Ma è possibile che De Luca pensasse, avesse scoperto che eravate dei simulatori e sia stato al gioco per vedere dove arrivavate”, è il dubbio di Telese. “No, anche perché noi abbiamo dovuto fare un incontro preliminare con un suo filtro che ci ha accreditato e dopo di che abbiamo fatto il secondo incontro nel quale si sono stabilite quelle che potremmo definire – che oramai è noto a tutti – le percentuali”.

 

francesco piccinini di fanpageFRANCESCO PICCININI DI FANPAGE

Fanpage oggi pubblica i primi filmati dell’inchiesta, la cui pubblicazione continuerà a puntate nei prossimi giorni a ritmi però più rapidi del previsto. “Se la procura ieri mattina non avesse avuto la brillante idea di venirci a sequestrare i materiali avremmo avuto più tempo”, dice Piccinini. “Però non lo hanno fatto? Se le mettete in rete vuol dire…”. “Eh no, fortunatamente avevamo delle copie. La cosa incredibile è che, quindi, al reato di induzione alla corruzione dovrò per forza fare il reato di pubblicazione di atti d’ufficio”.

 

Piccinini comunque è tranquillo, per l’inchiesta ma anche per eventuali ritorsioni: “Non so come finirà sta storia ma noi siamo tranquilli, non credo che nessuno sia così pazzo da venirci a cercare! Vi lascio su una suggestione, la frase con apre il trailer del primo servizio. La persona che abbiamo incontrato dice: Camma sazia’ tutte quante!’”

 

 

  1. IL FIGLIO DEL GOVERNATORE E IL CANDIDATO FDI INDAGATI PER CORRUZIONE

Fulvio Bufi e Fiorenza Sarzanini per il Corriere della Sera

 

francesco piccinini di fanpageFRANCESCO PICCININI DI FANPAGE

Le perquisizioni scattano a due settimane dalle elezioni. E fanno tremare pure i partiti nazionali. Perché l’ inchiesta della Procura di Napoli sulle tangenti che sarebbero state versate per ottenere gli appalti sullo smaltimento dei rifiuti coinvolge almeno un politico candidato alla Camera, Luciano Passariello capolista di Fratelli d’ Italia nel capoluogo campano. Ma anche esponenti locali del Pd di caratura elevata. Come Roberto De Luca, l’ assessore al Bilancio del Comune di Salerno, figlio di Vincenzo, potente governatore della Campania. Entrambi sono indagati per corruzione insieme con una decina di persone e per Passariello c’ è anche l’ accusa di finanziamento illecito.

 

Sono due i capitoli di indagine: uno riguarda la Sma, società partecipata della Regione, e le «commesse» per lo stoccaggio delle scorie; l’ altra si concentra sulla montagna di ecoballe che il presidente De Luca si è impegnato a eliminare e per cui alcune gare pubbliche sono già state effettuate. Proprio su questo aspetto alcuni redattori del sito Fanpage.it avevano preparato video in cui si vedono almeno tre politici e alcuni intermediari «agganciati» da un finto imprenditore – in realtà un camorrista ora collaboratore di giustizia – disposto a versare mazzette in cambio dell’ assegnazione dei lavori pubblici.

roberto de lucaROBERTO DE LUCA

 

Filmati che sarebbero stati girati a partire da dicembre e che si era stabilito di pubblicare sul web nelle prossime ore. È stata proprio questa decisione a convincere il procuratore Gianni Melillo e l’ aggiunto Giuseppe Borrelli a far partire i controlli nelle case e negli uffici degli indagati. Ma anche a contestare al direttore di Fanpage.it il reato di concorso in corruzione. «È stato provocato un danno enorme al nostro lavoro», ha spiegato Melillo.

 

«Abbiamo semplicemente svolto il mestiere di cronisti», replicano dalla redazione annunciando la messa in onda delle immagini nelle prossime ore. E tanto basta per comprendere quanto il clima possa ulteriormente avvelenarsi. Tutto nasce dalle indagini dei poliziotti della Mobile di Napoli e dello Sco guidato da Alessandro Giuliano che ricostruiscono un «accordo corruttivo sugli appalti Sma che avrebbe consentito a una cordata di imprenditori di stilare un accordo con soggetti interni alla Sma e alla Regione Campania e con Passariello – nella sua qualità di consigliere regionale – per l’ affidamento dello smaltimento dei fanghi provenienti da cinque depositi di stoccaggio a fronte di utilità in somme di denaro calcolate in percentuale sui guadagni ottenuti».

GIOVANNI MELILLOGIOVANNI MELILLO

 

Proprio sulla base di questi elementi i magistrati ipotizzano corruzione e finanziamento illecito.

Le perquisizioni vengono disposte nei confronti di Passariello, degli imprenditori, ma anche del consigliere delegato Sma Lorenzo Di Domenico e di Andrea Basile ritenuto «reggente» del clan camorristico Cimmino come partecipe del patto illecito, circostanza che ha fatto scattare per alcuni l’ aggravante del metodo mafioso.

 

«Ho scoperto oggi che Passariello è indagato – commenta la leader di FdI Giorgia Meloni a Piazzapulita su La 7 -. Non ho problemi, se si dovesse scoprire che non era una persona degna, di prendere le conseguenti determinazioni, ma spero che questa indagine finisca come tutte le indagini di Woodcock, con un nulla di fatto». Un capitolo tuttora esplorato dagli investigatori riguarda invece lo smaltimento delle ecoballe. Nel video di Fanpage.it si vede Roberto De Luca trattare con la persona che crede essere un imprenditore per l’ aggiudicazione dell’ appalto. Il figlio del governatore non parla in qualità di assessore, ma vanta la possibilità di intervenire a livello regionale.

 

passarielloPASSARIELLO

E propone i nomi di alcuni intermediari che potrebbero agevolare la chiusura dell’ affare. Non è l’ unico. Nei filmati che la redazione annuncia di voler pubblicare «a puntate» comparirebbero fatti almeno altri due politici: uno di centrodestra e uno di centrosinistra.

 

Nell’ ottobre scorso il governatore Vicenzo De Luca aveva annunciato di aver «espletato la seconda gara per la rimozione di cinquecentomila tonnellate di ecoballe da Taverna del Re» precisando che «tutte le procedure della gara sono state seguite con l’ Anac, che ha fatto il monitoraggio sulle imprese che partecipano alle gare e sulla commissione aggiudicatrice» e annunciando lo smaltimento «in pochi mesi altri 500 mila tonnellate di ecoballe».

IL MANIFESTO ELETTORALE DI GIORGIA MELONIIL MANIFESTO ELETTORALE DI GIORGIA MELONI

 

I presunti accordi si sarebbero concentrati su quest’ ultima tranche, ma gli accertamenti in corso ormai da diversi mesi dovranno stabilire se anche le precedenti gare possano essere state falsate grazie al pagamento di mazzette. E per questo nelle ultime ore sono stati sequestrati i documenti sull’ assegnazione delle commesse.dagospia.com

 

 

 

INTESA NON INVESTE NEI CLIENTI BANCHE VENETE -Intesa Sanpaolo sostiene nuovo corso della Luiss

Luiss Business School: parte il corso per formare i manager per l’impresa familiare. Al servizio dei 25 partecipanti c’è un Corporate Advisory board prestigioso

Intesa Sanpaolo sostiene nuovo corso della Luiss "Family Business Management"

 
La LUISS Business School dà il via al corso “Family Business Management” al servizio delle imprese familiari. L’iniziativa è sostenuta da Intesa Sanpaolo.
 
Intesa Sanpaolo sostiene il nuovo corso della Luiss Business School, “Family Business Management”, per la formazione dei giovani manager dell’impresa familiare. Nel nostro paese le aziende familiarirappresentano l’85% della produzione nazionale e il 45% di queste è prossima ad affrontare il passaggio generazionale: proprio per poterle supportare al meglio in questa fase delicata, la LUISS Business School ha istituito un nuovo corso che prevede un percorso formativo rivolto ai professionisti che vogliono occuparsi dell’azienda di famiglia

“Family Business Management”: Gian Maria Gros-Pietro, presidente Intesa Sanpaolo, presiede il Corporate Advisory board al servizio dei 25 partecipanti al corso

La LUISS Business School, insieme al Direttore del corso Fabio Corsico, ha messo al servizio dei 25 partecipanti selezionati un Corporate Advisory board di grande prestigio, presieduto da Gian Maria Gros‐Pietro, Presidente di Intesa Sanpaolo. Il board è composto da Vincenzo Boccia, Presidente Confindustria, Emma Marcegaglia, Presidente Università LUISS Guido Carli, Presidente Eni S.p.A., Luigi Abete, Presidente BNL Gruppo BNP Paribas e Presidente LUISS Business School, Azzurra Caltagirone, Amministratore Delegato Messaggero, Claudio Costamagna, Presidente Cassa depositi e prestiti, Luigi de Vecchi, Presidente Area Europa Continentale per il Corporate e Investment Banking Citi, Francesco Gianni, Founding Partner Studio Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli & Partners, Federico Imbert, Amministratore Delegato Gruppo Credit Suisse Italia, Marco Morelli, Amministratore Delegato Banca Monte dei Paschi di Siena, Marco Patuano, Amministratore Delegato Edizione Holding, Lorenzo Pellicioli, Amministratore Delegato De Agostini e Presidente DeA Capital, Giuseppe Recchi, Vice Presidente Esecutivo Telecom Italia, Aurelio Regina, Presidente di Manifatture Sigaro Toscano, Partner Egon Zehnder International, Pietro Salini, Amministratore Delegato Salini Impregilo e Maurizia Villa, Managing Director Italy Korn Ferry International.

“Family Business Management”: formare i giovani manager dell’impresa familiare per favorire il ricambio generazionale

“Competenze di governance, finanza, comunicazione e decision making costituiranno il bagaglio multidisciplinare utile che permetterà ai partecipanti di prendere decisioni consapevoli, orientate a una corretta organizzazione del business e dei processi produttivi” afferma Paolo Boccardelli, Direttore della LUISS Business School. Quello dell’impresa familiare è un modello vincente, più veloce nel cogliere le opportunità legate ai cambiamenti e più resistente di fronte alle difficoltà, nello scenario attuale in cui il cambiamento è alla radice dei nuovi business model. Il corso rappresenta un valido supporto al ricambio generazionale imprenditoriale,tematica che Intesa Sanpaolo ritiene strategica per il Paese. Per questo la Banca ha deciso di sostenere l’iniziativa. Si tratta di un’inedita proposta formativa rivolta soprattutto a un tessuto industriale familiare particolarmente sviluppato nel nostro Paese.

“La formazione per un manager dell’impresa familiare richiede sensibilità maggiori” – sottolinea Fabio Corsico – “Perché bisogna essere in grado di interagire con il fondatore o con i suoi eredi oppure, laddove non ci sia successione, saper creare un’indipendenza tra la gestione e il rispetto dei valori”. Sarà proprio Fabio Corsico a introdurre il corso, ospitando la testimonianza di Gaetano Miccichè, Presidente Banca IMI, per un’analisi degli scenari economici in cui i Family Business operano.

LO SACANDOLO CARLO MESSINA DAYS ANZICHE AIUTARE I CLIENTI BANCHE VENETE CON I SOLDI DELLO STATO ORGANIZZA”Family Business Management”

QUANDO IL BUE DICE CORNUTO ALL’ASINO – DON CHISCIOTTE SOROS CONTRO FACEBOOK, ALIBABA, GOOGLE: “SONO NEMICI DELLA DEMOCRAZIA” – IL FINANZIERE VENDE I SUOI PACCHETTI AZIONARI DEI GIGANTI DEL WEB (E INCASSA RICCHE PLUSVALENZE)

Andrea Tarquini per La Repubblica

 

SOROSSOROS

George Soros scende di nuovo in campo contro i social media e disinveste dai loro pacchetti azionari, definendo giganti come Facebook, Google e Alibaba “nemici della democrazia”. Per la stessa ragione, egli ha significativamente disinvestito da Microsoft. La notizia, lanciata dall´edizione online di “Die Welt”, segue di pochi giorni un duro discorso pronunciato al vertice di Davos dall´87enne tycoon americano di origini ebraiche ungheresi, e segna un nuovo capitolo nel suo impegno – a volte lodato, a volte discusso e criticato – sul fronte della vita sociale e politica nel mondo globale.

mark zuckerberg e priscilla chanMARK ZUCKERBERG E PRISCILLA CHAN

 

Soros ha reso pubblica la notizia nel quadro delle comunicazioni dovute per legge alla Securities and exchanges commission (Sec, l´autorità usa di vigilanza sui mercati azionari). Egli ha comunicato alla Sec di aver venduto le sue 100mila azioni di Facebook per circa 19 milioni di dollari, 74mila di Alibaba per 12,7 milioni di euro e 10 mila titoli di Amazon per circa 9,6 milioni di dollari. Quanto a Microsoft, egli ha ridotto la sua partecipazione della metà a circa 58mila titoli.

 

Giá nel discorso di Davos Soros aveva attaccato i social media come nemici della democrazia paragonandoli a forze populiste e affermando che i suddetti social media hanno spesso influenze negative su libere elezioni. Ora ha tradotto in pratica le sue accuse. E ha affermato che tra l´altro, secondo lui, i giganti del mondo dei social network stringono “alleanze non certo sante con regimi dittatoriali come in Russia o in Cina, costruendo con quei governanti una rete di controlli totalitari”. Il tycoon chiede che l´attività dei social media sia regolamentata e controllata a livello internazionale per proteggere le democrazie.

 

google chromeGOOGLE CHROME

Gli osservatori si chiedono se davvero la sua decisione di disinvestire dai social media abbia solo motivazioni di opinione politica, o non sia dovuta anche a calcoli economici, vista l´estrema abilità del finanziere. Egli ha infatti pronosticato un futuro negativo per i colossi della rete, affermando che dovendo sempre inventare nuove iniziative e contenuti, oltre a divenire invadenti nella vita politica delle democrazie “alla fine diventano schiavi di se stessi”.

 

alibabaALIBABA

Sempre a suo parere, ben presto decisioni internazionali, specie da parte dell´Unione europea, creeranno seri problemi ai social media. “Non passerà molto tempo da oggi alla fine del loro monopolio in rete”, egli avrebbe ancora affermato.

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SEPARAZIONE POLITICA AL ”FATTO” – GRAFICA VENETA VENDE ALLA TESTATA IL PROPRIO 4% – MOTIVO? LA CANDIDATURA CON FORZA ITALIA DI FABIO FRANCESCHI, PRESIDENTE DELLA “GRAFICA VENETA”, AZIONISTA DEL GIORNALE – L’AZIENDA EDITORIALE CONTINUERA’ A PUBBLICARE I LIBRI DEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO

Dal Fatto Quotidiano

 

Fabio Franceschi ospite a “Porta_a_Porta”. Grafica Veneta ...FABIO FRANCESCHI OSPITE A “PORTA_A_PORTA”. GRAFICA VENETA …

La Società Editoriale Il Fatto comunica che il giorno 14 febbraio presso lo studio notarile Paone si è chiusa l’ operazione di acquisizione di azioni proprie da parte dell’ editoriale. L’ azionista Grafica Veneta, rappresentata dall’ amministratore delegato Giorgio Bertan, ha infatti ceduto la propria quota del 4% alla Società Editoriale Il Fatto, rappresentata dall’ amministratore delegato Cinzia Monteverdi.

marco travaglioMARCO TRAVAGLIO

 

L’ uscita di Grafica Veneta è da ricondurre alla recente candidatura politica di Fabio Franceschi. L’ operazione si è chiusa di comune accordo tra le parti in quanto entrambe hanno ritenuto le rispettive posizioni difficilmente conciliabili. La candidatura politica, in qualsiasi partito, di un azionista della Società Editoriale non è compatibile con i principi fondamentali di libertà d’ informazione ai quali Il Fatto Quotidiano si ispira fin dalla nascita.

 

Ugualmente per il presidente di Grafica Veneta, Fabio Franceschi, era opportuno portare a compimento l’ uscita dall’ Editoriale per consentirgli di proseguire il proprio percorso politico senza conflittualità alcuna e nel pieno e reciproco rispetto delle scelte e opinioni. I tempi e modi nei quali è stato possibile completare l’ uscita dalla compagine sociale di Grafica Veneta hanno dato ulteriore conferma degli ottimi e corretti rapporti instaurati negli anni fra le aziende e le persone che le dirigono.

Fabio Franceschi ospite a “Porta_a_Porta”. Grafica Veneta ...FABIO FRANCESCHI OSPITE A “PORTA_A_PORTA”. GRAFICA VENETA …

 

Cinzia Monteverdi tiene infine a precisare che l’ uscita di Grafica Veneta non modifica i rapporti di collaborazione tra le parti, essendo l’ azionista cedente nota impresa leader nel settore della stampa e della rilegatura e a oggi fornitore della Editoriale Il Fatto per la stampa dei libri con marchio PaperFIRST. Grafica Veneta dunque continuerà a essere un valido fornitore per l’ alta qualità dei servizi offerti sempre dimostrata.dagospia.com