Intesa Sanpaolo: autorità di Ny multano banca per 235 milioni di dollari

Condotta “negligente”. Mancanze “gravi” nella compliance. Violazioni delle leggi contro il riciclaggio di denaro. Agevolate transazioni per clienti iraniani potenzialmente soggetti a sanzioni economiche Usa

Il dipartimento dei Servizi finanziari (Dfs) di New York ha multato Intesa Sanpaolo per 235 milioni di dollari. Come si legge in un comunicato dell’autorità finanziaria dell’Empire State, la banca italiana ha “ripetutamente” violato leggi contro il riciclaggio di denaro. Tra le azioni citate, Dfs parla della “gestione di numerose transazioni sospette che coinvolgono società di comodo attraverso la filiale di New York”. Intesa Sanpaolo avrebbe anche “deliberatamente nascosto informazioni ai regolatori bancari”.

Compliance: individuate mancanze “gravi”
Le violazioni annunciate il 15 dicembre, continua il comunicato, “includono mancanze gravi sul fronte della compliance nel corso di vari anni e derivanti da mancanze nell’implementazione e supervisione del suo sistema di monitoraggio delle transazioni”.

Stando all’autorità finanziaria di New York, un funzionario della banca per la compliance, quando gli sono stati chiesti chiarimenti per pratiche non autorizzate, “ha detto che le transazioni erano state oggetto di clearing in un modo non incluso nelle procedure scritte previste dalla banca perché era più efficiente”.

Il Dfs sostiene poi che “la banca ha mancato migliaia di alert generati dal sistema automatico della banca stessa e che usa password e algoritmi per identificare transazioni sospette”. L’autorità fa notare che molti di quegli alert necessitavano di indagini ulteriori. Non solo. “Intesa ha formato specialmente alcuni suoi dipendenti per gestire transazioni riguardanti l’Iran per offuscare le attività di gestione del denaro in modo tale che non fossero segnalate come transazioni legate a un’entità sanzionata”. In un altro caso, prosegue il comunicato, “il funzionario della compliance contro il riciclaggio di denaro nella sede di New York ha lasciato ai singoli la decisione di come controllare transazioni sulla base di quello che ‘funziona meglio’ per loro, contro le guideline scritte della banca e contro le pratiche assodate nell’industria” di riferimento.

11 miliardi di dollari di transazioni legate all’Iran
Dall’indagine delle autorità newyorchesi è emerso che “dal 2002 al 2006 circa, Intesa ha usato metodi e pratiche poco chiare per condurre oltre 2.700 transazioni di clearing in dollari americani per un ammontare di oltre 11 miliardi di dollari per conto di clienti iraniani e altre entità potenzialmente soggette a sanzioni economiche Usa”. Come spiega il Dfs, “elaborando transazioni riguardanti entità potenzialmente soggette a sanzioni utilizzando questi metodi non trasparenti, Intesa ha sovvertito controlli messi a punto per identificare transazioni illegali nella filiale di New York e ha sventato la supervisione efficace della filiale stessa da parte dei regolatori”.

Esteso l’incarico di un consulente indipendente
Ora Intesa Sanpaolo deve passare al vaglio le transazioni della sede newyorchese dal 2014 a oggi per “garantire la compliance” con le leggi anti-riciclaggio, con quelle relative a sanzioni federali oltre a norme statali.

Il coinvolgimento di un consulente indipendente viene esteso fino a due anni: era stato messo nella filiale di NY di Intesa dal Dfs “a causa di questioni serie identificate dai regolatori nel 2002 e legate alla compliance della banca in materia di anti-riciclaggio di denaro”. E’ quel consulente ad avere scoperto le transazioni sospette per cui Intesa viene oggi punita e ad essere chiamato a effettuare una ispezione (e a redigere un rapporto da consegnare alle autorità) sugli sforzi della banca per rimediare alle violazioni commesse.

Cosa dovrà fare la banca
Entro 60 giorni da quel rapporto, la banca dovrà presentare al Dfs sei cose: un programma di compliance rivisto sull’anti-riciclaggio di denaro e sul Bank Secrecy Act; un programma per assicurare l’identificaione e la denuncia di tutte le violazioni note o sospette della legge; un programma migliorato della due diligence sui clienti; un programma interno rivisto di audit interno; un piano per rafforzare la supervisione da parte del management della banca della compliance da parte della filiale di New York di regolamenti, leggi e requisiti vari.

L’autorità finanziaria di NY: condotta negligente
“Le istituzioni finanziarie globali devono essere la prima linea di difesa nella guerra contro il terrorismo internazionale, i cyber-crimini e l’evasione fiscale”, ha detto in una nota Maria T. Vullo, sovrintendente del dipartimento dei Servizi finanziari dello Stato di New York. “sistemi efficaci e responsabili di monitoraggio delle transazioni sono strumenti essenziali nella battaglia contro transazioni illecite e finanziamento di terroristi nell’era del rischio”, ha aggiunto spiegando che “non c’è dubbio che la condotta negligente di questa banca è il tipo di condotta che può alimentare l’attività criminale internazionale, di conseguenza compromettendo seriamente la sicurezza del sistema finanziario internazionale”. Alla luce di tutto questo Vullo sostiene che la banca “deve fare cambiamenti fondamentali e immediati”.