CHI INDAGA?La Cattolica sprezzatura di Bedoni

Nella compagnia assicurativa stravince il management uscente. A cui avevamo girato qualche domanda, rimasta inspiegabilmente senza risposta

Il trionfo c’é stato, com’era prevedibile. L’attuale management di Cattolica Assicurazioni, capeggiato dal presidente Paolo Bedoni e dall’amministratore delegato Giovanni Battista Mazzucchelli, esce dall’assemblea dei soci di sabato sugli allori, con l’80,6% dei voti (ancora capitari, a testa, grazie all’esclusione dalla riforma che sta spazzando via le cooperative finanziarie italiane, vedi le maggiori banche popolari). Alla lista alternativa, “Cattolica al centro”, é andato un deludente 19,4%. Onore delle armi, in ogni caso, a chi almeno ci ha provato, a rompere l’unanimismo, che per definizione non fa mai bene, in nessun contesto.

Sulla stampa, prima e dopo il raduno assembleare, i due hanno risposto punto per punto alle critiche, che non sono mancate. L’aumento di capitale senza acquisizioni perché non si é ancora presentata l’opportunità vincente; il crollo del titolo in Borsa (-70% rispetto al 2007) a cui però fanno fronte nove anni consecutivi di bilanci in utile; le risposte alle domande ispettive della Consob sull’alleanza strategica con la Banca Popolare di Vicenza, che in sostanza dicono che la compagnia prende tempo fin quando non si chiarirà il destino, tuttora incerto, dell’istituto vicentino alle prese con un’imminente e quanto mai difficile quotazione borsistica; la tesi difensiva sulla partecipazione alla sciagurata ricapitalizzazione di BpVi nel 2014, che ha fatto patire alla Cattolica una pesante perdita di capitale in seguito alla svalutazione, della serie “non potevamo sapere che l’azione allora al 62,5 euro si sarebbe rivelata gonfiata”; l’astensione in sede di assemblea BpVi che ha contribuito ad evitare a Zonin & C l’azione di responsabilità, motivata sempre per la transitorietà di questa fase della banca: tutto ciò non ha messo in dubbio la solidità del duo Bedoni-Mazzucchelli, remunerati in tutto con 3,3 milioni (dati 2014). A proposito di BpVi: i due consiglieri (su 18 totali) in quota alla neo-spa berica sono Manfredo Turchetti e Anna Tosolini, che sostituiscono Paolo Garonna ed Enrico Maria Ambrosetti (vicepresidente uscente, é il legale di Gianni Zonin).

Forti, fortissimi, praticamente invincibili. Non ci torna, allora, come la compagnia che dirigeranno per altri tre anni non abbia inteso rispondere a semplici domande che, prima della pubblicazione del nostro articolo del 14 aprile, avevamo girato al dott. Aldo Canale, responsabile della comunicazione di Cattolica. Per completezza e correttezza d’informazione, chiedevamo di poter pubblicare la versione della compagnia contestualmente ai documenti Consob e alle visure camerali, citate dal blog della lista “Cattolica al centro”, riguardanti la presenza di parenti di Bedoni in rapporti di consulenza (il fratello Marco) e in società di intermediazione (la moglie Ivana Bazzoni e il figlio Andrea) legate all’assicurazione veronese. Il presidente Bedoni, secondo quanto riporta il Corriere del Veneto di ieri 17 aprile, si é limitato a dire così, con una certa sprezzatura: «Accuse per i miei familiari? Non le ho sentite». Un po’ più preciso Mazzucchelli, relativamente a Marco Bedoni, sempre sul Corveneto: «Da dieci anni ha rapporti professionali con la compagnia». Il confronto é sempre, o almeno dovrebbe essere, preferibile al silenzio.(ALESSIO MANNINO VVOX)